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[RECE][SUB] Yi Yi


15 risposte a questa discussione

#1 JulesJT

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Inviato 17 November 2015 - 12:36 PM

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Titolo italiano: Yi Yi - e uno... e due...
Regia: Edward Yang

Paese: Taiwan
Anno: 2000
Genere: Drammatico
Durata: 173'
Lingua: Mandarino - Min Nan - Hokkien - Inglese - Giapponese
Interpreti: Wu Nien-jen (N.J.), Ogata Issei (Sig. Ota), Jonathan Chang (Yang-Yang)

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Sinossi

La quotidianità di una tipica famiglia borghese di Taipei.
N.J. - il capofamiglia - sta vivendo un periodo delicato a livello professionale (e non solo), la moglie Min-Min è sempre indaffarata, la figlia Ting-Ting sta attraversando la complicata fase adolescenziale, la nonna ha problemi di salute e il giovanissimo Yang-Yang - che dimostra di possedere una notevole sensibilità - "cattura la vita" tramite la sua fidata macchina fotografica.
Tuttavia le sorprese sono dietro l'angolo e...

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Qualcuno disse che da quando esiste il cinema si vive tre volte di più, con il rischio di moltiplicare malinconie e solitudini, ma anche con il pregio di vivere più intensamente il poco tempo che ci rimane. Edward Yang ha creato, con questo "Yi-Yi" (premio alla regia al festival di Cannes 2000) uno di quei mondi cinematografici in cui è facile perdersi. Con le sue tre ore, il film non riesce mai ad annoiare e il tempo che pare immenso scorre con leggerezza. Perché? Perché parla di vita, un argomento con cui tutti gli esseri umani ne sono a contatto. Lo spettatore entra in punta di piedi all'interno di una cerimonia nuziale, è disorientato perché non conosce nessuna di quelle persone, ma più il tempo passa e più lo spettatore si sente parte di loro e decide di continuare a visualizzare le loro storie. Ad ogni svolta cinematografica c'è un pezzo di vita tutto da assaporare: una solitudine che dura per tutta l'età vitale, dall'infanzia alla vecchiaia, passando per adolescenza e età adulta.
Un uomo che scopre che la sua agenzia sta per fallire e si allea con la società antagonista, la moglie che nel giorno più fortunato dell'anno scopre che sua madre è finita in coma, la figlia adolescente che è il tramite di lettere d'amore tra la sua migliore amica e il suo ragazzo, il figlio piccolo che è il più filosofo e silenzioso della famiglia schernito dalle sue coetanee e preso di mira dai professori troppo severi.
Ciò che è più bello di questa pellicola è il fatto che "Yi Yi" non osa, non mostra, non ha fretta di arrivare alle conclusioni: si limita ad osservare, osservare le movenze di una famiglia normale, che potrebbe essere quella di chiunque.
L'abc dell'esistenza viene mostrato attraverso semplici gesti: il ritrovamento di un amore adolescente, l'ingenuità infantile e l'ambiguità del sesso (il bimbo che scambia un preservativo per un palloncino), la paura della vita quando si rende difficile (il suicidio del fratello del protagonista). Tutto per farci rendere conto che non importa avere 10, 40, 70 anni: perché all'interno delle nostre anime siamo tutti uguali, ci chiediamo tutti a nostro modo, se forse non meritiamo di più.
Ed ecco che ci lamentiamo persino della nostra vita (la moglie che si lagna del fatto che i suoi giorni scorrono uno uguale all'altro, quando non si accorge che erano gli altri a preoccuparsi per lei di ogni cosa), che sottovalutiamo le potenzialità degli umani più giovani (sarà infatti il bambino, l'infanzia, a riassumere le paure e le speranze di tutte le anime devastate in un sospiro finale).
La vita che viene rappresentata anche con splendida vena poetica (il bambino che fotografa la schiena alle persone per mostrar loro la parte che non possono vedere) e con individualità (lo stesso titolo è volutamente enigmatico: "Yi Yi", che in cinese vuol dire "uno uno", un numero, ma anche l'identità dell'anima).
Un film che ha una doppia bellezza, sia interiore che esteriore, che si traduce in cinema e vita. L'immagine è costruita come se fosse disegnata da un pittore, la regia è limpida e cristallina, espressiva e saggia, dosa abilmente primi piani, piani sequenza e scene girate a mano, l'abile intreccio di storie ,che storie dopotutto non sono.
Perché la forza di "Yi-Yi" sta proprio nell'incastro maestoso e poetico dei tasselli di vita, come se fosse tutto un puzzle da ricomporre, dove si nasconde anche l'illusione disseminata in specchi, le difficoltà della vita che ci permettono di riconoscerci (il padre che filma la sua bimba appena nata attraverso il vetro della nursery, ma che finisce per riprendere sé stesso). è tutto un gioco di illusioni, di esistenze, di specchi, di vite sospese, sogni, speranze, paure, delusioni... la seconda, la terza e la quarta vita (del cinema).

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Recensione: battleroyale
Traduzione: JulesJT



SOTTOTITOLI
(Versione: Blu-ray Criterion Collection)






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Messaggio modificato da JulesJT il 17 November 2015 - 02:28 PM


#2 lexis

    Ciakkista

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Inviato 17 November 2015 - 01:50 PM

Grazie! Un altro Yang che si aggiunge!

#3 JulesJT

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Inviato 17 November 2015 - 02:07 PM

Inutile dire quanto io ami questa pellicola...
Lo vidi per la prima volta diversi anni fa doppiato in lingua italiana (urgh!) e me ne innamorai all'istante.
Subito mi immersi - e mi immedesimai - in questa splendida cornice familiare ricca di sentimento.
Ho letteralmente adorato l'onestà d'animo di N.J. (Wu Nien-jen, un'altra stella della new wave taiwanese che vi stiamo ora proponendo), la figura semplice ma tenera della nonna ( :em41:), il candore e la timidezza di Ting-Ting, l'apertura mentale del sig. Ota - quest'ultimo davvero simpaticissimo - e, ovviamente, l'estrema sensibilità di Yang-Yang, bambino di una spontaneità disarmante. Non a caso la sequenza finale rimane tutt'oggi indelebile nella mia mente grazie anche allo splendido accompagnamento musicale al pianoforte della moglie di Yang (tra l'altro i due compaiono in una scena del film).
Lo considero una sorta di "Fanny & Alexander" asiatico non tanto perché il tema centrale è quello della famiglia come nel noto film di Bergman, bensì perché c'è così tanto da metabolizzare che è per me impossibile terminarne la visione senza un sorriso stampato sul volto. Eterno.

#4 sharunasbresson

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Inviato 17 November 2015 - 03:02 PM

Ho aspettato così tanto e con così tanto desiderio
questa pubblicazione di sottotitoli, non tanto per l'occasione di rivedere il film, che amo e conosco quasi a memoria
ma per l'opportunità di condividerlo con le persone che amo e non masticano l'inglese
senza infliggere loro il doppiaggio italiano inascoltabile.
Grazie a tutti di questo regalo.

Siccome però desiderare e aspettare a volte è tanto bello quanto conquistare
ora mi metterò a sperare nella improbabile, promessa, sempre rimandata pubblicazione ad opera criterion di A brighter summer day.
E, forse un desiderio più facile da veder esaudito: spero che qualcuno di voi più bili di me con il computer prima o poi sincronizzino e ripubblichino i sottotitoli dei film di Tsai Ming Liang che di recente sono stati pubblicati in blu-ray (in particolare The river, il mio preferito).

Grazie ancoraa tutti gli artefici di questa meravigliosa rassegna!

#5 François Truffaut

    Wonghiano

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Inviato 17 November 2015 - 03:09 PM

Tra i miei preferiti di Yang, che dimostra come non mai una grande sensibilità nel filmare 'persone comuni'.
Questa release permetterà finalmente di gustare il film senza quell'orribile doppiaggio italiano con cui uscì in DVD.

Cinema Taiwanese su AsianWorld.it



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Naomi Kawase: il cinema, i film

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)

#6 fabiojappo

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Inviato 17 November 2015 - 04:09 PM

C'è la vita dentro, magnifico !
Dura quasi tre ore, ma volano via che non ci si accorge del tempo. Fino allo stupendo finale che chiude questo film da vedere e una... e due... tante volte. Capolavoro

Messaggio modificato da fabiojappo il 17 November 2015 - 04:10 PM


#7 Shimamura

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Inviato 17 November 2015 - 05:50 PM

Grazie, finalmente su Aw uno dei film asiatici più belli degli ultimi anni.

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#8 andreapulp

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Inviato 18 November 2015 - 12:03 AM

Grazie mille Jules, un Edward Yang che mi manca e che vedrò al più presto, dev'essere un grande capolavoro!

#9 japman

    PortaCaffé

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Inviato 19 November 2015 - 07:03 PM

fantastico! Finalmente riuscirò a gustarmi questo capolavoro come si deve, e butterò definitivamente la scrausissima edizione DVD italiana (fuori catalogo da anni) col solo doppiaggio ITA. Na mandrakata!





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