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2 risposte a questa discussione

#1 JulesWU

    Wu-Tang Lover

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Inviato 11 November 2013 - 01:21 PM


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Titolo originale: Tadjrebeh
Regia: Abbas Kiarostami
Sceneggiatura: Abbas Kiarostami, Amir Naderi

Nazione: Iran

Anno: 1973

Genere: Drammatico

Durata: 53'

Lingua: Persiana

Interpreti: Hossein Yarmohammadi (Mamid)



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Sinossi

Mamid è un adolescente di bassa estrazione sociale, non frequenta la scuola e lavora per vivere. Non ha nemmeno dei coetanei con cui confidarsi o crescere e occupa il poco tempo libero che ha a disposizione con qualche espediente di poco conto.
Come se non bastasse, pare non avere una seria figura adulta di riferimento alla quale ispirarsi; nessuno lo tratta con dolcezza e - quando non lo vedono come un peso - si mostrano comunque indifferenti nei suoi confronti.
Un giorno, quando meno se lo aspetta, incrocia casualmente il dolce sorriso di una fanciulla... quel semplice gesto rappresenta per lui un autentico raggio di sole in mezzo a tanto grigiore.
Da lì in poi concentrerà ogni sforzo al fine di migliorare la sua posizione sociale e fare bella impressione sulla giovane donna.


Commento di JulesJT

Primo mediometraggio targato Kiarostami. Si nota fin da subito l'influenza del divin Truffaut.
Il ritratto di una giovinezza immersa in un contesto sociale come tanti. Qui il regista iraniano mette a fuoco la scoperta dell'amore (che avviene in maniera piuttosto naturale) e le tenere trovate che il giovane protagonista s'inventa pur di essere sicuro di poter osservare quotidianamente il viso della ragazza che subito lo ha ammaliato.
Lui è contento così, non sembra pretendere chissà cosa, prova felicità solamente nello starle accanto per pochi secondi e contraccambia con gioia ogni suo singolo sorriso.
Kiarostami ha lasciato spazio quasi interamente alle immagini, tant'è che i dialoghi rappresentano più che altro un mero contorno, sono scarni, essenziali. Ma il film non risulta noioso (non per chi si nutre di neorealismo).
Pellicola piuttosto semplice ma decisamente autentica, proprio come questo genere di cinema dovrebbe essere.


Traduzione: JulesJT


SOTTOTITOLI
(Versione: 699)

Allega file  The.Experience.AsianWorld.zip   2.7K   25 Numero di downloads



_________________




Nota: Trattasi di un doppio DVD all'interno del quale è contenuto il film sopracitato, un secondo mediometraggio dal titolo
"The Wedding Suit" (1976) e - come extra - il primo filmato a colori targato Kiarostami, cioè il cortometraggio che vi presento qui di seguito.




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Titolo originale: Dow Rahehal Baraye yek Massaleh

Regia e sceneggiatura: Abbas Kiarostami

Nazione: Iran

Anno: 1975

Genere: Commedia

Durata: 5'

Lingua: Persiana



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Sinossi

Due bimbi delle elementari litigano e decidono di sfidarsi a suon di dispetti: materiale da cancelleria, vestiti, borse.... tutto ciò che cade sotto i loro sguardi va incontro a una brutta fine.



Commento di JulesJT

Cortometraggio decisamente lineare ma genuino che fa della semplicità il suo punto forte.
Mette a confronto due teneri bambini iraniani inscenando la medesima situazione ma con due differenti epiloghi. Tutto ciò per far luce sul tema dell'amicizia e ponendo l'accento sulle dinamiche che possono dare origine a un alterco o - allo stesso tempo - scongiurarlo (e a quell'età basta davvero poco).
Nessun dialogo diretto. Il film si regge esclusivamente su una voce narrante e le immagini, queste ultime decisamente simpatiche e a tratti comiche.
Sebbene la morale di fondo sia chiara, questo cortometraggio risulta comunque essere gradevole.



Traduzione: JulesJT


SOTTOTITOLI
(Versione: 60)
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Messaggio modificato da JulesJT il 15 November 2015 - 01:32 PM


#2 polpa

    Itís Suntory Time!

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Inviato 11 November 2013 - 04:57 PM

Vabbè Kiarostami, specie in quegli anni lì, era davvero un grande, e con lui il cinema iraniano, almeno fino a metà anni '90.

#3 Shimamura

    Agente del Caos

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Inviato 11 November 2013 - 07:16 PM

Grazie mille Jules

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).





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