
<b>Titolo Internazionale:</b> Aragami
<b>Titolo Originale:</b> Aragami
<b>Nazione:</b> Giappone
<b>Anno di produzione:</b> 2003
<b>Genere:</b> Azione/Fantasy/Horror
<b>Durata:</b> 70 minuti
<b>Regia:</b> Ryuhei Kitamura
<b>Cast:</b> Takao Osawa, Masaya Kato, Kanae Uotani, Tak Sakaguchi , Hideo Sakaki
<b>SINOSSI</b>
Due samurai feriti mortalmente, dopo una battaglia, si rifugiano
in un tetro tempio. Uno solo di loro è sopravvissuto alla guerra.
Al suo risveglio il miracolato si trova di fronte, un uomo inquietante,
il quale comincia una cordiale conversazione con il suo ospite.
Molto presto costui si rivelerà essere tutt'altra cosa...
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<b>COMMENTO</b>
Alla luce di quello che Kitamura, ha mostrato al mondo, ricordiamo il suo film manifesto; Versus, passando per altri lavori, orientati verso l'action-fantasy, dagli scevri contenuti, e di buon impatto visivo.
Aragami si può definire, un capitolo a parte della sua produzione, un film, che per la prima volta,
mira a qualcosa che superi l'intrattenimento fine a se stesso. Dove l'azione è distillata tutta in un lungo combattimento finale, nel quale, la spettacolarità tocca livelli bassissimi , per lasciare il posto ad una lunga dissertazione sul genere umano. I dogmi, i pregiudizi, le moralità e le contraddizioni di esso.
Fornendo finalmente allo spettatore, materia celebrale su cui riflettere. Di rimando, Aragami si può classificare come un "quasi" film d'autore.
Giunti a questo, la domanda è; può un regista come Kitamura, paladino della mediocrità,
trasformarsi dal giorno alla notte in autore?
La risposta purtroppo è NO!
Però, il regista ha perlomeno dimostrato di non essere lo sprovveduto che immaginavo,
e sicuramente, per realizzare Aragami, ha studiato approfonditamente un film capolavoro,
come il Nosferatu di Herzog , del quale ingenuamente, e forse presuntuosamente, ha cercato di coglierne il lato esistenzialista, travasando nel suo Aragami/Musashi una parte della rassegnazione all'eternità del Dracula di Werner, e in alcune sequenze, ha pure sfiorato il miracolo della verosimiglianza.
Detto ciò, lungi da me, scomodare blasfemi paragoni, ma gli concedo almeno l'onore delle armi, per un finalmente nobile tentativo di arricchimento tematico, che se non altro, ne eleva dignitosamente, la sua bassa statura cinematografica.
Anche se ha steccato l'intento primario, Kitamura è caduto in piedi!
Buona visione.
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Messaggio modificato da Kiny0 il 18 October 2012 - 11:49 PM







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