Vai al contenuto

IP.Board Style© Fisana
 

* * * - - 1 Voti

[RECE][SUB] Montanha


1 risposta a questa discussione

#1 JulesWU

    Wu-Tang Lover

  • Moderatore
  • 4045 Messaggi:
  • Location:Walhalla degli Otaku
  • Sesso:

  • I prefer: cinema

Inviato 22 January 2017 - 08:03 PM

Immagine inserita


Regia: João Salaviza
Paese: Portogallo
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 90'
Lingua: Portoghese
Interpreti: David Mourato (David), Maria João Pinho (Mónica), Rodrigo Perdigão (Rafael)


Immagine inserita Immagine inserita



João Salaviza si presenta alla 72. Mostra del Cinema di Venezia, selezionato nella Settimana della Critica, con il suo lungometraggio d'esordio, ma con un biglietto da visita di tutto rispetto per i premi assegnati ai suoi corti Arena (Palma d'oro a Cannes nel 2009) e Rafa (Orso d'oro a Berlino nel 2012). Nel difficile passaggio alla lunga distanza non delude, realizzando una buona opera prima che conferma le speranze su questo giovane autore e la bontà della scuola portoghese, da sempre tra le più interessanti del cinema europeo.
Montanha si apre con l'immagine della schiena nuda di un ragazzo a letto, mentre si sente il rumore di un ventilatore che fa il suo giro continuo da destra a sinistra e ritorno. Immagine ben costruita che narrativamente porta subito lo spettatore nell'ambientazione estiva scelta dal regista per raccontare la storia di un adolescente che nella prima inquadratura si vede di spalle come a simboleggiare il peso portato da questo quattordicenne nello scalare quella ripida montagna che può essere, è l'adolescenza. Una scena poi da ricordare anche per il collegamento con l'ultima, una circolarità che chiude perfettamente il percorso del film che può essere inserito nel genere coming of age. Certo con le sue caratteristiche che lo rendono un prodotto capace di distinguersi tra i tanti lungometraggi che affrontano storie inquadrabili come bildungsroman. Ritmo indolente, luce naturale, interni in penombra, lunghi silenzi interrotti da dialoghi quasi sempre solo accennati. Una ricerca che non appare mai esagerata, finta, compiaciuta, un semplice esercizio di stile. Ma funzionale al flusso del racconto che procede per sensazioni, situazioni ripetute, senza un vero classico svolgimento. Accompagnato da una regia senza enfasi, che lavora di sottrazione, che si concentra sui personaggi principali spiandoli con delicatezza. Per mettere in scena il disagio non serve urlare.
L'obiettivo è puntato su David, quattordicenne che vive una situazione familiare già non facile (genitori separati, una sorellastra più piccola), quando il nonno si ammala e viene ricoverato. Intorno alla sensazione di perdita imminente di una figura chiave come quella del nonno, simbolicamente una montagna si potrebbe dire pensando al titolo, ruota in un certo senso il film. Una figura che Salaviza decide di non fa vedere. Mentre la madre passa gran parte del tempo in ospedale, David trascorre le calde giornate estive, in una Lisbona lontanissima dalla bellezza messa in risalto dalle immagini da cartolina, con l'amico Rafael e con Paulinha di cui si scopre innamorato. Una quotidianità che sembra sospesa nel tempo, un desolante vagabondaggio di adolescenti di periferia, ai margini della città: tra sigarette, giri in motorino, furti, autoscontro, discoteche, scambio di effusioni alla ricerca di un contatto che sembrano aver perso con il mondo esterno. Significativa in questo senso la scena in cui un'insegnante comunica a David di essere stato bocciato e che lo hanno visto rubare un motorino. La distanza, il disinteresse del ragazzo appare evidente dalla sua reazione e dalla indovinata scelta del regista portoghese di lasciare fuoricampo la professoressa. Eppure al senso di responsabilità non si può fuggire per sempre, e il percorso di maturazione di David colpito da un vortice emotivo, sessuale, di elaborazione del lutto, trova cinematograficamente approdo in quell'abbraccio finale alla madre.

A chiudere in maniera convincente un film con il quale il regista portoghese, alla prima prova in un lungometraggio, dimostra già un'apprezzabile maturità estetica e narrativa nel tratteggiare l'inquietudine, la solitudine, le paure che in modi diversi appartengono a tutti gli adolescenti.
[fonte: Fabio Canessa per linkinmovies.it]


Immagine inserita
Immagine inserita


Traduzione: JulesJT
Recensione: fabiojappo



SOTTOTITOLI
(Versione: DVD)
Allega file  Montanha.AsianWorld.zip   16.52K   33 Numero di downloads



Messaggio modificato da JulesJT il 23 January 2017 - 11:59 AM


#2 fabiojappo

    Produttore

  • Moderatore
  • 3981 Messaggi:
  • Location:Alghero
  • Sesso:

  • I prefer: cinema

Inviato 24 January 2017 - 11:12 AM

Grazie ! Buon film, di quelli che di solito ai grandi festival salti (sbagliando) per concentrarti sul concorso principale.





1 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi