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[RECE][SUB] Diabel


7 risposte a questa discussione

#1 Flugel

    PortaCaffé

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Inviato 21 November 2013 - 11:47 AM

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Titolo originale: Diabel

Genere: Drammatico, Storico

Paese e anno: Polonia 1972

Regia: Andrzej Zulawski

Durata: 119 '

Traduzione: Flugel (Vojna)


Immagine inserita



"La genialità di Wajda stava nell'aver capito quanto lontano si potesse andare tenendo conto del confine che il regime poneva. Fino ad ora, lui è andato oltre di un centimetro. Mentre io ho camminato circa tre metri oltre e sono caduto nel baratro." Andrzej Zulawski


Uno dei film più maledetti della storia del cinema, rimasto proibito e invisibile per 17 anni a causa della censura del regime comunista e delle autorità religiose dell'epoca. Malsana, allucinata e indigesta discesa agli inferi del regista Zulawski, che crea un cattivissimo apologo sulla violenza e la barbarie insite nella natura umana, ispirandosi ad un fatto di cronaca realmente accaduto negli anni Sessanta, in cui il regime comunista stroncò una manifestazione di studenti che protestavano contro la censura. Il film, depistante e dall'andamento ipnotico, è senza dubbio influenzato dalle traumatiche esperienze vissute dal regista durante la sua infanzia nella Polonia occupata dai nazisti, periodo in cui imperversavano le atrocità della guerra, e può quindi essere interpretato come un lancinante urlo di sofferenza del suo autore. La pellicola è ambientata nel 1793, momento in cui l'esercito prussiano invase la Polonia, che era stata spartita tra Austria, Russia e Prussia. La sequenza iniziale (vedi finestra sottostante) è veramente impressionante dal punto di vista visivo e vede un enigmatico straniero a cavallo che si introduce in un monastero, tramutato dalla guerra in prigione/manicomio, con lo scopo di liberare un giovane contestatore, il nobile Jakub, imprigionato perché complottava per uccidere il re. Lo libera insieme ad una monaca, presa come ostaggio per il viaggio, che intraprenderanno insieme.

Il combattivo Jakub vorrebbe andare a Varsavia per continuare a lottare per la libertà del paese, ma il suo accompagnatore, dotato di una viscida abilità nel manipolarlo, riesce a convincerlo a tornare verso la propria casa di origine. Durante il percorso nella foresta, attraversando nevosi paesaggi violentati dalla guerra, intercettano una stramba compagnia di attori che stanno interpretando l'Amleto di Shakespeare e il confuso Jakub rifiuta seccamente di avere una relazione di gruppo con loro. Giunti al palazzo di famiglia, lo straniero lo avverte che le cose sono cambiate e potrebbe trovarvi molto dolore, anche perché la sua fidanzata si sta nel frattempo per sposare con il suo migliore amico proprio in quel momento e sta pure aspettando un bambino da questi. A questo punto assistiamo ad una sequenza di ballo in un salone del palazzo con la donna completamente euforica e tarantata, che sembra quasi un mostruoso sabba ed invece scopriamo essere i preparativi per il matrimonio. Ma per il perplesso Jakub che, nel frattempo a causa dello shock ha pure una crisi epilettica, le sorprese non sono finite: suo fratello e sua sorella hanno ora una incestuosa relazione, in casa vi è ancora il cadavere in decomposizione di suo padre morto suicida, mentre la madre fa la maitresse in una casa di piacere a pagamento. Lo spettatore è ormai immerso nel profondo del delirio delle caotiche immagini del film e viene ripetutamente brutalizzato da vari episodi parossistici, sostenuti oltretutto da un'emozionante recitazione sempre eccessiva e sopra le righe (tipica dello stile del regista, debitore del teatro di Grotowski). Jakub ormai completamente moralmente disintegrato e irrimediabilmente folle, nell'apocalittico finale, inizia ad uccidere chiunque gli capiti a tiro, per vendetta e per rabbia allo scopo di ripulire il mondo dal peccato, inizialmente utilizzando un rasoio che il maligno corruttore gli ha fornito. La monaca lo accompagna, cercando disperatamente di redimerlo fino all'ultimo, ma l'influenza dello straniero è troppo venefica...il finale è poi un delirio assoluto e di difficile interpretazione in cui Jakub è ucciso dallo straniero, che viene evirato dalla monaca e, morendo, si trasforma in lupo. Coinvolgente e funzionale alle immagini la colonna sonora di musica sperimentale di Andrzej Korszynski. Una rappresentazione mefistofelica e senza compromessi di un mondo dominato dall'anarchia nichilistica del male e irrimediabilmente contagiato dalla misteriosa presenza del diabel. Un vero e proprio incubo incentrato sulla follia scatenata dalla guerra, da vedere a vostro rischio e pericolo.

(fonte: http://scaglie.blogspot.it)



SOTTOTITOLI

Allega file  Diabel.AsianWorld.zip   24.81K   97 Numero di downloads


Messaggio modificato da JulesJT il 20 December 2014 - 09:21 PM
Riordino RECE


#2 Shimamura

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Inviato 22 November 2013 - 10:10 AM

Con molto ritardo, e chiedendo venia, vi infomo che ho uppato i sub, e ringrazio il buon Flugel (Vonjia) per traduzione e presentazione.

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#3 *StevE*

    Microfonista

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Inviato 23 November 2013 - 12:58 AM

Grazie mille!!! :em07:

#4 Dries

    Microfonista

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Inviato 25 November 2013 - 06:55 PM

versioneeeeeeeeeeeee ?? :em83:

#5 Flugel

    PortaCaffé

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Inviato 26 November 2013 - 10:35 PM

Visualizza MessaggioDries, il 25 November 2013 - 06:55 PM, ha scritto:

versioneeeeeeeeeeeee ?? :em83:

la versione è quella da 1.37 polpette

Messaggio modificato da François Truffaut il 27 November 2013 - 07:13 PM
Occhio al disclaimer: non sono ammessi riferimenti al peer-to-peer.


#6 vasumitra

    Operatore luci

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Inviato 05 December 2013 - 12:31 PM

grandissimi. ♥
asilo sotto il mio passo tutto il giorno
i loro festini smorzati mentre la carne cade
erompendo senza paura né vento favorevole
le guantilope del senso e del nonsenso corrono
prese dai vermi per quel che sono


1935 samuel beckett

constant shallowness leads to evil

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#7 bowman

    Cameraman

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Inviato 10 December 2013 - 01:44 PM

Ancora Zulawski! Ottimo!
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...fredde luci parlano...


#8 fretless

    PortaCaffé

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Inviato 22 June 2018 - 03:24 PM

Grazie.

Messaggio modificato da fretless il 22 June 2018 - 05:06 PM






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