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[RECE][SUB] The Stranger Within A Woman

Traduzione di Cignoman

12 risposte a questa discussione

#1 Cignoman

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Inviato 10 January 2010 - 06:00 PM

Titolo originale: ONNA NO NAKA NI IRU TANIN


a.k.a. The Stranger Within a Woman / The Thin Line


di Mikio Naruse


Sceneggiatura: Ide Toshiro
Da un racconto di Edouard Atiyah


GIAPPONE 1966 - 1h 42'

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Interpreti: Keiju Kobayashi (Isao Tashiro, impiegato di una casa editrice e padre di famiglia), Michiyo Aratama (Masako Tashiro, la moglie di Isao), Mitsuko Kusabue (Yumiko Kato, commessa in una boutique di Aoyama e amica di Sayuri), Tatsuya Mihashi (Ryukichi Sugimoto, architetto e intimo amico di Isao), Akiko Wakabayashi (Sayuri Sugimoto, la sensuale e carnivora moglie di Ryukichi), Toshio Kurosawa (gestore del bar Namiki).

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Questo film ci fa conoscere un Mikio Naruse diverso, “eccentrico”, che si discosta di molto dalle sue tematiche “tradizionali”: si cimenta con un thriller psicologico, una sceneggiatura che sembrerebbe forse più nei canoni di altro regista di quegli anni, Yoshitaro Nomura. Gli ingredienti sono davvero “forti” (almeno per l’epoca): perversioni sessuali, sadismo, senso di colpa che conduce alla paranoia ossessiva, omicidio. Probabilmente si trattò di un tentativo di assecondare le ultime tendenze di gradimento del pubblico che anche in Giappone durante gli anni ’60 scopre e si appassiona a nuovi stili e tematiche; in quegli anni infatti l’industria cinematografica giapponese è rivoluzionata da una molteplicità di fattori tra cui la concorrenza della televisione (che appare al minuto ’21 a mostrare quella violenza che nel film è omessa, quasi a sottolineare un confronto tra il livello colto e raffinato dell’autore e quello più dozzinale e commerciale che attira il pubblico con le emozioni forti). Il racconto che è servito da base per la sceneggiatura è opera dello scrittore libanese Edouard Atiyah e servirà da soggetto anche per la sceneggiatura di un film francese del 1971, “Juste Avant La Nuit” di Claude Chabrol. La tesi sviluppata è quella secondo cui anche nelle persone “normali” esistano angoli bui, che siano labili i confini tra la tranquilla quotidianità e l’incubo; oltrepassata la sottile linea di confine non c’è modo di tornare indietro, in ogni caso si è condannati o a espiare la colpa distruggendo la propria vita e quella dei propri cari, oppure a celare per sempre un enorme e lacerante peso dentro di sé. Nel pensiero comune si crede che certe cose possano succedere solo agli altri, che certe scelte siano del tutto inspiegabili, come nel caso dell’impiegato che scappa con la cassa per inseguire un folle sogno d’amore e di emancipazione dalla routine: ma in realtà il passo che segna un'intera esistenza è fin troppo breve. Il cast è di altissimo livello, tutti volti noti ai frequentatori del cinema di Naruse e Ozu, un vero piacere riconoscere il Tatsuya Mihashi di “Dolls”, brillante qui nonostante qualche decennio di meno sulle spalle. Da segnalare il ritorno di Naruse alle luci ed ombre di un sontuoso bianco e nero, sfruttato benissimo ai fini drammatici, così come i primi piani ravvicinati e i controcampi. La penultima sequenza, l’apice del film, sembra presa da un film di Hitchcock, merita anche da sola una visione: l’ultimo dialogo tra il tormentato Isao e sua moglie Masako, l’esile e servizievole Masako, i fuochi d’artificio sulla spiaggia di Kamakura, i bambini felici, ignari, quel primo piano di lei che sale le scale e nei suoi occhi lo scintillìo di chi ha scelto di passare a propria volta la sottile linea, per proteggere il proprio nido, la parvenza della rispettabilità, il proprio focolare, anche a costo di portare su di sé un terribile peso per il resto della propria vita.

Allega file  The Stranger Within A Woman.ITA.rar   30.11K   88 Numero di downloads




Per approfondire il cinema
di Naruse Mikio

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Messaggio modificato da fabiojappo il 03 December 2017 - 08:25 PM

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#2 Shimamura

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Inviato 10 January 2010 - 06:22 PM

Grazie!!!! :em41: :em81: :em21:

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#3 Tony brando

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Inviato 10 January 2010 - 06:40 PM

Arigatou gozaimassss!!! :em41: :em81:

#4 ronnydaca

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Inviato 11 January 2010 - 03:24 PM

Grande :em41:

In attesa di migrazione


#5 creep

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Inviato 19 January 2010 - 10:58 PM

Sotto le vesti di un thriller che forse per la prima volta vede abbastanza stilizzati i personaggi dell'universo narusiano, viene mostrata, tramite il confronto tra i due sessi, l'interazione tra due risoluzioni tanto diverse ma in fondo entrambe giapponesi. Da una parte c'è l'uomo, ingenuo, egocentrico, che nasconde nella sua apparente imperturbabilità, la fragilità di una coscienza asservita al mito dell'onore. Dall'altra c'è la donna, calcolatrice, volitiva, che nasconde nella sua apparente remissività, la determinazione dell'istinto materno.

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#6 feder84

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Inviato 25 January 2010 - 03:19 PM

Grazie Cigno, questo mi manca!
In una notte della tarda primavera del quinto anno dell'era Meiwa, finisco di scrivere quest'opera, accanto alla mia finestra, mentre, cessata la pioggia, è apparsa la luna appena velata; perciò, nell'affidarla al tipografo, la intitolo Racconti di pioggia e di luna.


Firmato: Seishi kijin
Sigillo: Shikyo kojin
Yugi Sanmai

#7 fabiojappo

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Inviato 21 December 2010 - 09:49 PM

Un uomo distrutto dall'insostenibile peso della colpa, da un terribile segreto. Una donna disposta a conviverci pur di proteggere il proprio nido.

Film interessante. Buona idea proporlo nell'award per dargli un po' di visibilità.

#8 François Truffaut

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Inviato 12 January 2011 - 11:41 AM

Visualizza MessaggioCignoman, il 10 January 2010 - 06:00 PM, ha scritto:

La tesi sviluppata è quella secondo cui anche nelle persone “normali” esistano angoli bui, che siano labili i confini tra la tranquilla quotidianità e l’incubo; oltrepassata la sottile linea di confine non c’è modo di tornare indietro, in ogni caso si è condannati o a espiare la colpa distruggendo la propria vita e quella dei propri cari, oppure a celare per sempre un enorme e lacerante peso dentro di sé.

Ha già detto bene cigno: già, la tesi è quella ed è sviluppata con il solito stile essenziale di Naruse. Un film apprezzabile, magari non strabiliante ma comunque autentico, implacabile nel crescendo dell'implosione della vita privata dei personaggi, messi a dura prova dai cambiamenti di costume in atto in un'epoca di grandi trasformazioni.

Ringrazio cigno per la proposta!

Cinema Taiwanese su AsianWorld.it



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Naomi Kawase: il cinema, i film

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)

#9 Cignoman

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Inviato 12 January 2011 - 02:53 PM

Visualizza MessaggioFrançois Truffaut, il 12 January 2011 - 11:41 AM, ha scritto:

Ringrazio cigno per la proposta!

È sempre un piacere condividere su AW!

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