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[RECE][SUB] The Temple of the Golden Pavilion (1958)

Traduzione di Picchi. Revisione di Cignoman

20 risposte a questa discussione

#1 Picchi

    Operatore luci

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Inviato 24 December 2010 - 03:56 PM


Conflagration



Conflagrazione

Titolo originale: 炎上 Enjō

AKA: "The Temple of the Golden Pavilion"

"Flame of Torment"



(versione: 700)


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Regia: Kon Ichikawa 市川 崑
Nazionalità: Giappone
Anno: 1958
Colore: Bianco e nero
Durata: 99 minuti
Produttore: Daiei Co.


Sceneggiatura:

Kon Ichikawa
Natto Wada
Keipi Hasebe


Cast:

Raizō Ichikawa 市川 雷蔵
Ganjirō Nakamura 中村鴈治郎
Tatsuya Nakadai 仲代 達矢
Kitabayashi Tanie 北林谷栄


Riconoscimenti:

Blu Ribbon Awards (1959)

Miglior attore: Raizō Ichikawa

Migliore fotografia: Kazuo Miyagawa

Miglior attore non protagonista: Ganjirō Nakamura



Kinema Junpo Awards (1959)

Miglior attore: Raizō Ichikawa



Mainichi Film Concours (1959)

Miglior attore non protagonista: Ganjirō Nakamura



TRAMA


Il giovane balbuziente Goichi Mizoguchi (Raizo Ichikawa) figlio di un monaco buddhista di un tempio nel nord del Giappone, arriva a Kyoto per frequentare il noviziato monastico presso il celebre Shukaku-ji[1], il Tempio del Padiglione d'oro. Infatti Goichi ha ereditato dal defunto padre un'ossessione per quello splendido tempio, al punto che Mizoguchi non pensa ad altro. Appena arrivato al tempio viene presentato all'abate Superiore Tayama (Ganjiro Nakamura), un vecchio amico del padre del ragazzo che, saputo della sua morte, lo prende sotto la sua ala protettiva. Qui Goichi fa la conoscenza di un altro novizio, il gentile Tsurukawa che diviene il suo migliore amico, l'unico a non beffarsi di lui e della sua balbuzie. Passato del tempo dalla campagna arriva al Tempio Soen anche la madre (Kitabayashi Tanie), tanto odiata dal figlio Goichi. Questa infatti comincia a fare pressioni al figlio affinché si ingrazi l'abate Superiore Tayama con lo scopo di assicurarsi la successione del tempio. Iscrittosi all'università il protagonista fa un'altra conoscenza: lo studente Togari (Tatsuya Nakadai), uno zoppo che si prende gioco degli altri, e che con discorsi cinici tenta di avvelenare il cuore del novizio. L'idealista, taciturno e ingenuo Goichi è ossessionato dall'idea di bellezza che il padre per anni gli ha inculcato, ritenendo il Tempio del Padiglione d'oro la più bella costruzione del mondo. Sentendosi smarrito misticamente, incompreso e solo, nel 1950 Goichi compie un atto ancora oggi ricordato in tutto il Giappone...


Il Tempio del Padiglione d'oro (Kinkaku-ji 金閣寺)


Eretto a Kyōto nel 1398 dal terzo shōgun Ashikaga, Yoshimitsu (1358–1408), l'edificio faceva parte del tempio Rokuon-ji a Kitayama, che, con la sua villa e i suoi numerosi edifici, costituiva un monumento eretto a celebrare il potere politico e la ricchezza terrena di questo shōgun. Dopo la sua morte, il figlio Yoshimochi spostò tutti gli edifici in altri luoghi a eccezione del Padiglione d'oro.

Questa costruzione a tre piani, venne però distrutta nel 1950 da un incendio doloso (l'evento narrato nel film), per cui quella che si vede oggi è una ricostruzione realizzata nel 1955.

I primi due piani, di dimensioni uguali erano destinati a fungere da ambienti residenziali, mentre la parte superiore della struttura di dimensioni minori, era usata per scopi religiosi, progettata infatti nel più formale stile zen. Tanto all'esterno, quanto all'interno, tutti i pavimenti sono ricoperti d'oro in foglia, da qui il soprannome.

Il nome reale del tempio è Rokuon-ji (鹿苑寺) ma lo Shariden(舎利殿), la sala quadrata dove vengono custodite le reliquie del Buddha, chiamato Kinkaku (金閣), è diventato negli anni così famoso che oggi viene usato per riferirsi a tutto il complesso.

Questo film è uno dei più famosi lavori di Kon Ichikawa per diversi motivi: perché tratta della vicenda dell'incendio doloso che distrusse uno dei tesori nazionali del Giappone, le aspettative sulla peculiare sensibilità estetica del regista, la bravura degli attori e, infine, perché basato sul famoso romanzo del celebre scrittore Yukio Mishima 三島由紀夫 (1925-1970) "Kinkaku-ji" del 1956 (edito in Italia con il titolo "Il Tempio del Padiglione d'oro" da Feltrinelli e da i Meridiani Mondadori).

Nel 1950 un monaco del Rokuon-ji di nome Hayashi Yoken sentedosi inferiore difronte alla bellezza del Padiglione d'oro, lo incendiò, e poi tentò il suicidio sulle colline alle spalle del tempio. Sopravvissuto, fu condannato a sette anni ma venne rilasciato nel 1955 per insanità mentale. La notizia fu accolta con stupore e il crimine rimase incomprensibile a tutta la comunità. A commettere lo scempio era stato un giovane appartenente alla generazione post-bellica, una generazione che lo stesso Mishima Yukio conosceva bene, in quanto lui stesso ne faceva parte, e in più era uno degli scrittori più famosi che ne aveva analizzato il mondo interiore e, attraverso la sua scrittura, ne aveva dato forma e voce.

Nel dopoguerra il Giappone conobbe una prosperosa vita letteraria che aprì un nuovo filone cinematografico, il bungei eiga, il "cinema letterario" a cui molti registi poterono attingere, tra cui Kenji Mizoguchi con l'adattamento del best-seller di Seiichi Funahashi "A Portrait of Madame Yuki"[2], e anche Akira Kurosawa con l'addattamento di Rashōmon, basato su due racconti brevi di Akutagawa Ryūnosuke ("Rashōmon" e "Nel bosco"). Un altro regista era Kon Ichikawa che aveva già sperimentato questo genere con il film "Kokoro" basato sull'omonimo libro introspettivo dello scrittore di epoca Meiji Natsume Soseki, ricevendo un buon successo. Tale successo scaturito dalle capacità di Ichikawa di tradurre la psicologia e l'interiorità del romanzo furono la ragione per cui la Daiei decise di affidare le riprese del Padiglione d'oro proprio a lui. Un'impresa che nonostante tutto non si rivelò per niente facile:

"Ho lavorato con Keiji Hasabe e Natto Wada e dopo tre mesi di soli malditesta, finalmente abbiamo trovato un modo per trattare la storia. Abbiamo deciso di drammatizzare le vite interiori di Mizoguchi, di suo padre e sua madre, tutti cresciuti vicino al Mar del Giappone, il paesaggio più scuro in tutto il Paese. Siamo giunti alla conclusione che si possa entrare nel mondo della bellezza di Mishima, non attraverso la rappresentazione della prima metà della vita di Mizoguchi semplicemente come di preparazione a una tragedia inevitabile causata della sua ossessiva ricerca di un assoluto, ma piuttosto mostrando una ordinaria relazione genitori-figlio, visibile nella vita quotidiana."[3]

Ichikawa ha voluto filmare oggettivamente un monaco che vedeva il Kinkaku-ji in maniera sublime e non dipingere il sublime tempio attraverso la soggettività del protagonista, come accade nel romanzo. La macchina da presa diventa strumento di oggettività. Questo è stato possibile anche grazie a delle note che Mishima aveva scritto in preparazione della stesura del libro, che permisero a Ichikawa e a Natto Wada (sua moglie) di trovare il modo giusto per adattare la storia sullo schermo. Questi appunti riguardavano soprattutto la vita di Mizoguchi al suo paese natio, dei suoi genitori e del rapporto con loro, ma furono talmente fondamentali che si può affermare che la sceneggiatura è una ricostruzione basata più su queste note che non sul romanzo completo vero e proprio. Ciò nonostante la pellicola rimane fedele al racconto, narrando una storia tragica e importante in maniera normale.

Il film si apre con l'interrogatorio di Goichi; attraverso i flashback si prosegue nello sviluppo della storia che riportano al suo passato, permettendo allo spettatore di capire la sua ossessione per il Kinkaku-ji, dell'amore per il padre e dell'antipatia nei confronti della madre.

Ichikawa ha voluto a tutti i costi che Raizō Ichikawa facesse parte del cast, posticipando le riprese del film di un anno a causa dell'opposizione della Daiei. La casa produttrice infatti non voleva che Raizō, all'apice del successo, recitasse la parte di un criminale balbuziente e complessato, per paura che potesse intaccare la sua fama di attore di jidai-geki[4]. La testardaggine del regista però fu ben premiata perché la bravura del giovane attore fu determinante per il successo del film. Un famoso critico e storico di cultura popolare, Hiroshi Minami, scrisse nella rivista di cinema Kinema Jumpo:

"Raizō recita la parte magnificamente. Il modo in cui interpreta la goffaggine di Mizoguchi, con la sua bocca sempre semiaperta, è così perfetta che anche lui farebbe fatica a riconoscersi."

Il Mizoguchi del libro e il Mizoguchi del film sono infatti diversi. Nel libro il racconto è scritto in prima persona, dove i pensieri del protagonista sono estremamente fluidi e di un'eloquenza strabilianti, contrapponendosi nettamente alla pesante balbuzie che lo afflige quando invece parla ad alta voce. Nel film invece Mizoguchi è frenetico, impaziente, nessuna voce fuori schermo viene utilizzata per rappresentare i monologhi interiori ed è lui stesso a domandare ad altri personaggi il loro giudizio nei suoi confronti.

Spesso le pellicole basate su romanzi non riescono a raggiungere i livelli della storia cartacea. Enjō nonostante sia stato ben accolto a volte viene denigrato come un film che sarebbe stato meglio non fare mai. Credo che sia non solo esagerato ma anche sbagliato. Ichikawa fa un ottimo lavoro nonostante l'arduo compito, e il paragone che nasce scontato e spontaneo con il capolavoro di Mishima non è cosa da nulla. Il film non riesce a toccare il sublime apice di bellezza che suscita il romanzo, perché come ha detto lo stesso regista, ha voluto cambiare punto di vista e normalizzare il racconto. Se se ne tiene conto, allora la prospettiva cambia e il film risulta certamente più apprezzabile.




[Vorrei ringraziare Cignoman per la revisione dei subs e per la consulenza sintattica, pronta a sciogliere i nodi duri delle mie frasi chilometriche. E Beggar Su, che con pazienza arricchisce la mia conoscenza dell'inglese.]




- Buona Visione -

&

- Buon Natale -




[1] Nel film fu cambiato il nome del tempio perché il Kinkaku-ji era contrario a lasciare il nome reale in un'opera in cui il suo abate superiore si era allontanato dai precetti Zen. Così il Kinkaku-ji prese il nome di Shukaku-ji e Rokuon-ji divenne Soen-ji.

[2] "Japanese cinema: texts and contexts" Alastair Phillips, Julian Stringer; Taylor & Francis

[3] "Kon Ichikawa" James Quandt, Cinematheque Ontario

[4] 時代劇 Lett. "rappresentazione del periodo", nel teatro, nel cinema e nella televisione indica un genere storico ambientato in un preciso periodo.



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Messaggio modificato da fabiojappo il 16 February 2017 - 12:37 PM

"猿も木から落ちる" (Anche le scimmie cadono dagli alberi)





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#2 Shimamura

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Inviato 24 December 2010 - 04:27 PM

Grazie Picchi, un magnifico dono per Natale!

Messaggio modificato da Shimamura81 il 24 December 2010 - 04:27 PM

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#3 Nosferatu

    Operatore luci

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Inviato 24 December 2010 - 05:41 PM

Un grazie colossale! Sono proprio curioso di vedere com' riuscito Ichikawa a trasporre un romanzo del genere!

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«Sono venuti quelli dei Cahiers du cinéma, e mia figlia mi diceva che volevano sapere il tessuto connettivo tra quella targa che oscilla all'inizio del film Sei donne per l'assassino, dove c'è un temporale, e il telefono che casca quando la Bartok muore. Io non mi ricordavo neanche come finiva il film...»
(Mario Bava)

Tradotti per AsianWord:
A Summer at Grandpa's - Beautiful - Rice People - License to Live (con can tak)
Little Note - Night Train - Helpless

#4 paolone_fr

    GeGno del Male

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Inviato 24 December 2010 - 05:55 PM

il kintakuji!
:em07:

#5 Tsui Hark

    洪 天

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Inviato 24 December 2010 - 06:31 PM

Visualizza MessaggioShimamura81, il 24 December 2010 - 04:27 PM, ha scritto:

Grazie Picchi, un magnifico dono per Natale!
Quoto :em07: :em07:

Film tradotti per AW: Meat Grinder Die a Violent Death Naked Killer Shanghai Blues(con asturianito) August in the Water Mutant Girls Squad Tokyo 1958(con cignoman) Female Yakuza Tale: Inquisition and Torture

L'abilità di chi traduce non sta soltanto nella comprensione di quello che si legge, ma nella capacità di renderlo correttamente in italiano.

La Cina è un paese incredibile, l'idea comune che si ha in occidente dell'Impero Celeste è completamente sbagliata.

星期五:欢迎我来中国!!!


#6 Picchi

    Operatore luci

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Inviato 24 December 2010 - 07:03 PM

Per motivi lavorativi purtroppo ho dovuto allegare i subs stasera, scusatemi. Ora ci sono... :em07:

"猿も木から落ちる" (Anche le scimmie cadono dagli alberi)





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#7 fabiojappo

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Inviato 24 December 2010 - 07:57 PM

Grazie Picchi !
"Il padiglione d'oro" l'unica cosa che mi piace davvero molto di Mishima. Sono quindi molto curioso di vedere il film.

#8 battleroyale

    Kimkidukkiano Bjorkofilo

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Inviato 24 December 2010 - 09:30 PM

Che bel regalo di Natale! :em07: :em07: :em87:


Grazie mille! :em28: :em28:
Sweet Like Harmony, Made Into Flesh... You dance by my side, children sublime!


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#9 ronnydaca

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Inviato 25 December 2010 - 12:59 PM

Grazie Picchi ;-)

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