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Official Gold (Goyokin)Goyokin

Subber: JulesJT
Anno: 1969
Regia: Gosha Hideo
Nazione: Giappone
Genere: Azione - Drammatico - Storico
Tokyo MarigoldTokyo Marigorudo

Subber: Kiny0, fabiojappo
Anno: 2001
Regia: Ichikawa Jun
Nazione: Giappone
Genere: Romantico - Drammatico -
Gimme ShelterAtsu Hada

Subber: battleroyale
Anno: 1986
Regia: Sato Hisayasu
Nazione: Giappone
Genere: Drammatico - Commedia - Grottesco
Uniform Virgin: The Prey Seifuku Shojo: Eijiki

Subber: battleroyale
Anno: 1986
Regia: Sato Hisayasu
Nazione: Giappone
Genere: - Grottesco -
DearestAnata e

Subber: calimerina66
Anno: 2012
Regia: Furuhata Yasuo
Nazione: Giappone
Genere: - Drammatico -
Mundane HistoryJao nok krajok

Subber: bowman
Anno: 2009
Regia: Anocha Suwitchakornpong
Nazione: Thailandia
Genere: - Drammatico -
Oshin (Serie TV) [Latest=2]Oshin

Subber: JulesJT
Anno: 1983
Regia: Sugako Hashida
Nazione: Giappone
Genere: Drammatico - - Serie TV
Ditch, TheJiabiangou

Subber: Stalker
Anno: 2010
Regia: Wang Bing
Nazione: Cina
Genere: - Drammatico -
Ghost SweepersJeomjaengyideul

Subber: So Ji Sub
Anno: 2012
Regia: Sin Jeong Won
Nazione: Corea del Sud
Genere: Commedia - - Horror
I Wish I KnewHai shang chuan qi

Subber: Cineteca di Bologna
Anno: 2010
Regia: Jia Zhang Ke
Nazione: Cina
Genere: - Documentario -
UselessWuyong

Subber: Cineteca di Bologna
Anno: 2007
Regia: Jia Zhang Ke
Nazione: Cina
Genere: - Documentario -
Thieves, TheDodookdeul

Subber: Sakiyu
Anno: 2012
Regia: Choi Dong-Hoon
Nazione: Corea del Sud
Genere: - Azione -
MasqueradeGwanghae, Wangyidoen Namja

Subber: Giko
Anno: 2012
Regia: Choo Chang-ming
Nazione: Corea del Sud
Genere: Drammatico - - Storico
Grandmaster, TheYut doi jung si

Subber: calimerina66
Anno: 2013
Regia: Wong Kar-wai
Nazione: Hong Kong
Genere: Arti Marziali - Drammatico -
SilencedDogani

Subber: Elle
Anno: 2011
Regia: Hwang Dong Hyeok
Nazione: Corea del Sud
Genere: - Drammatico -
Crossing HennessyYuè mǎn xuānníshī

Subber: Asaka
Anno: 2010
Regia: Ivy Ho
Nazione: Hong Kong
Genere: Commedia - Romantico -
FlightUdaan

Subber: JulesJT
Anno: 2010
Regia: Vikramaditya Motwane
Nazione: India
Genere: - Drammatico -
Umareru (Serie TV) [Latest=1]Umareru

Subber: Ayuchan, Noraya-chan
Anno: 2011
Regia: Kaneko Fuminori, Yoshida Akio, Muto Jun
Nazione: Giappone
Genere: Drammatico - - Serie TV
Face of Another, TheTanin no kao

Subber: Picchi
Anno: 1966
Regia: Teshigahara Hiroshi
Nazione: Giappone
Genere: Drammatico - Sci-Fi -
LoveAi

Subber: Katia, andreina65
Anno: 2012
Regia: Doze Niu
Nazione: Taiwan
Genere: Romantico - -

Spring Bears Love

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Lavori in corso


Outrage Beyond 100%
Ace Attorney 100%
Cannot Live Without You 100%
Demons 100%
Promise of the Flesh 99%
Kaza-Hana 99%
Burden of Life 99%
Wangsimni 99%
Genealogy 99%
Hit and Run 99%
Mismatched Nose 99%
Detective K 99%
Hello Strangers 99%
Tidal Wave 99%
Nice Shorts 99%
Emperor Tomato Ketchup (Extended) 99%
Spring in My Hometown 99%
Seong Chun-hyang 99%
Late Autumn 99%
Secret Chronicle: She Beast Market 99%
Red Room 2 99%
Sadako 3D 99%
Servant, The 99%
Hwang Jin-yi 99%
Hwang Jin-yi 99%

Lista completa
 

Hear Me

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Tomie

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Wanderer's Notebook, A

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Loved Gun

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Asian News

L'Asian Film Festival accende i motori

Nel panorama italiano Asian Film Festival è un appuntamento consolidato per gli appassionati di cinema e dell'Asia che nel 2013, dal 6 all'11 aprile, celebrerà la sua undicesima edizione.
Il festival, con le sue sezioni competitive, i focus, le retrospettive, gli incontri e i dibattiti con il pubblico è un momento fondamentale di conoscenza e apertura al dialogo non limitato al cinema, ma aperto alla cultura e alla conoscenza reciproca tra realtà italiana e paesi asiatici.

Asian Film Festival presta da sempre molta attenzione alla Cina e al suo cinema. Nelle passate edizioni tra gli ospiti sono arrivati a Reggio Emilia autori conosciuti e apprezzati come Chen Kaige, Ann Hui, Peter Chan, Shinya Tsukamoto e sono stati presentati numerosi film, sempre in anteprima italiana o europea.
Quest'anno Asian Film Festival punta l'attenzione su Emily TANG, una regista indipendente capace di illuminare con il suo sguardo attento le molteplici sfumature della Cina contemporanea. Una prospettiva femminile limpida e consapevole che sta iniziando a ricevere le attenzioni internazionali che merita, e che il pubblico di Reggio Emilia potrà gustare integralmente. Emily Tang sarà infatti gradita ospite del festival. Sarà l'occasione per un incontro con il pubblico e per presentare tutti i suoi film: Conjugation (2001), Perfect Life (2008) e, in anteprima italiana, il nuovo All Apologies.
Insieme a Emily Tang, arriverà in Italia anche il produttore Chow Keung che non solo ha prodotto i film della regista, ma che è stato anche tra i produttori di Still Life, Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia nel 2006. La sua Xstream Pictures ha prodotto un altro film che sarà presentato a Reggio Emilia in anteprima italiana, il toccante esordio Memories Look at Me di SONG Fang, ritratto di famiglia che interseca documentario e ricerca tra quotidianità e ricordi.

Come sempre, Asian Film Festival vuole offrire il meglio dalla produzione cinematografica d'autore dei paesi dell'est asiatico, con film da Giappone, Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Filippine e – novità assoluta nel panorama europeo e Occidentale – dal MYANMAR, cui sarà dedicato un INEDITO FOCUS.

Nella sezione Concorso saranno presentati dodici film inediti in Italia o Europa, tra cui trovano posto alcuni nomi noti e molto apprezzati anche da noi, come Takeshi KITANO con Outrage Beyond, nuova incursione nel mondo della malavita organizzata giapponese, la yakuza, degno seguito di quel fortunato Outrage che era stato presentato ad Asian Film Festival nel 2010.
Si potranno ammirare inoltre il nuovo film di Brillante MENDOZA, Thy Womb, coraggiosa storia etnografica con un'intensissima attrice protagonista, e il film di Masahiro KOBAYASHI, Japan's Tragedy, commovente riflessione sul dopo-tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011. Nel Concorso trovano posto anche film di registi meno noti, ma assolutamente meritevoli, come il ritorno del veterano YIM Ho con Floating City, viaggio appassionante in cinquant'anni di storia di Hong Kong da colonia britannica al ritorno alla madrepatria cinese, della sbalorditiva Miwa NISHIKAWA con Dreams for Sale, storia di una coppia in crisi economica che dopo un incidente architetta un piano molto cinico per rifarsi, o del sorprendente YANG Ya-che, che con Gf*Bf regala un dolce triangolo amoroso tra due ragazzi e una ragazza nel corso di alcuni decenni di travagliata storia taiwanese.

Nella sezione Fuori Concorso trovano posto due momenti imperdibili. Da una parte il cinema colorato, frastornante, anarchico e irriverente di Takashi MIIKE, che con Ace Attorney offre una fantasmagorica trasposizione da un famoso videogioco di Capcom. Dall'altro il cinema solenne e lacerante di WANG Bing, di cui saranno presentati – per la prima volta insieme – due documentari inestricabilmente legati tra loro, Three Sisters e Alone, storia di tre piccole sorelle in un villaggio montano dello Yunnan.

Torna anche la sezione Newcomers, che vuole offrire uno sguardo privilegiato su registi alla prima o seconda opera con una visione rinnovata di cinema. Quest'anno i riflettori saranno puntati sul coreano Sunshine Boys, storia del breve incontro tra tre amici, uno dei quali impegnato nel servizio di leva, sul giapponese The Town of Whales, racconto di formazione dai toni soffusi con una ragazza alla ricerca del fratello scomparso, e sul già citato cinese Memories Look at Me.

Il Focus Myanmar offrirà infine un'opportunità inedita per iniziare a scoprire una cinematografia e un paese ancora largamente sconosciuti. È la prima volta che vengono presentate organicamente in Europa una serie di pellicole prodotte in questo paese, segno di un percorso di rinnovamento e della speranza di apertura intrapresi dal governo del paese. Al pubblico di Reggio Emilia sarà presentato Kayan Beauties, di Aung Ko Latt, storia della lotta di alcune donne di etnia kayan – dai caratteristici anelli di bronzo intorno al collo – per liberare una di loro dalle mani di trafficanti di schiave. Kayan Beauties è solo il primo titolo a venir svelato, ma sarà accompagnato da altri tre film in grado di raccontare il Myanmar, un paese ricco di misteri, contraddizioni e curiosità strabilianti.

Ecco il programma nel dettaglio: http://www.asianfilmfestival.it/images/programma_Asian_Film_Festival_2013.pdf

Di seguito l'elenco dei film che compongono l'undicesima edizione di Asian Film Festival, suddivisi per sezione:

ASIAN FILM FESTIVAL 2013

CONCORSO
1) All Apologies, di Emily TANG (Cina)
2) Cold Bloom, di Astushi FUNAHASHI (Giappone)
3) Dreams for Sale, di Miwa NISHIKAWA (Giappone)
4) Floating City, di YIM Ho (Hong Kong)
5) Gf*Bf, di YANG Ya-che (Taiwan)
6) The Happy Life of Debbie, di FU Tien-yu (Taiwan)
7) Japan's Tragedy, di Masahiro KOBAYASHI (Giappone)
8) My Little Honeymoon, di CHENG Yu-chieh (Taiwan)
9) Lethal Hostage, di CHENG Er (Cina)
10) Outrage Beyond, di Takeshi KITANO (Giappone)
11) Thy Womb, di Brillante MENDOZA (Filippine)
12) When a Wolf Falls in Love with a Sheep, di HOU Chi-jan (Taiwan)

FUORI CONCORSO
1) Ace Attorney, di Takashi MIIKE (Giappone)
2) Alone, di WANG Bing (Cina)
3) Three Sisters, di WANG Bing (Cina)

NEWCOMERS
1) Sunshine Boys, di KIM Tae-gon (Corea del Sud)
2) Memories Look at Me, di SONG Fang (Cina)
3) The Town of Whales, di Keiko TSURUOKA (Giappone)

RETROSPETTIVA EMILY TANG
1) Conjugation (2001)
2) Perfect Life (2008)

FOCUS MYANMAR
1) Kayan Beauties, di Aung Ko Latt
e altri 3 titoli a sorpresa che saranno annunciati in seguito

Ospiti
Emily TANG (regista, sceneggiatrice), Cina
CHOW Keung (produttore), Cina

AsianWorld.it è media partner dell'evento.

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3.4.2013 - 20:27:41Articolo di AsianWorld.it Staff

Intervista con le autrici di The Barefoot Princess

Abbiamo sentito in esclusiva le due registe, Samantha Cito e Simona Cocozza, che hanno realizzato The Barefoot Princess, un interessante documentario incentrato sulla figura dell'artista giapponese Kamellia, tra le più grandi interpreti della danza del ventre tanto da diventare una leggenda nei paesi arabi dove è stata definita la “Principessa della danza orientale”. Gran parte delle riprese sono state effettuate in Giappone e Corea del Sud.

Come siete venute a conoscenza dell'artista Kamellia protagonista del documentario?
Inizialmente abbiamo sentito solo parlare di lei da una danzatrice italiana, Jalila, e fin da subito la sua storia ci è sembrata alquanto peculiare. Come poteva una donna estremorientale, che non ha né il background né le fattezze fisiche tipiche delle danzatrici del ventre, essere diventata una grande star, e proprio nei Paesi Arabi? Ci siamo incuriosite. Ma è dopo averla vista ballare che siamo rimaste ammaliate da un singolare mix di culture distanti, espresso attraverso l'arte della danza. Le abbiamo chiesto un'intervista da cui abbiamo poi tratto un cortometraggio documentario, un ritratto, intitolato “Princess of Oriental Dance”, che è proprio il titolo di cui l'hanno onorata nei Paesi Arabi. Questo corto ha avuto successo e in occasione del festival Sguardi altrove di Milano vinse il primo premio del concorso Sentire donna / Playing Female. Così ci fu subito chiaro che non eravamo le sole ad essere state ammaliate da questo personaggio così particolare e abbiamo deciso di approfondire. Ci si è spalancato un mondo, non solo su di lei, e sulla danza orientale, disciplina di cui prima sapevamo ben poco. Ma soprattutto sull'Asia, su alcuni piccoli tesori nascosti nei meandri di culture remote. Come per esempio le Haenyo, pescatrici subacquee dell'isola di Jeju, di cui la madre della protagonista era un'esponente. O il modo in cui gli immigrati di origine coreana vivono la loro difficile condizione in Giappone, di come onorano le proprie tradizioni, mantenendo la propria dignità. Grazie a questo lavoro, abbiamo insomma avuto l'opportunità di apprendere molto e speriamo di essere riuscite anche a trasmettere qualcosa al pubblico.

Quali sono gli aspetti principali che vi hanno spinto a realizzare questo progetto?
La possibilità di raccontare una storia assolutamente inedita, curiosa, ma dal valore universale. Poterla raccontare realmente con una prospettiva interna, realizzare un vero documentario. Ma anche, perché no, un sano spirito di avventura, come è giusto che sia quando si intraprende un viaggio, reale e metaforico, come nel nostro caso.

Quanto tempo siete rimaste in Asia? Dove avete girato le riprese in Giappone e Corea?
Le riprese in Asia sono durate due mesi. In Corea del Sud, oltre alla capitale Seoul, abbiamo visitato la splendida isola maggiore coreana, Jeju, dove c'è una cultura abbastanza diversa dal resto del Paese a causa del suo relativo isolamento geografico. Terra di donne, pietre e vento, con la sua affascinante tradizione matriarcale, questa isola vulcanica dalle numerose peculiarità rappresenta in qualche modo il cuore tematico del nostro film. In Giappone abbiamo girato molto, toccando non solo le principali città come Tokyo, Osaka, Kobe e Kyoto, ma anche altri centri come Kamakura e Chikura, e raggiunto delle location abbastanza nascoste, inedite. Per esempio l'Hirota Shinto Shrine, tempio Shintoista dedicato alla dea del sole a Nishinomiya, nella prefettura di Hyogo, fondato nel III secolo dall'imperatrice Jingū. Proprio in questo luogo sacro abbiamo avuto il privilegio di effettuare delle magnifiche riprese di una cerimonia suggestiva che si è conclusa con una insolita danza dedicata dalla protagonista al sole.

Cosa vi ha colpito di più dei due Paesi?
Era la nostra prima volta in Asia. In generale siamo rimaste colpite non tanto dal ritrovare alcune delle cose che forse molti occidentali possono aspettarsi di trovare, ma piuttosto di essere travolte, nel bene e nel male, da culture molto diverse, ben più articolate di quanto si possa immaginare. Sia in Corea che in Giappone siamo state abbastanza fortunate. Abbiamo vissuto a stretto contatto con usanze e tradizioni locali, ospitate da famiglie del posto, conoscendo così delle situazioni uniche, di certo inaccessibili per la maggior parte dei visitatori, e siamo rimaste con la voglia di scoprire ancora altri segreti di quelle terre così lontane da noi.

Conoscete il cinema asiatico? Vi piace qualche regista in particolare?
Come molti, siamo cresciute con le serie televisive animate del grande Hayao Miyazaki, di cui poi ci hanno appassionato i capolavori cinematografici. In generale il cinema asiatico ci affascina e fa sicuramente parte della nostra formazione, insieme a quello europeo ed americano. Tra i registi che più amiamo ci sono sia alcuni maestri del passato sia autori più contemporanei: Akira Kurosawa, Takeshi Kitano, Tsui Hark, Wong Kar-wai e Kim Ki-duk, tra gli altri.

Il documentario è autoprodotto. Come vi state muovendo ora per riuscire a farlo vedere?
È un po' presto per la diffusione pubblica del film, ultimato da non molto: bisogna pazientare ancora un pochino. Anche in quest'ultima fase, comunque, stiamo contando sulle nostre forze e speriamo di partecipare a qualche festival. Finora, solo sulla base del trailer, abbiamo ricevuto numerosissime richieste da parte di spettatori e utenti provenienti non solo da Europa ed Asia, ma anche America, Africa ed Oceania, tutti ansiosi di vedere il film. Siamo onorate dell'interesse e della curiosità che suscita questo nostro lavoro. È per questo che, fra non molto, abbiamo intenzione di rendere il film disponibile per tutti coloro che desiderino vederlo, attraverso le varie piattaforme di fruizione che al giorno d'oggi sono disponibili. Tutti gli aggiornamenti in merito alla distribuzione saranno pubblicati sulla pagina Facebook.

SCHEDA FILM

Titolo: The Barefoot Princess – Oriental Bellydance (sito: http://www.giallomare.eu/)
Anno: 2012
Durata: 54 minuti
Regia: Samantha Cito e Simona Cocozza
Con: Young-Ja Kim (Kamellia)
Produzione: Giallomare Film (sito - pagina FB)
Musiche originali: Carmine Terracciano
Suono: Simone Martinelli
Grafiche: Giulia Camoglio
Traduzioni e comunicazione: Claudia Gomez De Ayala

Ringraziamo Samantha Cito e Simona Cocozza per la disponibilità, per averci raccontato questa esperienza in anteprima (si tratta della prima intervista che rilasciano sul film).



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25.3.2013 - 22:47:00Articolo di Fabiojappo

Torna il Florence Korea Film Festival

Apre l'11ª edizione del Florence Korea Film Fest, che si terrà a Firenze dal 15 al 24 marzo, Masquerade del regista Choo Chang Min, campione di incassi in Patria con oltre 12 milioni di biglietti venduti.
Masquerade, kolossal in costume ambientato nel 17° secolo in Corea, è stato il film più visto del 2012 e il terzo della storia del cinema coreano. Alla proiezione del film, in prima assoluta in Italia, sarà presente il regista.

Sarà inoltre la star asiatica Jeon Do-Yeon l’ospite d’eccezione della undicesima edizione del Festival. All’attrice sarà dedicata, per la prima volta in Italia, una retrospettiva e sarà a Firenze per incontrare il pubblico e riceve il premio Florence Korea Film Fest. Jeon Do-Yeon, musa di grandi maestri come Lee Chang-dong, con il quale ha vinto il premio come Miglior Attrice al Festival di Cannes 2007 per il film Secret Sunshine. Jeon do Yeon ha attraversato la new wave cinematografica coreana cavalcandola e lasciando il segno. La retrospettiva, con 8 dei suoi film più significativi, presenta il suo esordio come attrice in The Contactdi Jang Yoon-hyeon, in prima italiana; il drammatico Happy end, nel quale interpreta il controverso ruolo di una donna alle prese con il suo ruolo di madre e moglie; l'immaginifico My Mother The Mermaid in cui interpreta un doppio ruolo, per vederla poi in una veste romantica in My Dear Enemy. In anteprima nazionale sarà presentato Countdown e riproposto Untold Scandal in cui interpreta una bella e cinica nobildonna. L’attrice incontrerà il pubblico martedì 19 marzo alle ore 21 in occasione della proiezione di The Housemaid di Im Sang Soo.

Il programma della undicesima edizione presenta 52 film di cui 32 lungometraggi (16 in anteprima nazionale) e 20 corti, per dieci giorni di proiezioni e 4 registi ospiti.
Tra le novità di quest’anno la sezione K-Eros, una retrospettiva interamente dedicata al genere erotico, un genere che ha raccontato forse meglio di tutti gli altri i profondi cambiamenti che la Corea ha attraversato negli ultimi anni. La retrospettiva, 8 film dagli anni '80 ad oggi, ci restituisce il racconto per immagini di uomini e donne, vittime o carnefici, a cui l'erotismo ha cambiato la vita, mettendo insieme stili e visioni di un mondo al contempo reale, fantastico e fatale. Tra gli ospiti della sezione il regista Kim Dae-sun che presenterà The Concubineun film in costume che racconta la storia di una ragazza che decide di lasciarsi alle spalle gli stenti e di diventare concubina del re. Nella sezione sarà omaggiato il regista Park Chul-Soo, recentemente scomparso, con il suo ultimo film B.E.D. protagonista un uomo che ha sviluppato un legame ossessivo con il proprio letto matrimoniale. Gli altri titoli sono: Between the Knees di Lee Jang-ho in anteprima nazionale; Sweet Sex & love di Bong Man-dae, Yellow Hair di Kim Yu-min sempre in anteprima nazionale; Lies di Jang Sun-woo; Hypnotized di Kim In-shik e il film collettivo Five senses of eros dei registi Oh Ki Hawn, Hur Jin Ho, Kang Young Mo, Park Juno, Kim Jin.
Tra le nuove sezioni anche K-Animation dedicata ai film d’animazione con due anteprime nazionali: The King of Pigs, film indicato per un pubblico di adulti, e per i più piccoli Padak sulla storia di uno sgombro finito nella rete dei pescatori per diventare sushi.
La manifestazione mostrerà uno spaccato della cinematografia contemporanea nlla sezione Orizzonti Coreani con 7 film tra cui le anteprime nazionali Front Line di Jang Hoon, il pupillo di Kim Ki Duk, che affronta il tema della guerra tra Nord e Sud Corea; il noir Helpless della regista Byeon Yeong-joo e il film d’azione Confession of a Murder del regista Jeong Byeong-gil che presentea Firenze. The Taste of Money di Im Sang Soo, anche lui presente a Firenze, racconta la storia di una delle famiglie più ricche di Seoul. Im Sang-soo è uno tra i registi più quotati del panorama coreano contemporaneo.
La sezione Independent Korea, dedicata ai film di giovani registi indipendenti che difficilmente trovano spazio nella grande distribuzione coreana, presenta 4 film tra cui tra cui Pluto della regista Shin Su-won che sarà fra gli spiti del festival. Tra gli eventi speciali la consueta Notte Horror con l’anteprima nazionale di The Sleepless di Kim Dong Bin.
I film della sezione “Corto, Corti” saranno proiettati prima di ogni lungometraggio. Tra i cortometraggi la prima italiana di Jury di Kim Dong-ho, fondatore del BIFF Busan International Film Festival, il più importante festival di cinema asiatico. Gli altri cortometraggi della sezione provengono dall’Asiana International Short Film Festival e del SESIFF – Seoul Extreme Short International Film Festival.
La chiusura del festival sarà affidata a Pietà di Kim Ki Duk, miglior film della Mostra del cinema di Venezia 2012.

Tra gli eventi collaterali: sabato 16 marzo si terrà la tavola rotonda con Im Sang-Soo e a Fiesole l’inaugurazione della mostra collettiva dal titolo Korea Sculpture Festival.L’esposizione organizzata in collaborazione con la Korean Sculptor’s Association e con il Comune di Fiesole sarà aperta dal 16 Marzo al 12 Aprile. Domenica 17 si terranno eventi ed esibizioni “Open Air”. Sabato 23 Marzo, infine, torna in Italia dopo tre anni il gruppo K Pop il più popolare in Corea del Sud e i “Bye Bye Sea” (Annyeongbada).
Il Florence Korea Film Fest, ideato e diretto da Riccardo Gelli, è organizzato dall’associazione Taegukgi – Toscana Korea Association e realizzato con il contributo della Regione Toscana, della Fondazione Sistema Toscana, della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze, del Comune di Fiesole, del KOFIC – Korean Film Council, del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Corea del Sud e dell’Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia.
ll festival è sponsorizzato da Kia Motors Company Italy, main sponsor della undicesima edizione. Si avvale, inoltre, del supporto di Samsung Electronic Italia e Korean Air. La manifestazione rientra tra le iniziative della “Primavera Orientale” organizzata da Fondazione Sistema Toscana.

Vi ricordiamo che AsianWorld.it è media partner dell'evento.

Discutiamone qui
13.3.2013 - 16:12:35Articolo di AsianWorld.it Staff

Hong Sang-Soo in concorso alla Berlinale

Dopo In Another Country, con Isabelle Huppert, Hong Sang-Soo presenterà in anteprima mondiale, in concorso alla 63° edizione della Berlinale il suo nuovo film, il diciannovesimo, girato a marzo 2012: Nugu-ui Ttal-do Anin (Nobody's Daughter Hae-won).

Dei contenuti si sa ancora poco, per ora sono stati diffusi solo la durata (90 minuti), la classificazione (divieto ai minori di 19) e il cast: Lee Sun-Kyun (alla terza collaborazione con il regista coreano dopo Lost in the Mountains e Oki's movie) Yu Jun-Sang (già in The Day He Arrives, In Another Country) Ye Ji-Won (già in Turning Gate) e Jeong Eun-chae (vista in Haunters, Play e Horror Stories).

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15.12.2012 - 15:15:04Articolo di Margherita 'Vasumitra' Palazzo

33rd Blue Dragon Awards

Assegnati il 30 Novembre a Seul i trentatreesimi Blue Dragon Awards.

Di seguito i premi:

Miglior Film
"Pieta"

Miglior Regia
Chung Ji-Young ("Unbowed")

Migliore Attore
Choi Min-Sik ("Nameless Gangster")

Migliore Attrice
Lim Soo-Jung ("All About My Wife")

Migliore Attore non Protagonista
Ryoo Seung-Ryong ("All About My Wife")

Migliore Attrice non Protagonista
Moon Jung-Hee ("Deranged")

Migliore Regista Esordiente
Kim Hong-Sun ("Traffickers")

Migliore Attore Esordiente
Jo Jung-Suk ("Architecture 101")

Migliore Attrice Esordiente
Kim Ko-Eun ("Eungyo")

Migliore Sceneggiatura
Yun Jong-Bin ("Nameless Gangster")

Migliore Fotografia
Kim Tae-Kyung ("Eungyo")

Migliori Luci
Hong Seung-Chul ("Eungyo")

Migliori Musiche
Jo Young-Wook ("Nameless Gangster")

Migliore Scenografia
Oh Hong-Suk ("Masquerade")

Migliore Tecnica
Yoo Sang-Sub, Jung Yoon-Hyeon ("The Thieves")

Miglior Corto
Kang Won ("Night")

Premio Popolarità
Ha Jung-Woo, Kim Soo-Hyun, Kong Hyo-Jin, Bae Suzy e "The Thieves"

Discutiamone qui
2.12.2012 - 11:24:06Articolo di AsinaWorld Staff

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