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[RECE][SUB] The White Silk Dress


12 risposte a questa discussione

#1 Robyfly

    PortaCaffé

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Inviato 29 July 2008 - 07:19 PM

The White Silk Dress

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Vincitore al Pusan International Film Festival - 2006



Titolo: The White Silk Dress
Titolo originale: Ao lua ha dong
Nazionalità: Viet Nam
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 142'
Regia: Luu Huynh


Trama:
Nel 1954, a Ha Dong, in Vietnam, mentre l'occupazione francese è alle sue ultime battute, inizia la storia d'amore tra Gu, un uomo al servizio del governatore, e Dau, una ragazza molto giovane costretta a servire una terribile padrona. Durante una sommossa popolare, quando il governatore viene ucciso, Gu decide di cogliere l'occasione e, nel trambusto di quei giorni, fugge insieme a Dau. I due si rifugiano nel piccolo villaggio di Hoi An stabilendosi in una casetta in riva al mare dove formano la loro famiglia. Dodici anni dopo, però, la coppia ha due bambine ma non ha abbastanza soldi per mantenerle in maniera decorosa. Dau vorrebbe comprare alle sue figlie dei vestiti adatti per andare a scuola, sperando che non debbano mai essere deluse o rifiutate, perciò, senza dirlo a Gu, accetta da un anziano signore della zona un lavoro part-time come infermiera. Quando Gu scopre dove va ogni giorno sua moglie, scoppia una vera e propria crisi ma la nuova terribile guerra sta iniziando...

Cast:
Truong Ngoc Anh
Khanh Quoc Nguyen
Nhu Quynh Nguyen
Bach Thuy Tong

Recensione:
The White Silk Dress possiede tutte le caratteristiche per poter passare come un film istituzionale, soprattutto per quegli elementi che rivelano una produzione relativamente ricca. Una capacità di mezzi percepibile non solo nell'attendibile ricostruzione d'epoca, ma anche nell'allestimento di scene di massa di grande impatto.
Il progetto di Huynh Luu è infatti ambizioso: narrare il momento storico più importante della storia del Vietnam, dalla guerra d'indipendenza contro i francesi a quella di unificazione contro gli americani. Nel raccontare queste vicende che partono nel 1954 e finiscono nel 1975, il regista ha scelto di abbandonare il tono dell'epopea militare, e di sposare lo sguardo di un umile nucleo familiare che abita nei pressi di Da Nang.
In The White Silk Dress la Storia sembra infatti correre sottotraccia, i vietcong e gli americani restano figure sullo sfondo, raramente presenti nella loro fisicità, mentre i due schiavi Gu e Dau vengono liberati dal Vietminh e si spostano al Sud, sotto il regime di Diem, mettendo su famiglia in una catapecchia sul mare costantemente allagata (non a caso una delle figlie verrà chiamata "Inondazione"). La prospettiva adottata sembra dettata da una precisa volontà materialista: quella di raccontare le vicende politiche dal basso, da persone che subiscono le tragiche conseguenze dei fatti, piuttosto che esserne protagonisti attivi. Come se gli eventi fossero indipendenti dalla loro volontà, dai loro desideri e dai loro progetti.
Da questa visuale dei "vinti" le piccole conquiste sono la sopravvivenza, il commercio dei molluschi, le avversità delle alluvioni, il riscatto dalla povertà attraverso l'educazione scolastica delle loro quattro figlie. Nessuno dei due genitori fa nulla di tipicamente eroico, come partecipare alla guerriglia: in più, i loro tentativi di donare un futuro migliore alla loro prole – subendo ogni sorta di umiliazione fisica e morale, da parte dei vietnamiti "ricchi" - vengono continuamente frustrati nel momento in cui la Storia, nascosta ma sempre minacciosa (il rumore continuo di elicotteri che non si vedono), viene a riscuotere il suo ruolo da protagonista.
Per questo lungo racconto, Huynh Luu aveva bisogno di forti collanti drammatici, oggetti ricorrenti che tenessero insieme l'intera narrazione, basata per lo più su un'intensa storia d'amore: il vestito di seta bianco accorre in aiuto di questa necessità, passando come testimone (è l'unico oggetto di valore posseduto dalla famiglia) da padre a madre, come regalo di nozze (in realtà poi i due non si sposeranno mai), fino alle figlie, diventando alla fine il simbolo unico della strenua lotta del popolo vietnamita di fronte alle avversità e agli inevitabili lutti, un emblema non-eroico di dignità e di sacrificio.
The White Silk Dress rispecchia la sua stessa ambizione di film celebrativo, dovendo scontare a volte il prezzo di una costruzione drammatica necessariamente retorica: sembra diviso in momenti di sofferenza umile e silenziosa, e in altri in cui invece lo sdegno si fa collettivo, pescando a piene mani dall'iconografia dell'epoca (foto di persone in fuga, di esecuzioni di massa, di madri che piangono i loro bambini uccisi dai bombardamenti americani). Huynh Luu alterna momenti intimi ad altri che evidenziano la frattura sociale, la perpetua condizione di schiavi dell'uomo e della donna (in una forzatura contro-natura, Dau è costretta a porgere il seno, il proprio latte materno, ad un vecchio e ricco notabile, per poter sfamare le proprie figlie): dettagli che vengono esasperati in vista dell'esaltazione finale, della ricomposta e sofferta unità nazionale.



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Questo è il mio primo lavoro qui, spero che il film vi piaccia, a me è piaciuto davvero molto.
E' anche un piccolo segno di riconoscenza per tutti i film che mi avete permesso di apprezzare







Sottotitoli





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Messaggio modificato da fabiojappo il 17 October 2014 - 08:19 PM


#2 paolone_fr

    GeGno del Male

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Inviato 29 July 2008 - 07:37 PM

...ma grazie a te, Robyfly. Questo film mi intressa molto, e poi c'e' anche la Suong di vertical Ray of the Sun.

:em09:

#3 atalante

    Direttore della fotografia

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Inviato 29 July 2008 - 07:47 PM

Molto interessante, grazie!!!
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#4 _Benares_

    Soft Black Star

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Inviato 29 July 2008 - 07:51 PM

Grazie!

#5 polpa

    It’s Suntory Time!

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Inviato 30 July 2008 - 12:35 AM

Ma quanto mi attira! Proprio in questo periodo andavo pensando che mi piacerebbe vedere un po' di film vietnamiti e questo mi sembra un ottimo inizio. Grazie ^____^

#6 Nausicaa

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Inviato 30 July 2008 - 09:54 AM

Grazie! Mi interessa :em41:

#7 Rivfader

    PortaCaffé

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Inviato 13 September 2008 - 03:30 PM

Uno dei film più belli in assoluto che io abbia mai visto...
intendiamoci, non è esente da sbavature (una tragicità forse al limite verso la fine?, la bomba inesplosa con il marchio USA, forse un accenno di propaganda?, però pensando al Napalm, insomma... etc etc), ma il Vietnam con le sue guerre tribolazioni e l'incredibile povertà della maggior parte dei nuclei famigliari di quel periodo (non che ora siano dei Briatori) non credo fosse poi molto diverso dalla realtà mostrata dal film!
condivido appieno la recensione del film: splendida fotografia, fantastiche le musiche nella loro semplicità (sia il main theme che i vari intermezzi folk rivisitati in chiave cinematografica...), ottima recitazione (anche se qualche perplessità nelle primissime battute l'ho avuta, salvo poi essere conquistato dalla madre e dalle bambine che in certi frangenti ti spezzano il cuore sia con la loro tenerezza sia per il dolore che trasmettono), alcune trovate da fiume di lacrime (il tema, i brandelli di seta sparsi, i segni dell'accetta come cicatrici sulla pianta oltre che nell'anima del marito etc)
Ottima anche la "fiera" conclusione finale che vede quel vestito bianco di seta come simbolo di orgoglio e resistenza alle avversità terribili di un'intera popolazione (femminile).
Ho dato un voto molto alto più che convinto,(e che ca22 Vietnam? V i e t n a m??) non sono assolutamente un critico cinematografico, ne tantomeno pretendo d'esserlo ne di diventarlo, ma da semplice spettatore ringrazio un film che mi ha regalato tante intensissime emozioni...
chiusura che mi potrei risparmiare ma che mi viene violentemente spontanea (chiedo venia per la demagogia):
ma scusate...in Vietnam fanno un film del genere... e noi finanziamo "le fiction", carabinieri, un posto al sole, presunti registi/attori/film italiani e sal c@220 cos'altro di immondissima fattura, ed in V I E T N A M mi fanno un film così? ma scherziamo? ma siamo rincoglion1emifermoquì!
già ero preso per pazzo quando parlavo agli amici di questo o quel fim di Hk, Cina, Corea, Giappone, Finlandia, Svezia etc etc...ma ora se parlo di questo gioiellino vietnamita mi gioco la credibilità e la vita sociale! chi mi capirà ora?????
non mi resta che provare a consigliarlo a qualcuno di questo fantastico sito :) ...
un grande grazie anche a Robyfly per i sub :em41: ottima scelta! :em41:

P.S. chiedo scusa per il post emotivamente un pochino sbilanciato :em16:

#8 paolone_fr

    GeGno del Male

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Inviato 12 October 2008 - 02:33 PM

Bello. Però a tratti è molto molto stile blockbuster ammerigano (quelle musiche belle, ma finte spesso). Si risolleva con quella scena finale che è una meraviglia per gli occhi. Lungo ma si sente poco, e pregevole l'idea della fotografia a colori delle vite dei "ricchi" e sbiadita delle vite dei "poveri", anche se in certi frangenti (soprattutto all'inizio) indulge più sulla promozione turistica del Vietnam che sulla storia. La vicenda è dura, fuorimoda e melodrammatica. Insomma, mi ha preso.

#9 paolone_fr

    GeGno del Male

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Inviato 13 October 2008 - 03:37 PM

...ah, scusate, dimenticavo: per i primi dieci minuti del secondo tempo i sottotitoli mancano. cioè, ci sono un paio di battute all'inizio e poi riprendono dopo 11 minuti. si può fare qualcosa?
:em66:





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