Visto.
Un onesto wuxia (il meno cinese per struttura, che io ricordi

) con alcuni buoni spunti che però non decollano (il fidanzato di xiu xiu avrebbe potuto innestare una variante originale sul personaggio che incrocia la strada dell'eroe e gli effetti, in bene o in male, che ne derivano... cosa succede ai coprotagonisti/comparse, quelli che toccano la vita dell'eroe? Questo è un tema che mi sembra sviluppato meglio nelle pellicole di Zatoichi, molto più attente alla vita che ruota attorno al protagonista).
Molti stereotipi tra i quali l'ignoranza della massa, l'arroganza degli ignoranti, la cattiveria assoluta e gratuita dei briganti, l'eroe invincibile e onesto ma incompreso; trama minimale, giusto l'essenziale per giustificare l'astio e la sete di vendetta o per rendere simpatici/antipatici le comparse.
Sostanzialmente mi trovo d'accordo con Noir e Paolone sugli influssi, o meglio sui rimandi che si colgono, omaggi/citazioni/plagi o quel che sono. Ognuno ci può vedere il suo, ma quello era comunque un periodo nel quale i registi coglievano a piene mani idee e concetti gli uni dagli altri.
C'è il poncho e il cappellaccio simbolo del tipo di western portato alla leggenda da Sergio Leone. C'è la spada celata in un bastone come negli Zatoichi. C'è l'uno contro molti tipico dei chambara e marchio di fabbrica di Zatoichi e ripreso e amplificato con potenza devastante da Chang Cheh nelle sue pellicole.
C'è il villaggio assediato dai briganti ma il protagonista non ha a disposizione delle spade da piantare ai piedi della suo campo di battaglia perchè, si sa, le spade non bastano mai!
C'è il samurai che a fine missione se ne va verso il tramonto...
C'è un montaggio che copre le carenze nella coreografia marziale e una regia che a volte regala momenti pregevoli, come l'eroe che si fonde tra le ombre o ne esce dalle stesse per fare il suo ingresso drammatico.
Voto: 6.