Si tratta della prima volta che un film giapponese viene premiato alla Berlinale da quando "Sen to Chihiro no Kamikakushi (La città incantata)" di Miyazaki Hayao vinse l'Orso d'Oro nel 2002.
"Spero di riuscire a realizzare film anche migliori di questo e di presentarli nuovamente qui a Berlino", ha detto Kumasaka durante la conferenza stampa che ha seguito la cerimonia di consegna dei premi.
Il film di Kumasaka racconta le relazioni tra un'anziana proprietaria di uno squallido "love hotel" e un gruppo di donne e ragazze che vivono in condizioni miserabili.
Anche se appare sempre fredda e riservata all'esterno, Tsuyako è l'anima del love hotel che gestisce da sola da quando suo marito è morto ormai da molti anni. Si distrae un po' dalla vita quotidiana interagendo con studenti, giovani madri, e pensionati del vicinato ai quali permette di usare l'idilliaco tetto del suo hotel al centro di Tokyo come se fosse un parco.
In questo modo la tredicenne Mika, scappata di casa, trova conforto in Tsuyako. Mika permette alla "nonna" Tsuyako di tingere i suo capelli color argento prima di andare a vivere con la famiglia di suo padre.
La trascurata casalinga Tsuki decide finalmente un giorno di chiedere un lavoro presso l'hotel, facendo un significativo primo passo per uscire dalla solitudine nella quale viveva da anni. Ma non tutto si risolve così facilmente. Perché Tsuyako custodisce un segreto triste come quello dell'irritante Marika, che, come ultima regolare cliente dell'hotel, usa l'albergo per i suoi scopi personali.
Un altro film giapponese in concorso quest'anno, "Kabei" (母べえ, Nostra madre), di Yamada Yoji, non ha vinto nessun premio. Il film racconta degli sforzi commoventi di una casalinga che cerca di allevare da sola i suoi due figli durante l'assenza del marito, arrestato quando, alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, in Giappone imperversò la repressione politica.
Fonte: Kyodo News via Breitbart :: Berlinale.de


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