tu dici che le masturbazioni mentali del buon bela stavolta svuotano di senso il tutto. io credo di no, o per lo meno non del tutto. certo, Karhozat è un'altra cosa, ma anche qui vediamo la grettezza e la bassezza di certa umanità, in condizioni di isolamento (affettivo soprattutto, ma non solo). non nego che stavolta, più che in altri casi, tenda ad infastidire a tratti, ma per il regista ungherese credo che il limite fra l'arte e la fastidiosa maniera sia più sottile che per il resto dell'umanità.
le sequenze non sono illuminanti, ma una esplicita un fatto che nella versione hardmerdosa si può (forse...) dedurre in seguito.
insomma, riguardatelo







cinema
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