[RECE] Nobody Knows
lexes
04 Jun 2005

TLF 2CD

Una donna insieme a i suoi quattro figli (due maschi e due femmine) trasloca nell’ennesimo, piccolo appartamento, con tre dei bambini chiusi nelle valigie. Giunti nella nuova casa, i bambini possono uscire dalle valigie, ma non potranno mai uscire da quelle quattro mura, né tantomeno affacciarsi dal balcone onde evitare il rischio di dover traslocare di nuovo. Niente scuola e niente amici per loro…
Tranne che per Akira al quale è affidato il compito di uscire per fare la spesa e per le varie necessità, mentre la madre si assenta per lavoro.
Perché la madre a volte torna tardi. A volte torna molto tardi.
A volte non torna affatto…

Parla dell’assenza, il quarto lungometraggio di Kore-eda. Dell’assenza e – come in tutti gli altri suoi film – della sopravvivenza. Sopravvivenza ad un passato traumatico (Distance, Maborosi), in un presente precario e instabile, o in un futuro post mortem così tanto simile alla vita quotidiana (After Life). Alla ricerca di una ragione per andare avanti, che si intreccia inevitabilmente con la necessità (e forse l’impossibilità) di dare un senso agli eventi che accadono. Accadono e basta. Nobody Knows. Nessuno sa. Assenza, sopravvivenza, memoria: sono questi i grandi movimenti della vita che Kore-eda mette in moto calandoli in realtà piccole, minute, quasi insignificanti, tanto più universali.
Kore-eda, che ha l’indole del documentarista, non giudica mai, osserva. Lascia scorrere gli eventi, cattura volti ed emozioni con la macchina da presa e si lascia scivolare in una città allo stesso tempo familiare ed estranea, solida e liquida, desolata e affascinante. Priva di un centro, come le anime che la attraversano.
Titolo Originale
Dare mo Shiranai
Nazione
Giappone
Anno
2004
Genere
Drammatico
Regia
Hirokazu Koreeda
Cast
Yûya Yagira (Akira), Ayu Kitaura (Kyoko), Hiei Kimura (Shigeru), Momoko Shimizu (Yuki), Hanae Kan (Saki), You (Keiko) ecc.ecc.
Durata
141'
ATTENZIONE
Questo titolo è ora reperibile nei migliori negozi e store-on line.
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Per questo motivo i sottotitoli relativi a questo film sono stati ritirati.
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Nessuno lo sa
Messaggio modificato da fabiojappo il 15 October 2012 - 11:26 AM
polpa
14 Jul 2005
(Le Figaro Etudiant)
ATTENZIONE, CONTIENE SPOILERSSSSSSSSS
Come sei giunto ad ottenere un tale grado di naturalismo nell’interpretazione dei bambini ?
Innanzi tutto grazie al tempo. Le riprese sono durate nove mesi. Prima ancora, ho trascorso tre mesi con i bambini per creare dei rapporti basati sulla confidenza e la complicità e abituarli progressivamente alla cinepresa. D’altro canto non ho dato loro la sceneggiatura. Non sapevano come la storia si sarebbe sviluppata. Mentre giravamo, mormoravo loro all’orecchio quello che dovevano dire e fare. Il fatto che la trasmissione non fosse scritta ma orale ha giovato molto.
Cosa ti ha attirato nel fatto di cronaca?
E’ successo 16 anni fa. Si trattava di quattro bambini residenti a Tokyo che avevano vissuto lasciati a loro stessi per sei mesi all’insaputa di tutti. Mi ha colpito il fatto che nessuno nel vicinato abbia intuito o si sia preoccupato della loro situazione. Ho trovato che fosse rappresentativo di Tokyo, metropoli nella quale sono nato e dove ho sempre vissuto. Attraverso questo fatto, ho dunque pensato di poter realizzare un film vicino alla percezione che avevo di Tokyo quando ero bambino. D’altra parte i media all’epoca avevano trattato questa storia con sensazionalismo, demonizzando la madre, accusando il figlio maggiore di aver ucciso la sorella e descrivendo la vita di questi bambini come un inferno. Ma la sorella maggiore aveva detto: “Mio fratello maggiore è stato gentile” e questa frase mi aveva turbato. La vita di questi quattro bambini non poteva limitarsi all’inferno. Avevano dovuto condividere momenti ricchi di complicità, di emozioni. Ho dunque voluto fare un film di finzione che immaginasse il loro quotidiano, la complessità dei loro sentimenti. Alla fine, il mio film si ispira ai fatti di cronaca, ma non cerca di farne una ricostruzione.
Hai scelto di fare della madre una noncurante. La psicologia di questo personaggio ti ha richiesto una riflessione importante?
Sì, ho riflettuto molto. Fare della madre una persona malvagia, come fecero i media, sarebbe stato troppo facile e comodo per gli spettatori. Personalmente credo che si tratti di un personaggio molto più complesso. In realtà, nel film, la madre e il mondo esteriore sono presentati dal punto di vista dei bambini. Non mi interessava lo sguardo oggettivo o critico che la società ha su questa donna. Io volevo mostrare l’amore che questi bambini portano alla madre. Un amore che permette loro di restate buoni e uniti, ma che rende anche il dolore ancora più vivo quando si sentono traditi. Volevo anche che lo spettatore potesse identificarsi con questo personaggio.
Qual è stata la tua reazione quando hai saputo che il tuo attore principale era il primo bambino ad ottenere il premio all’interpretazione a Cannes?
E’ stato un grande onore, come regista. Ero molto felice, ma certo questo premio mi ha sorpreso, dal momento che ho fatto di tutto perché i miei piccoli attori non recitassero affatto perché fossero il più naturali possibile. Yuya [Yuya Yagira, l’attore che interpreta Akira nel film] lo considera un premio collettivo che ricompensa il lavoro di tutti i bambini e della troupe.
Hai mantenuto il contatto con i bambini del film con cui hai diviso un anno di vita?
Sì, ci teniamo in contatto via email quasi tutti i giorni. Yuya Yagira ha deciso di diventare attore. Attualmente sta girando in Thailandia in un film giapponese a grosso budget in cui è il protagonista e che uscirà nell’estate del 2005. L’altra attrice principale del film, Ayu Kitaura, che interpretava la sorella maggiore, sta per girare anche lei il suo secondo film. Sembra che vogliano tutti continuare a fare del cinema.
Bambino delle Stelle
18 Jul 2005
Per certi versi mi ha ricordato l'anime "Una tomba per le lucciole",anche se sono opere molto diverse,però la sensazione che mi hanno lasciato a fine visione è stata simile.Molto bello.
TheReal O
19 Jul 2005
Bello e toccante, da vedere.
O
Netstorm
07 Aug 2005
Abituato alle classiche situazioni da film drammatico, dopo un'ora stavo in ansia aspettandomi qualche tragedia che di solito compare a metà e che poi si risolve, ma alla fine ho dovuto ricredermi sul fatto che questo film non segue i classici canoni della narrazione dei film drammatici. E' vero che a un certo punto
L'unica nota negativa, ma è una stupidaggine, è la voce della madre: veramente fastidiosa!
DonJuan
24 Aug 2005
Applausi per questo capolavoro di film. clap clap clap clap clap clap clapclapclap clap clap clap clap clap clap clapclap
P.s. Però ditemi che non è vero che è una storia vera altrimenti ricomincio a piangere sul serio
P.s.s Ma quanto sono belli e bravi quei bambini?
Messaggio modificato da DonJuan il 24 August 2005 - 06:30 PM
polpa
24 Aug 2005
Grazie del tuo bel commento ^______^
Monana
25 Aug 2005
Non aspettatevi di vedere un semplice film, con Nobody Knows verrete catapultati in un modo parallelo più reale della vostra vita!
Senza dubbio è un capolavoro
Kore-eda è davvero un grande, fino ad oggi non mi ha mai deluso
Grazie per la traduzione Polpa e Lexes
DonJuan
25 Aug 2005
Monana, il Aug 25 2005, 01:36 PM, ha scritto:
Non aspettatevi di vedere un semplice film, con Nobody Knows verrete catapultati in un modo parallelo più reale della vostra vita!
Senza dubbio è un capolavoro
Kore-eda è davvero un grande, fino ad oggi non mi ha mai deluso
Grazie per la traduzione Polpa e Lexes



