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[RECE][SUB] Devdas

Traduzione di Gits

2 risposte a questa discussione

#1 Gacchan

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Inviato 25 September 2004 - 11:23 AM

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Devdas

tlf



Anno: 2002
Regia: Sanjay Leela Bhansali
Liberamente tratto dal romanzo di: Saratchandra Chatterjee
Con:
Shahrukh Khan (Devdas Mukherjee)
Madhuri Dixit (Chandramukhi)
Aishwarya Rai (Parvati)


Esponente di spicco del cinema popolare indiano, questa pellicola è un vero colossal nella produzione di Bollywood. Nono (!) adattamento per lo schermo di un classico della letteratura indiana, Devdas è è un melodramma che trova i suoi punti di forza in un' estetica opulenta e ridondante, oltre che nei numeri musicali dalla pluridecorata coreografia.
Presentato come candidato agli oscar come migliore film straniero e, in una versione accorciata, al festival di Cannes, Devdas è un degno rappresentante di molti pregi (e difetti) della produzione mainstream indiana, con i suoi interminabili balletti e le sue storie cotte al sangue. Chi non si farà scoraggiare dall' enfatica vena pop del cinema hindi avrà di che gioire ed imparare in un film che, miracolosamente, non annoia pur durando più di tre ore. Sfruttando un estetica dai colori saturi e dai costumi fiabeschi, dipinge una realtà assolutamente diversa dalla nostra (e dalla loro...), e lo fa mantenendo anche una certa unità stilistica, cosa non comune in molti film indiani (similmente a quelli di HK).

Sulla trama non mi sbilancerò per nulla, e vi scoraggio dal guardare in giro, potreste facilmente rovinarvi la visione.
Questa pellicola è un' ottimo modo per iniziare a conoscere il cinema che intrattiene un sesto dell' umanità ed influenza sempre più le produzioni dei giovani registi esteri (inglesi per lo più, grazie alla folta comunità indiana). Forse non è il migliore film indiano di sempre, ma sicuramente è tra quelli che hanno avuto più successo in patria (scalzando Titanic). Insomma un' esperienza da fare almeno una volta nella vita.
A découvrir absolument!



Bollywood




Citazione

"Nonostante infatti in molti ci avvertano che la maggior parte dei "blockbuster" indiani siano una vera schifezza, un'industria che sforna tra i seicento e i novecento film all'anno merita senz'altro un'indagine più approfondita"


In India il cinema rappresenta il passatempo popolare preferito. Un fenomeno molto particolare, con moltissime ragioni di carattere economico, sociale e culturale, ed una lunga storia, risalente all'inizio del XX secolo.
Sta di fatto che l'industria cinematografica impiega oramai più di 5 milioni di persone ed è, anche per prolificità (fino a 1500 pellicole l'anno), la prima realtà mondiale del settore. Potendo contare su un bacino di utenti di un miliardo di persone, diviso per di più in una babele linguistica e culturale notevole (i film indiani vengono doppiati ad uso interno in molte lingue e dialetti, in media 19) e con un gusto molto particolare e diverso da quello internazionale (occidentale), il cinema indiano ha potuto crescere indisturbato senza subire una concorrenza schiacciante da Hollywood. Ed è proprio per scimmiottare la mecca del cinema che gli studios di Bombay sono stati ribattezzati Bollywood, nome oramai divenuto un simbolo.

Citazione

"I film di Bollywood, cioè i film indiani più commerciali, a volte possono avere anche 21 canzoni al loro interno. Io non faccio quei film, anche se mi piacciono". (Mira Nair)


L' India è composta da molti stati. L' hindi stesso, idioma ufficiale, è parlato per lo più nella parte centro-settentrionale del paese.
Esistono anche altri centri di produzione cinematografica nel paese, che girano con stili e lingue diversi dall' hindi (Satyajit Ray ne è un esponente, ad esempio), ma Bollywood è quello che ha saputo creare la forma più tipica e di successo nella produzione popolare indiana. Un film di Bollywood infatti presenta caratteristiche davvero insolite per un pubblico europeo. Quasi sempre supera le 3 ore di durata, contiene numeri di danza e canzoni che a tutt'oggi rappresentano l'ossatura della produzione musicale del paese e porta sullo schermo storie epiche o d'amore adatte alle masse. E' un cinema popolare per definizione, che si rivolge ad un pubblico composto sia da cittadini, sia, soprattutto, da contadini, sia da persone acculturate, sia da moralisti retrogradi. Questo fa sì che sia accostabile alla cucina di strada indiana, abbondante, dalla salubrità discutibile e molto, molto speziata (non a caso i film commerciali vengono indicati con "masala", ovvero "spezie"). Spesso le trame sono semplicissime, i personaggi appena abbozzati, le scene e la recitazione enfatiche e posticcie (gli attori sono spesso cantanti). Ma questo va, in una maniera quasi spiritosa e kitsch dal nostro punto di vista, ad incrementare la spettacolarità e l'effetto "evasione".

Citazione

"Noi siamo riusciti a creare un nostro vocabolario cinematografico nazionale. Prendiamo aspetti da ogni parte del mondo, ma poi li riadattiamo alla nostra maniera" (Mira Nair)


Analizzare la produzione locale può dire moltissimo sul microcosmo indiano e sulla sua cultura.
In un film indiano non vedrete quasi mai un bacio (almeno in quelli commerciali, e negli ultimi anni c'è chi coraggiosamente cerca di cambiare le cose). L' imprevedibilità della censura e il gretto moralismo di molte zone renderebbe la cosa rischiosa per i produttori. Addirittura molte attrici si rifiutano fieramente di girare scene "spinte" (!), temendo fondamentalmente la reazione della stampa e dei fan conservatori.
Vi è poi una fittissima rete di simboli e di gesti che a noi passano inosservati o paiono strani: le scene dei film d'azione in cui un uomo, dopo aver sconfitto il nemico, bagna col suo sangue il capo della propria donna (storia lunga, fondamentalmente riconducibile alle origini del colore rosso tra i capelli come simbolo del matrimonio), il pollice alzato, che anzichè essere un gesto di approvazione è un modo per dire "vergogna", lo sporcare con un puntino il viso delle persone più belle, in modo da "rovinarlo" ed allontanare il malocchio. Pensate che alzare il mignolo indica il bisogno di andare in bagno!
Ed ancora, ad un livello più generale, la differente mentalità, il retaggio induista del sistema delle caste, il lascito inglese nella loro cultura (l' Hindlish della media borghesia Punjab) e via discorrendo.

Citazione

"Il film indiano è - come si suole dire - un melodramma, sia nel senso etimologico del termine (ovvero azione drammatica in prosa e musica), sia in senso lato, come racconto drammatico a tinte forti, "complesso nell'intreccio e moraleggiante nelle finalità", con una spiccata caratterizzazione dei personaggi e una polarizzazione tra il male e il bene, che alla fine trionfa, magari col sacrificio dell'eroe o dell'eroina. Anche la recitazione si adegua talora a queste caratteristiche e a un occhio occidentale l'insieme appare non-naturalistico e non-realistico"


Cinema genuino insomma, che mira a portare il pubblico in una realtà assolutamente distante dalla quotidianità e a farlo sognare tra balli dalle coreografie incredibili ed emozioni vendute a fette spesse.
E nonostante ciò riesce a catturare anche il pubblico occidentale dalla mentalità più aperta, proprio per il rutilante caleidoscopio di bellezza e stranezza che rappresenta. Ed anche la classe intellettuale indiana sta riappropriandosi di questo patrimonio, prima snobbato, vedendovi addirittura una ragione di orgoglio nazionale. Ricordiamoci che il cinema, e lo spettacolo, vengono ancor oggi visti di cattivo occhio da certe parti della società, che li ritengono fonti di deviazioni morali (danza e teatro erano arti praticate soprattutto dalle cortigiane (o prostitute...), e lo stesso Gandhi vide un solo film in vita).
Un' esperienza fondamentale per gli amanti del cinema, un tassello imprescindibile di cultura pop.


Citazione

Mia madre ogni tanto mi sgridava e mi diceva: "Guarda c'è laggiù tua zia bellissima con il sari rosa e il tuo cameraman non la sta inquadrando!" (Mira Nair)



PS: a me è piaciuto...
PPS: Si, la rece è tutta di mio pugno. E anche le figure. Peccato che l'azzurrino della pagina di anteprima non sia uguale a quello della pagina effettiva, ma voglia di correggere le immagini = 0. Non me ne vogliate ;)









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Messaggio modificato da fabiojappo il 03 November 2014 - 05:06 PM


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#2 polpa

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Inviato 19 August 2005 - 05:54 PM

Complimentoni, non solo per la rece, ma per l'acuta scelta del film, che è davvero rappresentativo all'interno di un panorama così caotico (ma spesso ripetitivo) di questo cinema. :em23:
Ho visto il film un anno e mezzo fa e l'ho amato molto. Per non parlare della versione di Devdas del 1955 (di Bimal Roy) che per me è un vero capolavoro.
Insomma, buona visione a tutti! :em69:

#3 polpa

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Inviato 19 August 2005 - 05:58 PM

Alle scuderie del Quirinale di Roma stanno dando (già da luglio) una rassegna di film bollywoodiani, ovvero i film "commerciali" dell'India. Tutte le sere alle 21.00, prezzo : 5 € (tessera per l'intera rassegna: 20 €).
Devdas lo proiettano domenica 21 agosto.

Avvertenza: dato che le proiezioni avvengono sul terrazzo delle Scuderie, i gestori hanno ritenuto opportuno :em23: l'utilizzo delle cuffie :em69: per l'audio del film. :em15:
A parte questo, i film sono tutti sottotitolati, sia in inglese che in italiano.





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