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[RECE][SUB] Bes Vakit

Traduzione di baka_neko

15 risposte a questa discussione

#1 baka_neko

    PortaCaffé

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Inviato 03 March 2007 - 01:42 AM

BES VAKIT



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SOTTOTITOLI
Allega file  Bes_Vakit.rar   11.75K   291 Numero di downloads




TITOLO INTERNAZIONALE
Times and Winds
NAZIONE
Turchia
GENERE
Drammatico
DURATA
110 min. (colore)
REGIA
Reha Erdem
SCENEGGIATURA
Reha Erdem




TRAMA

Un povero paesino disteso sotto alte montagne rocciose, affacciato sull'oceano e ricoperto di ulivi. I contadini che lo abitano sono persone semplici e tenaci che lottano ogni giorno per resistere. Si guadagnano da vivere ricavando quello che possono dalla terra e dai pochi animali che possiedono. La vita quotidiana è scandita in cinque momenti, le cinque chiamate alla preghiera. I bambini vengono cresciuti secondo gli insegnamenti che gli adulti hanno appreso dai genitori. Ömer, Yakup e Yildiz, tre ragazzi di circa dodici anni, vivono qui. Ömer, figlio dell'Imam desidera la morte del padre. Quando capisce che i suoi sogni non sembrano realizzarsi, inizia a pianificare metodi infantili per ucciderlo. Il suo amico Yakup, è innamorato della professoressa. Nasconde anche ad Ömer il senso di colpa che lo affligge. Un giorno, scopre il padre spiare la professoressa e inizia a desiderarne la morte. Yildiz, unica ragazza del gruppo, studia e, contemporaneamente, si occupa delle faccende domestiche che la madre le ha imposto. Nel frattempo, scopre con rabbia i segreti dei rapporti fra uomini e donne



RECENSIONE

Crescere ammazzando i propri genitori: complessi primordiali sempre più difficili da superare. La neonata Festa del Cinema di Roma apre il suo concorso con un film che ha già ottenuto larghi consensi e numerosi riconoscimenti in mezzo mondo, una battaglia generazionale, intima e tutta raccolta nei sentimenti conflittuali che si muovono dentro i bambini, che impegna l'età della crescita e risolve in tragedia il passaggio più delicato nella vita di un uomo. Non si racconta nulla di particolarmente originale in Bes Vakit: piccoli Edipo ed Elettra turchi in lotta chiusa con i propri genitori, che sotterrano il tempo dell'innocenza nell'odio, nella vergogna e nella gelosia verso padri rimasti due passi indietro e mille carezze lontani. Ma i ritmi e i modi con cui Reha Erdem racconta il lento risveglio di questi tre bambini dalla menzogna dell'infanzia sono da antologia, e la tenerezza del suo sguardo, che fugge il realismo e affonda nel lirismo più sfacciato, sa tenere caldo lo spettatore, senza chiedergli in cambio lacrime o struggimenti esasperati.

Film elegiaco, rigoroso, sullo stile di certi recenti film russi, visivamente abbagliante, Bes Vakit apre il respiro nei territori immacolati delle montagne con i piedi nell'acqua e la testa ad un metro dalle nuvole, e trattiene il fiato dentro le case di pietra, facendo dei rapporti familiari un'apnea in cui è impossibile riconoscere i bisogni propri e quelli degli altri, dove ci si tocca solo per farsi male, schiacciati dalle debolezze più che dagli istinti barbari. La piccola comunità ritratta da Erdem abita un paese della Turchia rurale che sembra non aver mai saputo di quanto il mondo nel frattempo sia girato in fretta e in cui la giornata è scandita regolarmente dai cinque richiami alla preghiera che fermano ogni attività e ricordano col canto che si perde nell'aria quanto grande sia Allah. I tre piccoli protagonisti si muovono senza tregua (con la steadicam che li accompagna spesso di spalle) in quei luoghi vergini, ma in realtà sono fermi, addormentati, imbalsamati nei loro crudi pensieri e nei sogni più ingenui, come raccontano le suggestive immagini dei loro corpi distesi immobili sulla terra, ricoperti d'erba, di pietre, di avanzi di vita e natura, mentre una poesia continua a ripetere: svegliatevi bambini, è tempo di crescere.

I bambini non capiscono i loro genitori. Li spiano fare l'amore e non riescono a distinguere questo dalla brutalità del sesso tra gli asini, li guardano con presunzione diventare vecchi e indebolirsi nella malattia, li fissano e si sentono prosciugare quando li vedono umiliati dai loro stessi padri. Tre generazioni di uomini si perdono così, nell'impossibilità di riconoscersi e di assolvere con coraggio il proprio ruolo, distratti dai problemi più pratici e dai dettati religiosi. Il film di Erdem riesce ad essere delicato anche quando racconta episodi brutali (come il sacrificio della pecora e il gesto estremo di un bambino) e sa farsi perdonare le poche cadute di stile (una su tutte l'imbarazzante sequenza dell'incidente del neonato), la ricerca puntuale dell'inquadratura ad effetto e l'eccessiva lunghezza. E a rendere ancor più prezioso questo poema visivo ci sono i tappeti d'archi di un musicista straordinario come Arvo Part, uno dei compositori contemporanei preferiti dal cinema, le cui musiche hanno contribuito a far grandi film come Gerry di Gus Van Sant (ancora vergognosamente inedito in italia) e Heaven di Tom Tykwer.


Messaggio modificato da JulesJT il 16 December 2014 - 08:31 PM
Riordino RECE

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#2 lexes

    Muflone

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Inviato 03 March 2007 - 08:14 AM

Ce ne sono 2 versioni, qual è quella giusta?
Intanto grazie!

#3 _Benares_

    Soft Black Star

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Inviato 03 March 2007 - 09:56 AM

Grazie!!! :em41:

#4 polpa

    It’s Suntory Time!

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Inviato 03 March 2007 - 10:25 AM

Grazie mille baka neko, ho già pinnato il post e uppato i sottotitoli.
Tra l'altro questo film me l'ero perso alla Festa di Roma. :-)

#5 atalante

    Direttore della fotografia

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Inviato 03 March 2007 - 10:46 AM

Che ficata li immagini!!!!
Inatnto grazie. Dettagli per la versione?

Messaggio modificato da atalante il 03 March 2007 - 10:49 AM

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#6 baka_neko

    PortaCaffé

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Inviato 03 March 2007 - 10:57 AM

versione unseen :em41:
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#7 Dan

    It’s Suntory Time!

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Inviato 03 March 2007 - 12:07 PM

Da uno coll'avatar di Chaplin c'è da aspettarsi solo grandi cose. Mio. :em41:

#8 François Truffaut

    Wonghiano

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Inviato 03 March 2007 - 03:04 PM

Visto tempo fa. E' un film molto ieratico. Merita sicuramente una visione.

Cinema Taiwanese su AsianWorld.it



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Naomi Kawase: il cinema, i film

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)

#9 Tanaka

    L'uomo che non ride mai

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Inviato 06 March 2007 - 09:41 PM

Grazie Baka ma perchè 'Subtitle workshop' mi dice che il file è danneggiato?
Ch'aggia fa?





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