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[ZOOM] Time e dintorni.

Kim Ki-Duk e il Tempo

28 risposte a questa discussione

#1 nickmattel

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Inviato 04 September 2006 - 11:36 AM

Anche io ho visto "Time", finalmente. :em16:
Nello stesso momento ho fatto caso al tag [ZOOM] di questa sezione, che fino ad oggi mi era sfuggito, ed ho pensato d’inaugurarlo.
Lo so… potevo farne a meno.

[1]Ricordo a coloro che volessero cercare e richiedere info, lasciare commenti,etc sul film in questione, che QUESTO <---- è il thread ufficiale!


[2]Chi non ha ancora visto il film non s'azzardi a leggere codesto approfondimento, poichè, in quanto tale contiene SPOILER!!!!!! :em07:


Time e dintorni - Kim Ki-Duk e il Tempo


Quando si parla di un film di Kim Ki-Duk, c'è bisogno di prendersi “tempo” per commentarlo, per metabolizzarlo. I suoi film rassomigliano alle ghiere di una bicicletta, sempre la stessa, e lui, tra un film e l'altro cambia rapporto, a seconda che voglia spingere sul pedale o meno. Il cambio del rapporto, il passaggio tra una ghiera e l’altra, ti stordisce, ti spiazza, a spanne ti fa sentire la fatica e la sofferenza del ciclista, ma la catena che tiene uniti i suoi film, che salta da una ghiera all'altra, è la stessa, come anche il percorso. Ma tocca a te ricostruirlo.

Il coreano è uno dei registi cinematografici più complessi che ho avuto la fortuna di seguire, e per la sua complessità/ambiguità, fortemente voluta, ricercata, viene quasi sempre frainteso, alterato, mistificato. Lo dico con arroganza, provocatoriamente, con disonestà... “perchè so che parlo perchè parlo ma che non peruaderò nessuno”... ma so che posso permettermelo.
In fondo il suo cinema è arrogante, come posso esserlo io in questa occasione, e lui, da gran mistificatore, altera la realtà. Ma soprattutto perchè in giro si leggono degli exploit particolarmente disorganici e forse, con mia grande presunzione, è giusto provare a rendere la mescola delle critiche più morbida, organica.
Insomma "è pur necessario che se uno ha addentato una perfisa sorba la risputi", no?
(Qualcuno in questo forum, credo sappia cosa voglio dire)

Spero d’esser breve, dopo questa mia bislacca introduzione.

Vediamo…
Si può fermare una guerra, si può fermare una cospirazione politica, si può fermare un attacco terroristico… si può fermare un cuore mentre batte, si può porre termine a una relazione, si può catturare un volto su una fotografia… a tutto si può dare un termine, tutto può essere cessato, catturato, bloccato, imprigionato, dominato, ma…
Ma… “cos'è quella cosa che passa, senza muoversi?”.
Vi ricordate? Era l’indovinello che il capo famiglia del Clan Shiroyama chideva a Minami, in “Gozu” il film di Takashi Miike..
Tutto si può fermare, ma non il tempo, l’esistere.
Ex-sistere, ovvero ciò che scaturisce da (ex) ciò che è stabile (sistere). Da ciò che è incessante, incatturabile, libero, dominante e nello stesso momento fermo, pieno di sé, immutabile.
Da ciò che passa senza muoversi.
Essere e tempo, invisibile e visibile, etico ed estetico, sono gli ossimori in cui inquadrare “Time”. Ma non possiamo soffermarci, come la maggior parte della critica ha fatto, soltanto su uno dei due termini di contrapposizione dialettica, anche se la resa stilistica del coreano, apparentemente, ci offre un solo termine retorico, ovvero il tempo, il visibile, l’estetico.. Non possiamo permettercelo perché Kim Ki-Duk ci lancia molteplici segnali per cogliere l’altro termine, e lo fa alla sua maniera. La poesia delle immagini. Ovvero la poetica di chi ci ricorda, con molta autoreferenzialità (mi riferisco alle continue autocitazioni di cui è disseminato il film), che il suo universo filmico è un mondo a parte, che va continuamente ad alterare la realtà, senza stravolgerla… ma attenzione, è qui l’inganno!
Quello di Kim è uno strano universo dimensionale, fatto di eroi al di fuori dalla Verità, che lottano per essere invisibili, se pur nella loro dipendenza da ciò che appare ed è visibile.
Lottano perché sono dei dissidenti alla vita, come più volte ho detto in passato, dei maudit, dei dannati che non accettano nessun termine che ponga fine al loro essere. Dei dis-integrati.
Lottano per non-esistere, lottano contro il “Tempo”.
Per questo motivo, l’altro termine, cui dobbiamo principalmente far riferimento, è il parco delle sculture di Baemigumi. È proprio nell’isola di Mo che vediamo realizzata l’ambizione di ciò che i suoi eroi desiderano essere (e non divenire). È nel continuo e reiterato recarsi in visita alle sculture dell’artista Il-ho, che dobbiamo cercare la poesia rivelatrice di senso. Tra quelle sculture immobili ed immutabili, bellezze senza tempo, sta la chiave di lettura.
Perché i protagonisti dei suoi film siamo noi, o, meglio ancora, l’esacerbazione di noi stessi, coscienze isteriche di una cultura spavalda.
Spavalda come è la coscienza di chi ha imparato a contare il tempo per renderlo manifesto, per smuoverlo dalla sua dimora. Ma soprattutto di noi, che con grande megalomania abbiamo imparato a contare sul tempo, attraverso le tecnica. Attraverso tutti i modi e i mezzi possibili per dominarlo, per fermarlo, anche quando la tecnica per alterarlo è chirurgica ed il mezzo un semplice bisturi.

Gli eroi dei film di Kim hanno la presunzione di coloro che non vogliono finire, esser catturati, bloccati, imprigionati, dominati, ma al contrario sono determinati a far finire, catturare, bloccare, imprigionare, dominare. I suoi eroi vogliono essere.
See-hee vuole essere questo a tutti i costi, e allora “scende ai ferri corti con la vita”, col bisturi.
Ma sarebbe un gravissimo errore confinare See-hee nelle categorie dell’immanente: nella gelosia, nella paura dell’abbandono, nel timore di non essere più amata da Ji-woo. Un errore troppo grossolano… l’errore che compiono tutti.
See-hee ha soltanto paura del tempo, ha paura di se stessa, ha paura di vivere, perché sa che non potrà mai avere in sè la sua vita, possederla.
See-hee sente il peso dell’esistenza. Per questo motivo il prorompente amore di Ji-woo le serve a poco. Non l’aiuta, non la con-sola.
La sua paura non ha a che fare con l’immanente perchè rientra nella categoria del trascendente. L’altro-da sé, Ji-woo , è solo il mezzo per sfogare la sua paranoia, il suo malessere. In fondo la donna non ha tutti i torti. Ji-woo rappresenta la sua nemesi, le ricorda la sua caducità, il suo impedimento, il suo legame con il mondo mortale, col temporaneo. Questo è il motivo per il quale l’Amore, nei film del coreano, è sempre e soltanto contemplato in un ottica sadomasochista. Per questo motivo, aggiungo, inquadrare i protagonisti dei suoi film come delle persone legate le une alle altre da un vincolo forte, inscindibilie e solidale è cosa alquanto gonza. :em16:
Questo è il motivo per cui See-hee, non teme che Ji-woo possa stancarsi di lei, del suo carattere, della sua personalità. Non prende nemmeno in considerazione il fatto che lui un giorno si stancherà della sua indole folle, della sue scenate in pubblico, della sua opprimente gelosia, no mai!
Non ha paura di tutto ciò perchè sa di avere pieno domino di questi aspetti, della sua personalità.
See-hee non è una pazza isterica, See-hee ha paura solo di ciò di cui non ha dominio, della sua caducità, del suo corpo.
Ha paura del suo corpo perché sa bene che questo appartiene al tempo, non a lei..La sua è una battaglia contro il tempo. L’altro-da-sé, Ji-woo, è soltanto il rispecchiamento del suo malessere, del suo difetto, del suo errore, della sua mancanza… è il suo punto debole.
Ed è in questo preciso momento estetico, ed a seguito di questo suo sentire, che a See-hee viene in soccorso uno sconcertante ragionamento etico. Che suona più o meno così: Se io, See-hee, non riesco a possedere l’altro-da-me, se non riesco a fermare il tempo, allora io, See-hee, posso diventare l’altro-da-me.
E allora via coi bisturi, da un demiurgo plastico, tanto irriverente quanto sicuro di sé, della sua tecnica, del suo domino sul tempo.
Ma, ahimè, non si riesce mai a fuggire da se stessi e l’altro viene sempre a ricordarcelo.
L’altro prima o poi, viene a raccontarti chi sei. Tempo? 6 mesi!
Time, può esser visto come un film a episodi, come quei film di Hong Sang-soo, l’altro grande regista coreano, che trattano storie effimere, in cui i suoi protagonisti ricadono sempre negli stessi errori, incontrano sempre gli stessi ostacoli, riescono a rapportarsi sempre e solo allo stesso genere di persone. Come se la temporalità fosse l’emanazione giocosa di un destino immutabile, in cui ogni inizio equivale ad una fine, e viceversa. Come se il tempo consistesse in un eterno ritorno.
Le sue temibili ghiere dentellate e il suo inesorabile scoccare, l’avranno sempre vinta, anche quando gli si sfugge cercando di diventare altro-da-sé con un’operazione plastica.
Anche quando si prova a scrivere la parola fine, anche quando, accidentalmente, scappando allo spaventoso incedere del tempo, si finisce ammazzati sotto un camion.
A noi non resta altro che la speranza di dimorare in una mano bronzea, ferma e stabile, come una scultura, per cessare di esistere o per essere solo una foto. Per giungere finalmente al possesso di se stessi in un luogo eterno. :em25:


Non ho mantenuto la promessa di brevità, lo so, perdonatemi, mi vergogno da morire :P

Messaggio modificato da nickmattel il 04 September 2006 - 11:05 PM

"Così, per l'avidità di arricchirsi, perse anche la possibilità di ricevere quanto aveva ricevuto fino a quel giorno."
[cit] Esopo; La gallina dalle uova d'oro

#2 lexes

    Muflone

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Inviato 04 September 2006 - 11:53 AM

Non ho visto il film quindi mi astengo dal commentare anche se nei 'momenti panoramici' sull'intera filmografia del regista non mi ha sempre convinto il tuo punto di vista ma, vabbè, al massimo ci risentiamo quando vedrò Time :em07:

Ora però dimmi: dove l'hai visto?
Fino a ieri sapevo che a Napoli non lo trasmettevano!

Messaggio modificato da Lexes il 04 September 2006 - 11:53 AM


#3 Siwolae

    Annyon

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Inviato 04 September 2006 - 11:56 AM

Amico mio sono tentatissimo di leggere ciò che hai scritto (davvero non scherzo), ma ho il terrore che possa essere spoileroso...
Potresti, anche a beneficio di tutti, editare chiarendo all'inizio se è spoileroso o no?
Credo che sia il dubbio che assale chiunque apra sto topic
Merci :em07:

#4 nickmattel

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Inviato 04 September 2006 - 12:06 PM

Siwolae, il Sep 4 2006, 11:56 AM, ha scritto:

Amico mio sono tentatissimo di leggere ciò che hai scritto (davvero non scherzo), ma ho il terrore che possa essere spoileroso...
Potresti, anche a beneficio di tutti, editare chiarendo all'inizio se è spoileroso o no?
Credo che sia il dubbio che assale chiunque apra sto topic
Merci :em07:

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Fatto, amico siwo. :em16:

@lexa: sai bene che si tratta solo di un punto di vista, non m'idealizzare nell'oggettivo, come hai fatto fino ad oggi :em16:
"Così, per l'avidità di arricchirsi, perse anche la possibilità di ricevere quanto aveva ricevuto fino a quel giorno."
[cit] Esopo; La gallina dalle uova d'oro

#5 Smilla

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Inviato 04 September 2006 - 12:08 PM

nickmattel, il Sep 4 2006, 11:36 AM, ha scritto:

Non ho mantenuto la promessa di brevità, lo so, perdonatemi, mi vergogno da morire :em07:

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Ti ringrazio per non essere stato breve..




She tries not to shatter,
kaleidoscope style,
Personality changes behind her red smile
Every new problem brings a stranger inside
Helplessly forcing one more new disguise
Christine-the strawberry girl
Christine-banana split lady

#6 Dolcinganni

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Inviato 04 September 2006 - 01:02 PM

Con l'augurio che chi non ha ancora visto questo capolavoro della cinematografia kimmiama non legga questo thread...
:em16:

Mi trovo d'accordo con te, Nick, sulla propulsione ad essere dei personaggi di KKD, e non al limitarsi ad esistere.
E sono anche d'accordo sulla tua lettura "temporale" della dinamica narrativa, ovvero della paura opprimente che permea le azioni della protagonista allorchè, per un banale incidente, si rende conto di non poter dominare la sua vita, il suo essere, e quindi il suo amore... contravvenendo così alla pulsione all'essere.
Ma quello su cui dissento è il termine "protagonista" riferito a See-hee: ella è protagonista solo nella misura in cui si fa veicolo emozionale. A mio avviso questo film è scevro di protagonisti umani, in quanto i veri protagonisti sono l'essere e il tempo di heideggeriana memoria, in cui le due categorie vengono vanamente rincorse a costo di "scenedere ai ferri corti con la vita".

Mi fermo qui, che sembro una strega del Macbeth sotto acido!
:em07:

Messaggio modificato da Dolcinganni il 04 September 2006 - 05:44 PM


#7 atalante

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Inviato 04 September 2006 - 02:18 PM

Volevo delucidazione sul doppiaggio...
non ho letto i post perchè dalle mie parti lo hanno messo da 3 gg e sono combattuto...credo di andare a gg...cmq mi è stato detto che il doppiaggio è atroce...il dvd uscirà tra secoli?
Anche solo quello coi subbi eng...:em07:
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#8 princerick

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Inviato 04 September 2006 - 03:37 PM

il doppiaggio secondo me e' piu che atroce
poi ripeto, non vedendo un film asiatico doppiato da mesi e mesi, ho stranito e non poco
ma comunque nonostante questa rovina il film e' comunque bellissimo
la cosa veramente interessante e' che i film di kkd sono una sorta di percorso, ovviamente se uno sconosciuto che non ha mai visto un suo film mi chiedesse se varrebbe la pena di vedersi Time mi sentirei di suggerirgli prima di visionare i film passati, altrimenti non so quanto potrebbe apprezzarne di quest'ultima opera
comunque andatelo a vedere al cinema, supportiamo il cinema asiatico nelle sale italiane ^^

#9 nickmattel

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Inviato 04 September 2006 - 04:31 PM

atalante, il Sep 4 2006, 02:18 PM, ha scritto:

Volevo delucidazione sul doppiaggio...
non ho letto i post perchè dalle mie parti lo hanno messo da 3 gg e sono combattuto...credo di andare a gg...cmq mi è stato detto che il doppiaggio è atroce...il dvd uscirà tra secoli?
Anche solo quello coi subbi eng...:em07:

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Ata il doppiaggio è pessimo, ma è ormai cosa nota che ai film asiatici d'essai è riservato questo misero destino.
Ti ricordo che il thread principale per discutere di Time, fare richieste etc, è questo:

http://www.asianworl...?showtopic=2312
"Così, per l'avidità di arricchirsi, perse anche la possibilità di ricevere quanto aveva ricevuto fino a quel giorno."
[cit] Esopo; La gallina dalle uova d'oro





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