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[NEWS] Festa del Cinema di Roma 2019: i film asiatici


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#1 fabiojappo

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Inviato 04 October 2019 - 06:32 PM

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Presentata la 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma. In programma una retrospettiva su Hirokazu Koreeda e un incontro con Jia Zhang-ke (testi dal sito della manifestazione)


SELEZIONE UFFICIALE

THE FAREWELL
di Lulu Wang, Stati Uniti, Cina, 2019, 98’
Cast: Zhao Shuzhen, Awkwafina, X Mayo, Lu Hong, Lin Hong, Tzi Ma
Billi, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, ritorna a malincuore a Changchun e scopre che all’amata nonna Nai-Nai restano poche settimane di vita. Ma l’unica a non saperlo è proprio la nonna. I familiari, per farla felice, decidono di riunirsi e tornare da vari angoli del mondo per improvvisare un matrimonio. Mentre Billi si muove su un campo minato di aspettative e consuetudini familiari, scopre che in realtà c’è davvero tanto da celebrare: la possibilità di riscoprire il Paese che ha lasciato da bambina, la sorprendente vitalità della nonna e la certezza dei legami profondi che, nonostante tutto, resistono.



INCONTRI RAVVICINATI

JIA ZHANGKE | ZHAO TAO
Ci sono casi in cui la vita privata e quella professionale si incontrano, in cui autore e musa diventano una coppia anche nella vita. Regista e scrittore tra i più affermati a livello internazionale lui, ballerina e interprete cinese tra le più apprezzate lei, Jia Zhangke e Zhao Tao ne sono l’esempio. Si sono conosciuti nel 2000, quando Zhao insegnava danza al Taiyuan Normal College e Jia, impegnato nel casting di Zhàntái (Platform), era alla ricerca di una ragazza dello Shanxi, che parlasse il dialetto di quella provincia e che sapesse ballare. La grazia nei movimenti e la dolcezza dell’espressione del volto della giovane incantano il cineasta e Zhao diventa la protagonista di tutte le sue storie. Ma non solo. Nel 2012, è il volto femminile del film Io sono Li di Andrea Segre, grazie al quale ottiene il David di Donatello come Migliore attrice, premio attribuito per la prima volta a un’attrice asiatica. Sono opere complesse per originalità e ampiezza di visione, quelle dirette da Jia Zhangke, nelle quali ha raccontato il cambiamento della Cina degli ultimi vent’anni attraverso drammi personali e vicende collettive che fluttuano tra storia e realismo sociale, memoria e il suo dissolvimento, tutti temi centrali della sua filmografia. Il regista cinese ha vinto il Leone d’Oro a Venezia con Sānxiá hǎorén (Still Life), altro straordinario resoconto di una generazione “rassegnata” alla modernizzazione, e il Premio per la Migliore sceneggiatura nel 2013, a Cannes, con Tiān zhùdìng (Il tocco del peccato), entrambi interpretati da Zhao Tao. Nel suo ultimo film, Jiānghú érnǚ (I figli del fiume giallo), in Concorso a Cannes nel 2018, è tornato ad affrontare il prezzo etico e morale pagato dalla Cina nella sua corsa economica. Alla Festa del Cinema di Roma, Jia Zhangke e Zhao Tao saranno i protagonisti di un Incontro Ravvicinato durante il quale ripercorreranno la loro carriera e il loro sodalizio artistico.

KOREEDA HIROKAZU
Protagonista di una delle Retrospettive della quattordicesima edizione della Festa del Cinema e di un Incontro Ravvicinato con il pubblico, il regista, sceneggiatore e montatore giapponese Kore-eda Hirokazu è uno dei più ispirati e apprezzati autori del cinema mondiale. Una carriera trentennale la sua, durante la quale ha saputo forgiare una personalissima idea di cinema nel segno di un’opera intimista e raccolta, che punta su uno stile minimale e delicato, incentrato su temi che riguardano la debolezza dell’uomo, l’infanzia, i legami familiari non necessariamente di sangue e la memoria (“Senza memoria non abbiamo identità”, ha affermato durante un’intervista rilasciata al critico cinematografico Mark Schilling). L’esordio cinematografico è del 1995, quando presenta in concorso a Venezia il film Maborosi che gli vale l’Osella d’Oro per la Miglior regia. Da After Life, opera che gli ha dato fama internazionale a Father and Son, vincitore del Premio della giuria a Cannes, fino a Un affare di famiglia, candidato all’Oscar® come Miglior film straniero, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes e del César 2019 come Miglior film straniero, e al più recente La verità, le storie di Kore-eda si muovono senza fretta all’interno di un universo poetico e consolatorio, dotate di una straordinaria forza narrativa che costituisce una riflessione profonda sugli aspetti più complessi e universali dell’esistenza umana, indagati con uno sguardo capace di farne emergere i risvolti più nascosti e autentici.



RETROSPETTIVE

KORE-EDA HIROKAZU
In collaborazione con Ambasciata del Giappone e Istituto Giapponese di Cultura in Roma

Se Maborosi è il big bang del cinema di Kore-eda, i film successivi sono i pianeti e le stelle che ha generato. Il suo stile si è perfezionato lavorando con cura dei temi ricorrenti (la memoria, l’isolamento, il lutto), la sua messa in scena mostra, soprattutto all’inizio, segni evidenti del suo apprendistato documentario. Grazie al suo enorme talento ha realizzato film da manga e da libri, film di genere fantastico e di samurai, ha un’attitudine particolare per trasformare i bambini in personaggi. Usa le inquadrature di raccordo e le scene di famiglia come Ozu, la sua messa in scena non è sferzata da angolazioni inaudite, camerawork avvolgenti, turning point, estremismi sentimentali e sociali, dall’ossessione del melodramma così frequente nella culture asiatiche: al contrario, Kore-eda dissemina le risonanze del dramma nel ricordo di antiche canzoni, alimenta la sua messa in scena di dettagli minuti, riempie le sue inquadrature di scorci domestici, dialoghi quotidiani ed esterni semidocumentari che consegnano, soprattutto allo sguardo occidentale, una forma sconosciuta di de-drammatizzazione. Come se Kore-eda avvese scoperto il segreto di come raccontare il dolore e la sua terapia nello stesso tempo. La Festa del Cinema celebra il grande cineasta giapponese con una retrospettiva di nove fra le sue opere più significative.

I FILM IN RETROSPETTIVA

MOU HITOTSU NO KYŌIKU – INA SHOGAKKŌ HARU GUMI NO KIROKU | LESSONS FROM A CALF
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 1991, 47’ | Doc |

MABOROSHI NO HIKARI | MABOROSI
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 1995, 110’
Cast: Makiko Esumi, Takashi Naito, Tadanobu Asano, Gohki Kashiyama, Ren Osugi

DARE MO SHIRANAI | NOBODY KNOWS | NESSUNO LO SA
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2004, 140’
Cast: Yūya Yagira, You, Ayu Kitaura, Hiei Kimura, Momoko Shimizu

ARUITEMO ARUITEMO | STILL WALKING
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2008, 115’
Cast: Hiroshi Abe, Yui Natsukawa, Kirin Kiki, Yoshio Harada, Shohei Tanaka

KÛKI NINGYÔ | AIR DOLL
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2009, 125’
Cast: Bae Doo-na, Arata, Itsuji Itao, Joe Odagiri, Masaya Takahashi

KISEKI | I WISH
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2011, 128’
Cast: Kōki Maeda, Oshirō Maeda, Nene Otsuka, Joe Odagiri, Hiroshi Abe

ISHIBUMI
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2015, 85’ | Doc |

SANDOME NO SATSUJIN | THE THIRD MURDER
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2017, 124’
Cast: Masaharu Fukuyama, Koji Yakusho, Mikako Ichikawa, Yuki Saito, Suzu Hirose

MANBIKI KAZOKU | SHOPLIFTERS | UN AFFARE DI FAMIGLIA
di Kore-eda Hirokazu, Giappone, 2018, 121’
Cast: Kirin Kiki, Lily Franky


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In Alice nella città - sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma - un film cinese:


MOSAIC PORTRAIT
di Zhai Yixiang

Xu, un lavoratore migrante, torna a casa dopo aver scoperto l’inaspettata gravidanza della figlia quattordicenne. La ricerca di giustizia è vana, laddove la scuola di Ying e le autorità locali promettono di investigare, ma di fatto finiscono col tralasciare le accuse della ragazza contro un suo insegnante. Jia, un giornalista di Shenzhen, attirato dalla città nebbiosa, mostra interesse al caso. Al centro del vortice, Ying sopporta i riflettori puntati su di lei con indifferenza. Poco dopo il parto, la giovane madre abbandona la città per ricevere assistenza, nel tentativo di guarire dal suo passato. Troverà pace in futuro? La sua voce verrà mai ascoltata?

Messaggio modificato da fabiojappo il 04 October 2019 - 06:35 PM






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