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[RECE][SUB] Piagol


3 risposte a questa discussione

#1 creep

    antiluogocomunista

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Inviato 31 December 2013 - 12:48 AM

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Piagol


피아골






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Dopo la firma dell'armistizio, un plotone di partigiani guidato dal capitano "Agari" (Le Ye-chun) tenta di sopravvivere saccheggiando i villaggi "reazionari" della valle di Piagol. Il compagno Cheol-su (Kim Jin-gyu), stanco di combattere, è amato dalla compagna Ae-ran (No Gyeong-hui), totalmente assuefatta all'ideologia comunista e fedele al partito. Un giorno So-ju, una compagna che era stata trasferita in un altro campo, torna dai suoi compagni in fin di vita. Ma il compagno Man-su, che la nota per primo, non la soccorre.





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"Il primo film ad essere bandito per aver violato la legge sull'Anticomunismo, a causa della rappresentazione umana dei soldati nordcoreani."

Piagol, considerato come modello di riferimento per il cinema anticomunista per il suo approccio umanistico, presenta ognuno dei suoi personaggi con dettagli realistici. Ciò che però rende Piagol unico e allo stesso tempo problematico all’interno del genere, è il fatto che non compaia mai un soldato sudcoreano o un’agente di polizia. A differenza dei partigiani presenti nei giornali o nei cinegiornali, che erano descritti come malvagi senza personalità e spietati assassini, Piagol dotò i soldati partigiani di distintive personalità e li mostrò ciascuno tormentato da conflitti interiori causati dai propri desideri. I media e il governo proibirono che il film venisse proiettato accusandolo di aver violato la legge sull’Anticomunismo e censurando la sua rappresentazione eccessivamente realistica e umana dei soldati nordcoreani. Poiché il pubblico dell’epoca aveva solo una vaga idea della distinzione tra film drammatici e documentari, tra finzione e fatti reali, e poiché l’anticomunismo era ritenuto più una questione di sopravvivenza che una semplice ideologia, la rappresentazione realistica di Piagol era considerata una minaccia.
E a proposito di ciò, uno dei personaggi più importanti del film, il leader dei partigiani Agari (Lee Ye-chun) è esemplificativo. Sebbene venga rappresentato come un personaggio negativo e brutale, mostra anch’egli dei conflitti interiori e dei sensi di colpa evidenti durante la sequenza in cui ha un incubo. Inoltre, la sua ossessiva devozione all’ideologia, che è incapace di abbandonare perfino alla fine, suscita una certa compassione da parte del pubblico. Ma ancor di più, il personaggio di Ae-ran (No Kyeong-hee), una leader abile e risoluta che mostra un’inflessibile devozione alla causa comunista fino all’ultima parte del film, viene rappresentata sotto una luce accattivante. Sincera sui suoi sentimenti e desideri e più determinata di ogni altro, Ae-ran è il simbolo di una donna intraprendente anche da una prospettiva moderna.


- La proiezione di Piagol venne all’inizio vietata per via della controversia sull’anticomunismo, ma in seguito ottenne il permesso di essere distribuito.
- Siccome le riprese furono fatte sul Monte Jiri subito dopo la firma dell’Armistizio, quando cellule di partigiani erano ancora nascoste tra le montagne, lo staff tecnico e artistico testimoniò di aver sentito un vero senso di pericolo in quei frangenti.


Tratto da Korean Film Archive








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Genere
Guerra

Regia e Sceneggiatura
Lee Kang-cheon

Interpreti
No Kyeong-hie, Kim Jin Kyu,
Lee Ye-chun, Heo Jang-kang,
Yun Wang-guk




Corea del Sud, 1955, 110'







[DOCU] Lee Kang-cheon



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Documentario del Korean Film Archive sul regista Lee Kang-cheon

Sottotitoli







Lee Gang-cheon nacque a Seo-chun, Choong-nam, nel 1920. Sebbene provenisse da una famiglia non benestante, il suo interesse per l'arte lo convinse a studiare la materia alla Scuola delle Belle Arti di Tokyo, che gli aprì la strada per quello che sarebbe diventato un giorno il suo sodalizio con il mondo del cinema. Dopo il diploma, Lee Gang-cheon cominciò a dipingere locandine per sale cinematografiche per guadagnarsi da vivere e fu naturale il suo coinvolgimento nel cinema. Nel 1948 si occupò della scenografia per il film An lnterrupted Route del regista Lee Man-heung. Interpretò anche il ruolo di un uomo che persuade un suo amico contrabbandiere ad arrendersi alla polizia. Per quanto riguarda l'inizio della sua carriera cinematografica, Lee Gang-cheon ricevette nel 1952 una proposta improvvisa da parte di Kim Young-chang, che era il proprietario del cinema Moon-hwa di Jeon-ju. Lee Gang-cheon esordì così con il film Arirang. Modificò il contesto dell'opera originale di Na Woon-kyu in quello della Guerra di Corea. Il film finì sulla bocca di tutti per via dell'impiego di attori sia Coreani che Americani e segnò un nuovo record al botteghino con 200,000 spettatori. Il successo del suo film d'esordio divenne un punto da cui partire per Piagol (1955), il capolavoro della sua filmografia. La genesi di Piagol cominciò a Jeon-ju, nel 1954. Kim Jong-hwan, un addetto stampa del Dipartimento di Polizia della Provincia di Jeon-book diffuse del materiale per un soggetto cinematografico scritto da disertori nordcoreani. Subito dopo averlo ricevuto, Lee Gang-cheon scrisse la sceneggiatura in un tranquillo villaggio sulla costa. Piagol illustra l'ideologia dei partigiani, i loro conflitti interiori e il processo di autodistruzione attraverso le loro razzie sul Monte Chiri, subito dopo la Guerra di Corea. Lee Gang-cheon descrisse la loro frustrazione e il loro scetticismo per il comunismo, così come le loro atrocità, con immagini realistiche. Al fine di rappresentare la realtà dei partigiani bloccati tra le montagne, prestò particolare attenzione ai costumi e al materiale di scena, e istruì gli attori a vivere come i partigiani. Le riprese di Piagol furono molto travagliate, perché fu girato all'interno del Monte Chiri. Lo staff tecnico e artistico incontrò molti disagi dovuti al freddo e alla scarsezza di cibo, ma soprattutto, il problema più importante era la scarsezza della pellicola. Dopo essere stato prodotto tra tante difficoltà, Piagol finì col ricevere una sospensione alla proiezione, dovuta ai censori che dovevano determinare se il film fosse a favore del comunismo, sebbene avesse la reputazione di descrivere i partigiani in maniera obiettiva. Questo film descriveva un comunista in preda a una crisi di coscienza, che sente la mancanza della libertà e che alla fine fugge via per raggiungere la libertà con una partigiana. Naturalmente egli muore nel tentativo, ma il suo travaglio interiore è descritto splendidamente. Questo spirito d'umanità nei film sui partigiani era anticonvenzionale per quel tempo. Per questo le autorità chiesero se fosse il caso di rappresentare storie d'amore tra comunisti, e se questo film non li rendesse troppo affascinanti. Ecco perché considerarono Piagol come un film pro-comunista. E in seguito anche Kim Jong-moon del Ministero della Difesa ebbe da obiettare su questo film, mentre Lee Kyung-jae, un critico letterario, sostenne che questo fosse un film anticomunista di grande umanismo. Ci furono opinioni molto contrastanti. Alla fine alcune sequenze di Piagol furono modificate, inclusa l'ultima scena, e altre furono tagliate prima che fosse proiettato al pubblico. Dopo tutte queste vicissitudini in fase di produzione e distribuzione, Piagol finì con l'essere valutato una pietra miliare del Cinema della Corea divisa. Un grande attore come Kim Jin-kyu fece il suo esordio proprio con questo film, e l'attrice Roh Kyung-hee divenne una diva. Piagol acquisì riconoscimenti vincendo i premi per la Migliore Regia e la migliore Registrazione del Suono ai primi Golden Dragon Awards. L'anno seguente, nel 1956, Lee Gang-cheon consolidò la sua posizione di prominenza all'interno del Cinema Coreano con un altro film di guerra, Fight Back. Questo film anticomunista era basato sulla vera storia di Kim Man-sool, un maggiore dell'Esercito attivo durante la Guerra di Corea. Il film, tuttavia, non mostrava un approccio innovativo verso l'intimo dell'essere umano come Piagol, ma era un tipico film anticomunista che i tempi richiedevano. Tuttavia rivelò la cifra stilistica di Lee Gang-cheon, con scene di guerra realistiche e un senso estetico dello spazio. Nello stesso anno, Lee Gang-cheon si mise alla prova con un tentativo ambizioso. Un regista che aveva prodotto film anticomunisti sin dall'esordio diresse un film basato su un romanzo, The ldiot Adada. Questo film, con la cantante Na Ae-shim nel ruolo di protagonista, si basava sul romanzo originale di Kye Yong-mook. Adada è una ragazza ritardata e balbuziente che viene emarginata dai vicini. Il regista cercò di occuparsi dell'insensiblità dell'essere umano causata dal materialismo, attraverso l'infelice vicenda di Adada. Come film basato su un romanzo, The ldiot Adada fu valutato dalla critica come un ottimo film che superava il romanzo originale e che si avvaleva di interpretazioni profonde e bellissime immagini. Questo film è anche annoverato tra i più grandi film di carattere letterario, insieme a Mother and A Guest di Shin Sang-ok, Even the Clouds are Drifting di Yoo Hyun-mok e The Seashore Village di Kim Soo-yong. Sebbene fosse un compito difficile tradurre le atmosfere del romanzo dalle parole alle immagini, non si dimostrò inferiore rispetto al romanzo originale; anzi, in certi aspetti suscitò la sensazione di esprimersi a un livello superiore rispetto al soggetto originale. In seguito, Lee Gang-cheon produsse un altro film di carattere letterario, Love, da un romanzo di Lee Kwang-soo, che descriveva l'amore sincero di un uomo per sua moglie. A quel tempo, Lee Gang-cheon cominciò a mostrare interesse per il melodramma tanto quanto per i film di carattere letterario. Un film degno di nota tra i suoi melodrammi è A Beautiful, Wicked Woman del 1958. Questo film fu tra quelli che posero l'accento sulla generazione del dopoguerra e sulla loro moralità. Racconta la storia d'amore dai risvolti tragici tra un pittore e una prostituta; è un melodramma a tinte fosche e offre un'interpretazione audace da parte di Choi Ji-hee. Nel 1958 venne alla luce un altro film importante della sua filmografia, che è anche il primo film coreano girato in cinemascope, Life. Questo film era un tipico dramma popolare in cui una figlia ricca di un direttore d'azienda si frappone in una coppia, ma desiste appena scopre che i due avranno presto un bambino. Life aveva il suo senso come preludio al cinemascope, ma risultò ancora inadeguato nel suo complesso. Lee Gang-cheon si concentrò sui melodrammi come nel caso di A Youth Garden, A Wayfarer (1961 ) e History of Love (1960). I melodrammi a quel tempo erano molto popolari per un pubblico bramoso di libertà. Incapaci di ignorare i desideri di far cassa dei produttori, i registi erano molto attenti alle richieste del pubblico. Lee Gang-cheon non faceva eccezione. Nel frattempo, Lee Gang-cheon diresse un film anticomunista nel 1962, Leaving the Fatherland, e con questo film s'impelagò di nuovo in una disputa sul favoreggiamento al comunismo. Leaving the Fatherland aveva vinto un premio in una competizione indetta dal Ministero della Difesa, e un premio alla sceneggiatura per l'esordiente Shin Bong-seung. Il premio come migliore sceneggiatura anticomunista venne tacciato di pro comunismo durante il processo di censura. Questa censura fu ancor più rafforzata da Piagol e Leaving the Fatherland a The Seven Female POW's (1965) di Lee Man-hee. Lee Man-hee fu arrestato per una violazione della Legge sull'Anticomunismo, e questo film venne proiettato dopo molte modifiche, incluso il titolo, che cambiò in Returned Female Soldiers. In seguito Lee continuò a dirigere diversi film anticomunisti. The Dead and the Alive ritrae una giovane vedova che aiuta un ufficiale dell'Esercito Nazionale a Seul e muore durante la ritirata del 4 Gennaio. Essendo un film di spionaggio, oltre ad essere un film anticomunista, l'attività del commando in incognito dell'Esercito Nazionale a Seul viene sviluppata in maniera da entusiasmare. L'attrice protagonista Kim Hae-jung interpreta il suo personaggio in maniera accattivante, e le scene di guerra e le sparatorie sono appassionanti e realistiche. Questo film ha anche elementi d'azione e d'intrattenimento tipici dei film anticomunisti. The Son of the General (1968) mette in scena la tragedia del figlio di un Generale che è andato a studiare a Mosca, diventa scettico nei confronti del comunismo, cerca di scappare, e muore per un colpo sparato dal padre. Questo è un film di guerra con la tipica ideologia anticomunista. Lee Gang-cheon diresse un altro film anticomunista nel 1968. A Gaze scritto da Yoon Sam-yook, inizia il suo racconto dalla scena in cui un luogotenente che è stato ferito nelle retrovie dell'Esercito Nordcoreano, fugge con l'aiuto della moglie e della famiglia del comandante. I soldati nordcoreani li torturano al fine di catturare il luogotenente, ed egli combatte contro i soldati perché non può starsene con le mani in mano mentre i suoi salvatori vengono torturati. Il film anticomunista di Lee Gang-cheon presentava i contenuti e le emozioni che lo Stato esigeva nei film, rafforzando l'ideologia anticomunista nei soldati come nei cittadini. Tali passi intrapresi da Lee Gang-cheon non erano estranei alle richieste che i tempi allora esigevano. In una situazione speciale in cui la nazione era divisa e l'ideologia anticomunista era importante per la società e la politica, i film anticomunisti furono promossi e divulgati dalla politica nazionale. Per di più, alla fine degli anni 60, il numero di film anticomunisti aumentò di 5-6 all'anno e non è da escludere che i produttori cercassero di produrre film anticomunisti di qualità al fine di ottenere la quota di film stranieri da importare. A quel tempo si potevano fare soldi importando film stranieri, ma si aveva la disponibilità di una quota all'anno. C'era un diritto d'importazione, chiamato quota d'importazione di film stranieri. Ottenerne una era molto importante. Sebbene un film anticomunista non fosse popolare, se ne poteva fare uno discreto, e ottenere così la quota. Non si aveva altra scelta che farne uno. Questa politica del governo indusse a produrre film anticomunisti di buona fattura. Era una pratica consona ai tempi. Era il tempo in cui non esisteva alcuna ragione per obiettare. Il regista Lee Gang-cheon, che aveva descritto il nemico con umanità in Piagol, fece anche film che esposero una chiara ideologia anticomunista, in linea con la politica del governo. Tuttavia, non poté dirigere altri film rilevanti al pari di Piagol. Non v'è dubbio che Lee Gang-cheon all'inizio avesse la tendenza a concentrarsi sulla bontà d'animo insita negli esseri umani. Con Leaving the Fatherland (1962) scritto da Shin Bong-seung, tuttavia, evidenziò un cambiamento della sua prospettiva, concentrandosi sulla questione ideologica. Una serie di film degli anni 60 come Son of the General sono un esempio rappresentativo di questo cambiamento. Un altro genere di cui si occupò fu il dramma storico. You've Got to Live (1965) è uno dei drammi storici più popolari, con Shin Young-kyun e Kim Ji-mi. È un film d'intrattenimento con le caratteristiche tipiche del melodramma, nel contesto storico della Dinastia Chosun, in cui il protagonista si divide tra sua moglie e una kisaeng (Intrattenitrice nella Dinastia Chosun). Oltre a questo, Lee Gang-cheon diresse 7 drammi storici inclusi Prince Suyang, Mt. Baekdu, The Eight Swordsmen, e Mountain Gyeryong. C'erano molti drammi storici a quei tempi che si prefiggevano come scopo il semplice intrattenimento scimmiottando drammi storici d'azione Giapponesi; non erano film che ricostruivano la storia attraverso la ricerca storica. Così erano i film di Lee Gang-cheon. Anche i suoi drammi storici servivano ad attrarre l'interesse del pubblico. Non erano rilevanti più di altri suoi film di genere, ma mostrarono la sua capacità di comporre immagini spettacolari. Lee Gang-cheon si tuffò nei drammi storici come fossero un'appendice dei suoi film d'azione anticomunisti. I suoi film erano diretti con poca aderenza storica, e venivano volgarizzati per il pubblico in conformità alle richieste dei produttori. Perciò, possiamo osservare che i suoi drammi storici non erano proprio delle gemme nella sua filmografia. Lee Gang-cheon, che aveva lavorato costantemente negli anni 60, non si misurò più con la regia con l'avvento degli anni 70. Diresse A Stranger in My Heart nel 1971, ma non ricevette molta attenzione. Concluse la sua carriera cinematografica con questo film. Con l'accelerazione della diffusione degli apparecchi televisivi negli anni 70, l'industria del Cinema s'indebolì e le occasioni per fare film diminuirono, e Lee Gang-cheon, che aveva un'età avanzata e non riusciva ad adattarsi a questa situazione, si ritirò dal Cinema. I film degli anni 70 che si occupavano di intrattenitrici erano popolari e vendevano, soddisfacendo le richieste dei produttori. Sebbene fosse navigato, Lee aveva ancora una sua purezza che conservava da The ldiot Adada, lo spirito di Piagol, e lo spirito di un forte realismo nella sua mente. Ma nella vita reale alla gente non interessava, e se ne rammaricava. Doveva considerare se mantenere la sua immagine di regista superato, o cambiare rapidamente a seconda della tendenza del momento. La sua scelta si appalesò quando scelse un film che segnò un punto di non ritorno. Così concluse la sua carriera cinematografica con il suo stile, anche se non era soddisfacente per il botteghino. Quando morì nel 1993, era un patriota del Cinema e un mentore per la comunità cinematografica. Sebbene non abbia lasciato molti film, ha decisamente lasciato le sue impronte in 100 anni di storia del Cinema Coreano. Il Cinema Coreano ha prodotto numerosi film anticomunisti, film sulla Corea divisa. Tra di loro, Piagol è una gemma. In esso viene mostrato il lato umano dei partigiani e il loro conflitto ideologico. In questo modo Lee Gang-cheon riuscì a portare sullo schermo il realismo basato sull'identità nazionale che Na Woon-kyu e Lee Kyu-han avevano teorizzato. E questa eredità passò a Yoo Hyun-mok e Lee Man-hee negli anni 60. L'influenza di Piagol di Lee Gang-cheon dovrebbe essere misurata in un contesto di film che va da The Seven Female POW's (1965) di Lee Man-hee fino a North Korean Partisan in South Korea (1990) di Jung Ji-yong. Il risultato raggiunto da Piagol è incommensurabile. Per emularlo, questi film ruppero lo schema dicotomico tra buoni e cattivi, sud e nord. Durante gli anni di povertà del dopoguerra, il regista Lee Gang-cheon restituì l'umanità perduta a molte persone che avevano perso la speranza. Era un umanista che cercava di scavalcare il muro dell'ideologia con realismo in un periodo pervaso dall'ideologia.





Per gentile concessione del Korean Film Archive, è possibile vedere il film con i sottotitoli in italiano di AsianWorld. Buona Visione!







Buon film sui partigiani e soprattutto primo, visto che è stato girato a meno di due anni dallo svolgimento dei fatti raccontati. Forse meno equidistante di Nambugun, ma comunque controverso. Sebbene la scena finale con la bandiera della Repubblica Sudcoreana in dissolvenza (che è stata aggiunta dopo) lasci pochi dubbi, non è soltanto un film anticomunista, ma anche uno dei primi film coreani che esplorano la bestialità insita nell'essere umano e scaturita dall'abbrutimento che porta la guerra, tipico elemento riscontrabile anche nella moderna cinematografia coreana, in registi come Kim Ki-duk e Lee Chang-dong.





Sottotitoli






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#2 andreapulp

    Microfonista

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Inviato 03 January 2014 - 12:59 PM

Bellissimo approfondimento su un regista che studierò sicuramente.
In un periodo particolare e politicamente rigido come quello del cinema sud-coreano del dopoguerra, un regista come Lee-Kang-Cheon mi attrae molto.
Ho sempre ammirato i registi anticonvenzionali che con sapienza, umanità ed umiltà riescono ad instillare la loro personalità e il loro punto di vista, la poesia che pervade i loro lavori è educativa ed importante, e da questi maestri c'è sempre da imparare.
Grazie ancora per questa perla preziosa!

#3 creep

    antiluogocomunista

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Inviato 09 January 2014 - 08:42 AM

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#4 Hiroshi84

    Ciakkista

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Inviato 19 May 2014 - 10:26 PM

Visto anche questo!
Che dire?
Che mi è piaciuto molto,il regista ha saputo ben rappresentare il lato umano dei nordcoreani,e gli attori si dimostrano davvero in parte,tra tutti in particolar modo il capitano Agari spietato e brutale fino alla fine.
Nonostante i limiti dell'epoca il film a livello qualitativo si difende abbastanza bene,certo le lotte a mani nude tra i partigiani sono fatte alla meno peggio oppure che so non si vedrà mai il fuoco dalle armi ma si sentiranno solo il suono ....ma si può facilmente chiudere un occhio e gustarsi questo pietra miliare del cinema coreano

E un film per molti ma non per tutti,si perchè non essendo il solito film sulla guerra,il contesto deve interessare lo spettatore.
Personalmente lo considero un film di essai,quindi può risultare pesante agli spettatori poco avvezzi.
Nel mio caso non è stato cosi,le quasi 2 ore del film sono state ben spese,e anche l'ottimo documentario di 45 è stato molto istruttivo.
Mi piacerebbe vedere altri film del genere o sull'anticomunismo,spero nella traduzione di altri film.
Comunque ringrazio l'autore per la traduzione di Piagol,film davvero interessante.

Messaggio modificato da Hiroshi84 il 05 June 2014 - 10:10 PM






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