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[RECE][SUB] Good Windy Day


1 risposta a questa discussione

#1 creep

    antiluogocomunista

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Inviato 24 September 2013 - 11:16 AM

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Balambuleo joheun nal

바람불어 좋은날






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Appena trasferitisi dalla campagna in una nuova zona in costruzione alla periferia di Seul, Duk-bae (Ahn Sung-ki), Chun-sik (Lee Young-ho), e Kil-nam (Kim Seong-chan) lavorano rispettivamente in un ristorante cinese, da un barbiere e in un motel. I tre sono amici e si supportano a vicenda nel superare le difficoltà della vita. A causa della speculazione edilizia, gli abitanti che hanno vissuto a lungo nella zona, sono costretti a rinunciare ai loro terreni agricoli e a lasciare le loro case. Nel frattempo, Kil-nam ha una storia con una parrucchiera di nome Jin-ok, e Chun-sik è segretamente innamorato della signorina Yu (Kim Bo-yeon), che lavora come aiutante nel suo stesso negozio di barbiere. Duk-bae si ritrova oggetto dell'interesse di Chun-sun (Lim Ye-jin), la vispa e saggia sorella di Chun-sik, e di Myung-hi (Yoo Ji-in), una ragazza viziata dell'alta società. Ben presto Duk-bae impara che Myung-hi lo sta usando come fosse il suo giocattolo e Jin-ok scappa via lasciando Kil-nam al verde. Sebbene la signorina Yu tenga a Chun-sik, ella diventa l'amante del signor Kim (Choi Bul-am), un cliente abituale del negozio di barbiere, al fine di pagare le spese mediche del padre malato e le tasse scolastiche dei suoi fratelli.





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"Una commedia drammatica che descrisse le contraddizioni sociali nate da una rapida crescita durante il cambio di regime della Corea nel 1980, attraverso una rappresentazione realistica di giovani emarginati."

Good Windy Day è ambientato nel 1980, quando povertà e emarginazione si svilupparono nelle pieghe oscure della rapida crescita e dello sviluppo delle grandi città. Il fatto che il film sia stato girato nel momento storico in cui si svolse il Movimento di Democratizzazione di Gwangju e Chun Doo-hwan divenne presidente, ebbe un profondo impatto nella realizzazione del film. Il regista Lee Jang-ho rimase affascinato dalla narrativa rurale durante i suoi quattro anni di sospensione dall'industria del Cinema per uso di marijuana. Egli ricorda quel periodo come l'inizio del suo desiderio di creare veri e propri film realistici che riflettessero le reali condizioni sociali. Puntando i riflettori su coloro che erano stati emarginati dalla società e privati delle loro terre a causa dello sviluppo urbano, Good Windy Day espone le contraddizioni insite in una struttura sociale in rapida crescita e mostra una chiara coscienza di classe. Alla fine, dopo aver preso coscienza che la facoltosa Myung-hi si è divertita alle sue spalle, Duk-bae tiene per mano Chun-sun, che proviene dalla sua stessa classe sociale, mentre sta salutando Kil-nam. Questa scena finale dimostra efficacemente la loro coscienza di classe. Le battute tartagliate di Duk-bae, collocate nel genere della commedia drammatica, rivelano nella loro fedeltà e tragicità, la realtà difficile a cui devono far fronte questi personaggi. "Dobbiamo far buon viso a cattivo gioco, far finta di non vedere, non sentire e di essere muti," dice Duk-bae. Eppure la scena dell’incontro di pugilato di Duk-bae, che lo mostra al tappeto ma intento a rialzarsi di nuovo, come la canzone finale suggerisce, "Un nuovo vento sta soffiando, sta soffiando. Il vento sta soffiando, e il mio sogno sta crescendo", suona come una nota di tragica speranza. Riflettendo le realtà storiche di quei tempi attraverso le vite appassionanti degli individui emarginati, Good Windy Day è una gemma rara e preziosa del cinema coreano degli anni 80, dominato da film erotici e melodrammi romantici come risultato della “Politica delle 3 S” (sesso, sport, schermo) di Chun Doo-hwan.


Ahn Sung-ki, che debuttò in The Twilight Train (Hwanghon-yeolcha, 1957) di Kim Ki-young, fece il suo gran ritorno sul grande schermo proprio con Good Windy Day, dopo aver preso una lunga pausa tra scuola e servizio militare. Il suo successo nel reinventarsi come attore maturo in questo film, gli fece guadagnare il prestigioso Daejong Award come Migliore Attore Esordiente per la prima volta in 21 anni dal 1959.

Tratto da Korean Film Archive





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Regia e Sceneggiatura
Lee Jang-ho

Storia originale
Choi Il-nam

Interpreti
Ahn Sung-kee, Kim Seong-chan,
Lee Yeong-ho, Yu Ji-in


Corea del Sud, 1980, 113'



Altri film di Lee Jang-ho presenti su AsianWorld:

The Man With Three Coffins
Declaration of Idiot





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Per gentile concessione del Korean Film Archive, è possibile vedere il film in HD con i sottotitoli in italiano di AsianWorld. Buona Visione!







Sottotitoli





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#2 Hiroshi84

    Ciakkista

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Inviato 22 August 2014 - 09:57 PM

wow che bel film,
ma com'è che sono il primo a commentarlo?
Il film è molto piacevole,anche se confesso che all'inizio mi è stato un pò difficile seguirlo perchè facevo un pò di confusione con i personaggi (nonostante sono un fanatico del cinema coreano,faccio molto spesso fatica a memorizzare i nomi coreani),si insomma diciamo che tra di loro vi sono dei collegamenti del tipo:lei è sorella di....lui è innamorato di....lui lavora per.....
ma poi passata la prima mezz'ora i personaggi si riescono a memorizzare con facilità e la visione diventa via via scorrevole.
Non è la prima volta che il cinema coreano affronta le divergenze di coloro che avendo sempre vissuto nelle campagne trovano difficoltà di adattamento nelle grandi metropoli,in primis dovuto alla semplicità e alla genuinità dei campagnoli/provinciali contro la disumanità e superficialità della gente di città,anche se qui viene analizzato in particolar modo le vicende personali di questi provinciali venuti a lavorare in città, ognuno con i propri sogni da realizzare chi in cerca del vero AMORE e chi desidera invece sfondare nel mondo del LAVORO
Di tutti i personaggi il mio preferito è duk-bae mi ha particolarmente colpito la sua vicenda,ingenuo e umile e allo stesso tempo coraggioso e generoso.
Intenso e significativo il finale,che un certo senso dà un grande insegnamento di vita,insomma c'è una MORALE importante!

Altra cosa importante viene analizzata anche il discorso urbanizzazione dei quartieri ove una volta vi si trovava aperta campagna per poi divenire catrame e cemento (per dirla alla Adriano Celentano) portando cosi disgusto,disagio e problemi a molti non contenti di questo processo.
E una commedia nera,non c'è da ridere,ma solo da PENSARE

Messaggio modificato da Hiroshi84 il 22 August 2014 - 09:59 PM






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