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[RECE][SUB] Beau Travail


12 risposte a questa discussione

#1 Asaka

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Inviato 12 May 2012 - 03:00 PM

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Traduzione: Asaka


Versione: 1.37




Scheda, immagini e recensione a cura di Vasumitra



Scheda tecnica

Titolo: Beau Travail
Anno: 1999
Durata: 90'
Regia: Claire Denis
Script: Claire Denis, Jean-Pol Fargeau
Fotografia: Agnès Godard [César per la migliore fotografia nel 2001]
Distribuzione: Pyramide Distribution

Personaggi e interpreti

Denis Lavant (Galoup) Michel Subor (Commander Bruno Forestier) Grégoire Colin (Gilles Sentain) Richard Courcet (Legionnaire) Nicolas Duvauchelle (Legionnaire)


Sinossi

L'ex sergente maggiore Galoup (Lavant), oggi espulso dall'esercito, ricorda la sua esperienza nel deserto, in un avamposto della Legione francese. Le sue memorie rispecchiano un complesso intreccio di rapporti tra i legionari, in particolare il misto di gelosia, attrazione e conflitto verso il soldato Sentain (Colin).

Commento

Versione visionaria e ipnotica del racconto di Herman Melville Billy Budd, forse il più bel film di un'autrice maiuscola: Claire Denis. Come Leos Carax, che in Pola X ha riversato non la forma, ma la sostanza di un altro suo romanzo, il maledetto Pierre ou les Ambiguïtés, la Denis non sceglie un adattamento tradizionale, ma cattura alcuni bagliori, alcune coordinate del testo di partenza solo per rimescolarli nella propria visione quasi esoterica del cinema e seguire la strada tutta personale dei suoi racconti sempre di frontiera, dove più che lo svolgimento dei fatti conta una percezione tattile, quasi mistica, dove ciò che viene espresso da nervi, muscoli, sguardi, cambi d'umore e di postura, è quasi una massa di onde magnetiche che influenzano l'ambiente e dall'ambiente vengono influenzati.
Non importa tanto ciò che accade, ma ciò che sembra sempre sul punto di accadere.
Dei corpi dei legionari in Beau Travail viene offerta l'energia trattenuta, pulsante e tragica, una corrente elettrica di sensualità aspra che viene sublimata, negata e insieme esplicitata da una serie di esercizi fisici solenni come una danza o un rito ancestrale, ma anche dalle inadeguatezze, dalle vulnerabilità, dai silenzi e dalle pause, intervallati da sequenze surreali in cui il soldati stirano i loro abiti nella calura africana o si stagliano immobili nel ricordo di Galoup contro l'acqua, quasi come in una polaroid fabbricata dalla memoria. Stavolta non servono nemmeno i suoni languidi e malinconici dei Tindersticks, con i quali la Denis avrà un rapporto privilegiato lungo tutta la sua carriera, per riempire l'atmosfera elettrica, sospesa e densa che sostiene tutto il film.
Così la regista cuce un tessuto narrativo lirico sui corpi dei suoi attori (Grégoire Colin, volto affilato e ambiguo con la Denis da Nénette e Boni; uno sgualcito Michel Subor, che qui interpreta il comandante Bruno Forestier, in qualche modo sull'orlo di un crollo, un attore che sarà con la Denis anche in L'intrus; la bellezza angelico/luciferina di Nicolas Duvauchelle, che dal Piccolo Ladro di Zonca ha fatto molta strada con la Denis). E soprattutto Galoup, un meraviglioso Denis Lavant (attore amatissimo da Carax, e tra Carax e la Denis forse c'è più di qualcosa in comune) dimostrazione vivente che nel corpo di un vero attore si nasconde una specie di verità, anche spirituale, ma senza metafisica. Basti per tutte la sequenza finale, certamente una delle più esemplari del cinema degli ultimi anni e un modo sorprendente di utilizzare una inoffensiva hit da discoteca, cult degli anni '90, contrapponendole la devastante fisicità sofferta di Lavant. Non è la prima volta che la Denis si concentra sulla realtà del corpo come veicolo di contenuti, contenuto stesso (anche se in Beau Travail questo linguaggio trova espressione perfetta).Tutto il suo cinema è un viaggio alla ricerca di una bellezza dolorosa che non è facile nè patinata:

"I corpi delle attrici ma soprattutto degli attori nel cinema di Claire Denis sono una pagina di scritura: invece che imprimerci letteralmente sopra delle parole, come fa Greenaway, la regista francese li fa suoi, li possiede, ci fa sesso. L'erotismo dei corpi nei film di Claire Denis non è una questione di pelle nuda mostrata [...]. è l'erotismo del non conosciuto, della possessione e al contempo della libertà dell'io più incognito".

e ancora: "Il corpo sconvolgente e ferino di Béatrice Dalle, che sembra non farsi neanche toccare, figuriamoci filmare in maniera tradizionale, rappresenta per Claire Denis la bellezza: che è anche quella della leggera effeminatezza via via più matura di Grégoire Colin, della ruvidezza inquieta di Alex Descas, della sensualità senza nome di Isaach De Bankolé, dell'imperfezione stravagante di Vincent Gallo, di Valérie Lemercier e di Vincent Lindon, della mascolinità fuori forma di Michel Subor, fino alla depravazione profonda di Denis Lavant. Il tipo di bellezza che piace a Claire Denis non ha eguali, perchè non è bella, non subisce lo statuto di star (con realtivi strascichi di gossip), non crede nel make-up. A rendere belli un volto e un corpo nei film di Claire Denis è il fatto stesso di non imporsi allo sguardo, e di lasciare che la libertà del piacere possa far sua anche una bocca sporca di sangue e di carne strappata a morsi". *

Apparentemente succede poco; ma solo perchè è difficile esprimere razionalmente ciò che ci è accaduto o ciò che abbiamo sognato, al mattino dopo. Se ci si abbandona al suo ritmo, Beau Travail sa ripagare abbondantemente chi ne fa l'esperienza. Una visione consigliata soprattutto a tutti coloro che amano vivere il cinema come uno stato di trance e di contemplazione - uno dei pochi che ci sono ancora concessi :)



[* le citazioni in corsivo tra virgolette sono tratte dal volume monografico dedicato a Claire Denis dal Bergamo Film Meeting, a cura di Pier Maria Bocchi e Luca Malavasi)




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Ringrazio Vasumitra per l'ottima recensione e per tutte le splendide immagini che ha messo a nostra disposizione: grazie per l'aiuto nel presentare questo bellissimo film.

Se avete problemi nell'edicola, contattatemi pure pm.

SOTTOTITOLI


Allega file  Beau.Travail.ita.1.37.Asian.World.zip   8.89K   155 Numero di downloads


Messaggio modificato da Shimamura81 il 13 May 2012 - 06:02 PM


#2 fabiojappo

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Inviato 12 May 2012 - 06:22 PM

Grazie !

#3 LL ©

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Inviato 13 May 2012 - 02:51 PM

Mi incuriosisce assai!! Lo prendo! Grazie mille Asaka!

Ma dove sono i subs??
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Tomato kecchappu kôtei / Shūji Terayama / 1970

SOTTOTITOLI TRADOTTI PER ALTRO CINEMA
Honor de cavallería / Albert Serra / 2006 ◦ Un chapeau de paille d'Italie / René Clair / 1927 ◦ Thaïs / Anton Giulio Bragaglia / 1916

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#4 Asaka

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Inviato 13 May 2012 - 04:21 PM

Li upperà Shima appena possibile ;)

#5 Shimamura

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Inviato 13 May 2012 - 06:01 PM

Grazie asaka, subs uppati :em41:

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#6 LL ©

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Inviato 13 May 2012 - 07:39 PM

Yesss.. Grazie ancora!
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#7 Asaka

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Inviato 14 May 2012 - 10:46 AM

Grazie Shima per averli uppati :em69:

Questo film è realmente un'esperienza, come ha scritto Vasumitra in rece.
E Denis Lavant nel ruolo di Galoup è eccezionale; è un corpo attoriale, prima ancora che un interprete, di straordinaria fisicità.

#8 vasumitra

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Inviato 14 May 2012 - 06:16 PM

grazie lo dico io, ad Asaka, per i sottotitoli di questo stupendo film! :em41:
asilo sotto il mio passo tutto il giorno
i loro festini smorzati mentre la carne cade
erompendo senza paura né vento favorevole
le guantilope del senso e del nonsenso corrono
prese dai vermi per quel che sono


1935 samuel beckett

constant shallowness leads to evil

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#9 Asaka

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Inviato 17 May 2012 - 06:10 PM

Guarda, è stato davvero un piacere tradurlo; mi ha ricordato i tempi dell'università in cui traducevo Conrad, di cui qui non mancano, a mio avviso, delle suggestioni piuttosto forti.

Non avevo mai visto questo film, anche se da parecchio mi ripromettevo di farlo, per cui, senza la tua segnalazione, chissà quando mi sarei decisa! :)





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