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[RECE][SUB] The Temptation Of St. Tony


10 risposte a questa discussione

#1 Umberto D.

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Inviato 11 May 2012 - 07:50 AM

The Temptation Of St. Tony

(Püha Tõnu kiusamine)


Immagine inserita



Regia: Veiko õunpuu

Sceneggiatura: Veiko õunpuu

Fotografia: Mart Taniel

Musica: ülo Krigul

Durata: 110 min.

Anno: 2009

Paese: Estonia
Genere: Drammatico



Traduzione: Umberto D.
Recensione: Eraserhead (tratta dal blog Oltre il fondo)



Püha Tõnu kiusamine (2009) è un film di folgorante bellezza.
Basta poco (un bizzarro corteo funebre di herzoghiana memoria) per capire che il regista estone classe ’72 Veiko õunpuu ha talento da vendere. Come il suo collega e quasi connazionale Sharunas Bartas, egli propone una carrellata di esseri umani che difficilmente sembrano appartenere a tale categoria. Ma la tipica malinconia bartassiana qui viene sostituita da un surrealismo che incamera sequenza dopo sequenza misteriosi interrogativi a cui non è possibile dare risposta. Vieppiù che la regia di õunpuu risulta incredibilmente diversificata, per cui l’immagine passa da una sospensione piano-sequenziale degna del miglior Tarr a rabbiose accelerazioni estetiche che mozzano il fiato.
Ciò comporta un disorientamento tangibile, tuttavia la bussola per muoverci adeguatamente viene fornita fin da subito.

Immagine inserita

Eggià perché la chiave di lettura attraverso la quale comprendere l’opera risiede nelle parole di Dante sovraimpresse sullo schermo prima che tutto abbia inizio. Il primo verso della Divina Commedia delinea il quadro diegetico poiché abbiamo Tony, un uomo sulla quarantina, ricco, con un bel lavoro e una bella moglie, che si ritrova in una selva fatta di tenebra dove decine e decine di mani mozzate galleggiano sulla superficie paludosa. L’Inferno inizia da qui e senza cantiche o gironi la popolazione che lo abita non ha nulla da invidiare a quella narrata dal Sommo Poeta. Il problema, per il protagonista, è che i simili a cui va incontro non pagano nessun tipo di contrappasso ma anzi perpetrano il male imperterriti. Gli esempi si susseguono a ritmo incessante attraverso una progressione onirica di elevatissima densità; basta prendere il tizio sopravvissuto all’incidente che invece di invocare aiuto chiede se può sedersi nella lussuosa macchina di Tony. Questo episodio apre la strada ad altri di simile fattura dove la tesi del regista è quella di inscenare una sorta di martirio in cui il personaggio principale è l’UNICO a farsi delle domande di tipo etico (“cos’è la bontà?”), mentre il resto del mondo si interessa a tutt’altro: la polizia di frontiera, mai così estrema, adotta metodi poco ortodossi durante le interrogazioni, gli amici di Tony parlano di scambi di coppia e rabbrividiscono (giustamente, ve lo assicuro) alla visione di un barbone oltre la finestra, il proprietario della fabbrica licenzia i dipendenti per una piccolissima percentuale di difetto.

In questo percorso Tony non è solo. Egli trova in un cane, da lui ucciso e forse resuscitato per il suo pentimento, un Virgilio come guida e una Beatrice di bianco vestita come amore vero. Ma la debole presa di questi due personaggi rispetto all’angoscioso contesto che stritola ogni cosa fa sì che l’accompagnamento diventi una rincorsa, e così quando assistiamo al magnifico dialogo fra il sacerdote luciferino e il Nostro in cui si palesa l’assoluta latitanza di una fede, Tony si inoltra in un delirante sottomondo che lo porterà al totale smarrimento di sé.

Immagine inserita

Noterete che al pari, per esempio, di 4 (2005) l’esegesi del film si è trasformata pian pianino in una semplice descrizione. Questo perché aldilà della folgorante bellezza di cui prima, la pellicola è seriamente tortuosa, e di conseguenza lo è anche la sua interpretazione. Il cervello mi dice che l’impronta arty celi più del dovuto alcuni significati o mascheri l’assenza di essi, eppure la pancia mi urla forte che The Temptation of St. Tony è una grande opera pregna di Cinema e in qualche modo di attualità perché, ahimè, alla fine nessuno esce a riveder le stelle.


SOTTOTITOLI:

versione: HLS (697)


Allega file  The Temptation Of St. Tony.AsianWorld.zip   11.42K   239 Numero di downloads


Messaggio modificato da Shimamura81 il 11 May 2012 - 06:31 PM

La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut.

Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane,

tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia." Béla Tarr


#2 Shimamura

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Inviato 11 May 2012 - 06:30 PM

Grazie Umberto, non vedo l'ora di vederlo.
Nel frattempo allego i subs :em69:

Hear Me Talkin' to Ya



Immagine inserita



Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#3 fabiojappo

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Inviato 11 May 2012 - 08:06 PM

Grazie mille Umberto !

#4 LL ©

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Inviato 13 May 2012 - 01:26 PM

Davvero molto interessante! Le immagini poi sono bellissime. Grazie infinite Umberto D.!
SOTTOTITOLI TRADOTTI PER ASIAN WORLD
Tomato kecchappu kôtei / Shūji Terayama / 1970

SOTTOTITOLI TRADOTTI PER ALTRO CINEMA
Honor de cavallería / Albert Serra / 2006 ◦ Un chapeau de paille d'Italie / René Clair / 1927 ◦ Thaïs / Anton Giulio Bragaglia / 1916

"Le cinéma est une invention sans avenir" (Louis Lumière)

Decorato al petto di rarissima medaglia di Uomo Tette™ dal Reverendo lordevol in data 08/07/2013

#5 *StevE*

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Inviato 17 May 2012 - 08:00 PM

Grazie mille anche da parte mia per la proposta, sembra bellissimo!

#6 mariolini

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Inviato 19 May 2012 - 02:09 PM

Grazie Umberto! :em83:

#7 vasumitra

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Inviato 19 May 2012 - 03:58 PM

sembra eccezionale. e il riferimento a bartas aumenta la voglia di vederlo! grazie
asilo sotto il mio passo tutto il giorno
i loro festini smorzati mentre la carne cade
erompendo senza paura né vento favorevole
le guantilope del senso e del nonsenso corrono
prese dai vermi per quel che sono


1935 samuel beckett

constant shallowness leads to evil

Immagine inserita

#8 Umberto D.

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Inviato 20 May 2012 - 11:44 AM

Visualizza Messaggiovasumitra, il 19 May 2012 - 03:58 PM, ha scritto:

sembra eccezionale. e il riferimento a bartas aumenta la voglia di vederlo! grazie

Già, Bartas è un grande! uno dei registi più stimati del cinema baltico.
volevo sottotitolare Koridorius, ma non trovavo da nessuna parte i sub, poi finalmente mi sono accordo che non ci sono perchè non ha dialoghi :em16:

La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut.

Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane,

tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia." Béla Tarr


#9 Sazuke

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Inviato 20 May 2012 - 05:59 PM

Visualizza Messaggiovasumitra, il 19 May 2012 - 03:58 PM, ha scritto:

il riferimento a bartas aumenta la voglia di vederlo

Sì, ma c'è anche una vena di umorismo (disperato) che mi ricorda quello di Roy Andersson.
Consiglio fortemente anche il precedente film di Õunpuu Sügisball, meno ambizioso di questo ma forse più diretto.

Grazie Umberto!!!





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