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[RECE][SUB] Osaka Elegy


9 risposte a questa discussione

#1 anna 90

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Inviato 31 January 2012 - 01:06 PM

Osaka Elegy

浪華悲歌 (Naniwa Ereji)


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Regia: Kenji Mizoguchi

Sceneggiatura: Kenji Mizoguchi,

Yoshikata Yoda


Anno: 1936

Nazione: Giappone

Genere: Drammatico

Durata: 71 min

Cast: Isuzu Yamada, Yoko Umemura, Chiyako Okura


Trama


Naniwa hika1 (uno dei diversi titoli del film) racconta la storia di una donna. Murai Ayako, interpretata da un'immensa Yamada Isuzu e la sua discesa all'inferno per pagare i debiti di famiglia.
È con questo film che Mizoguchi avvia la sua personale analisi della condizione femminile, riuscendo a realizzare grazie alla sua ottima regia ed alla straordinaria interpretazione della Yamada, un capolavoro senza tempo.


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Fin dall'inizio gioca con le contraddizioni. Ci mostra una città, Osaka, moderna, scintillante e con essa la sua gioventù, vestita all'occidentale, impomatata ed anch'essa alla ricerca della propria “modernità”. Ma non è così semplice, perché al di sotto di tutto questo vi è una società fortemente gerarchizzata, maschilista e fondata su valori che sono antichi e indefettibili, come il dovere di provvedere ai propri genitori, qualora ce ne fosse bisogno, a costo di qualunque sacrificio.

Fortemente influenzato dall'esperianza personale dell'aver visto la propria famiglia vendere come geisha la sorellina Suzu2, in Osaka Elegy Mizoguchi mette alla berlina una società che predilige l'uomo, non lesinando a sacrificare le donne in nome di una ideologia che oramai non sembrava più avere alcun fondamento. È un ambiente in cui gli uomini mantengono il controllo su tutto ed alle donne non resta altro che aspettare e subire. È il regno degli uomini, un'illusione potente, costruito come un giocattolo bellissimo fatto di porte scorrevoli, pareti di carta, e partizioni sottili, gli ambienti interni che appaiono labirintici e senza tempo attraverso l'uso da parte del regista dei campi lunghi. Alle donne invece il compito di inginocchiarsi continuamente, camminado dietro gli uomini. Ma l'illusione funziona in entrambi i modi, e spesso questa paventata “grandezza” maschile non serve ad altro che a mascherare la loro piccolezza e la propria soggezione nei confronti di quelle stesse donne che credono di avere sotto il proprio giogo. Ed è lo stesso regno che impone ad Ayako/Yamada di essere una figlia obbediente, una sorella responsabile, una lavoratrice ligia al dovere e se ce ne sarà l'occasione anche una moglie devota.

Ma sono tuttavia posizioni incompatibili tra di loro...


Il film, girato in soli venti giorni e con un budget poverissimo, si pone altresì in controtendenza rispetto al cinema popolare nipponico in quegli anni, per lo più a carattere propagandistico e militarista3. Non deve pertanto stupire la poco calorosa accoglienza da parte delle Istituzioni, che vi ravvisarono una forte critica a quei valori sociali, antichi e radicati, di cui il Giappone si faceva portatore quali simboli della propria superiorità sociale e/o culturale in Oriente e sull'Occidente.
Il film ebbe tuttavia ripercussioni importanti e segnò l'avvio, tra l'altro, della collaborazione ta Mizoguchi e lo sceneggiatore Yoda Yoshikata, sodalizio che porterà i due a realizzare alcuni dei più grandi film della storia del Cinema giapponese e non solo.
Osaka Elegy rappresenta una delle punte del cinema di Mizoguchi, oltre che una delle perle più splendenti del cinema nipponico.
È il punto d'inizio migliore per chi non conosce ancora il cinema di Mizoguchi e un'occasione imperdibile per chi finora ha creduto che Mizoguchi fosse solo I racconti della luna pallida d'agosto o Vita di Oharu.
Per tutti gli altri sarà invece soltanto quello che è: un film bellissimo... il cinema.


Mizoguchi Kenji

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Mizoguchi Kenji nasce nel 1898 a Tokyo, nel distretto di Hongo. Il padre è un piccolo artigiano che getta l'intera famiglia nella povertà più nera per un progetto che si rivela fallimentare (vendere impermeabili alle truppe durante la guerra contro la Russia 1904-05), per sopravvivere si sposta nel quartiere di Asakusa, luogo di concentrazione di teatri popolari oltre che di artisti squattrinati ed è costretto a vendere la propria figlia quattordicenne Suzu come geisha. Kenji porterà sempre ricordo di questi avvenimenti, anche per l'artrite di cui incomincia a soffrire proprio a quel tempo.

La morte della madre quando Mizoguchi ha 17 anni costringe il giovane a trovare lavoro come decoratore di stoffe e solo grazie ai sacrifici della sorella cui sarà attaccato per tutta la vita, riesce a riprendere gli studi già abbandonati a 13 anni (per lavorare in ospedale). A 19 anni lavora nella pubblicità e nel tempo libero di dedica ad organizzare gruppi teatrali. A 22 anni entra nel cinema come attore4 e nel breve giro di un biennio dirige il suo primo film.

Nel 1925 avrà già diretto più di 30 film, di soggetti alquanto disparati, da film d'ambientazione contemporanea (gendai geki) a film storici (chambara), a film didattici o tratti dalla letteratura occidentale. Ben poco rimane di tutto questo per una serie di fattori determinanti nella storia del primo cinema giapponese. Nel 1923 un tremendo terremoto distrugge gran parte degli archivi (e della città di Tokyo) delle case di produzione, motivo per cui la Nikkatsu e la Shochiku trasferiscono le loro sedi nel Kansai e riprendono a pieno ritmo la produzione. Negli anni seguenti saranno il bombardamento di Tokyo durante la Seconda Guerra Mondiale e la naturale umidità del clima a fare il resto riducendo di moltissimo i reperti dell'epoca.

Mizoguchi Kenji inizia dunque la sua carriera in un momento di grande fermento per l'industria cinematografica e si fa le ossa con una serie molto disparata di film, ma deve attendere fino al 1936 con Naniwa hika (Osaka Elegy) per riuscire a realizzare un opera sentita personalmente e per poi proseguire su quello stesso cammino Gion no shimai (Le sorelle di Gion) nel medesimo anno. È qui che incomincia realmente ad affacciarsi la poetica mizoguchiana ed qui che incomincia ad affermarsi il suo stile, caratterizzato da un uso quasi ossessivo del piano sequenza e da una contaminazione visiva che risente fortemente di influenze pittoriche, in primis dell'ukiyo-e.


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La Guerra lo costringe nuovamente a venire a patti con le necessità del tempo ed è costretto a realizzare, quasi controvoglia ma con piglio tutto suo, alcuni film d'ambientazione storica “favorevoli alla politica del tempo” tra cui spicca per splendore Genroku Chushingura (La Vendetta dei 47 ronin), film in due parti del 1941-42. Al termine dello scontro bellico il regista torna a dedicarsi ai temi prediletti, prima nella forma del dramma contemporaneo e poi, verso il finire della carriera con i riconosciuti capolavori d'ambiente storico; ricopre anche la carica di presidente del Director's Guild of Japan (1937-43 e 1949-55).
Inizia ora il suo periodo di gloria, grazie al successo riscosso da Rashomon di Kurosawa Akira nel 1951 alla Mostra del cinema di Venezia, il mercato occidentale apre ai registi dell'estremo oriente e conferisce riconoscimenti alle ultime opere di Mizoguchi.
Sono gli anni di Saikaku ichidai onna (Vita di Oharu, 1952)5, che ragala al modo una delle più straordinarie figure femminili della storia del cinema, interpretata dalla immensa Tanaka Kinuyo, e di Ugetsu monogatari (Racconti della luna pallida d'agosto, 1953). Ugetsu è uno dei massimi capolavori della storia del cinema. Sullo spunto di una raccolta di
novelle del XVI secolo6, Mizoguchi si muove in un mondo sospeso, dove i destini di uomini dilaniati dalla violenza e dalla sete di potere si incrociano con quelli di donne che cercano disperatamente di emanciparsi dal loro duro servaggio. Realtà e sogno si intrecciano con grande potenza figurativa e spesso assumono la dimensione dell'incubo. Ne risulta una graffiante demitizzazione di almeno un paio di figure cruciali della tradizione storico-leggendaria giapponese: quella del samurai-eroe, che qui si mostra in tutta la sua inumana ferocia, e quella della nobile fanciulla innocente, che si rivela una strega crudele.


Nel 1954 Mizoguchi parte da un'altra opera letteraria per realizzare Chikamatsu monogatari(Gli amanti crocifissi) preceduto solo qualche mese prima da un altro dei suoi capolavori: Sansho Dayu (L'intendente Sansho). Se quest'ultimo risulta incentrato sull'ossessione del potere e il conflitto tra innovazione e tradizione, il primo, che racconta una storia d'amore impossibile, risulta un'opera strutturata sulla base di immagini di evidente derivazione pittorica, perfettamente incastonate in una serie di piani-sequenza di rara forza espressiva, dove dominano la gestualità, le espressioni sottilmente erotiche dei volti, l'essenzialità dei dialoghi.
L'ultimo film completo di Mizoguchi a noi giunto, riprende i temi a lui cari della condizione femminile nel Giappone contemporaneo. Akasen chitai (La strada della vergogna, 1956) non solo è una delle sue opere migliori, ma anche una delle più drammatiche della carriera del grande regista.
Muore di leucemia nel 1956 a Kyoto.




[1] Naniwa è l'antico nome di Osaka.
[2] Pochi sanno che dopo la morte dei genitori la giovane mantenne Kenji e soltanto il suo matrimonio con un ricco benefattore permise al regista di continuare i propri studi registici.
[3] Siamo negli anni della guerra in Manciuria.
[4] Mizoguchi incomincia la propria carriera come onnagata, cioè come attore che interpreta ruoli femminili, dato che in quegli anni, così come nel teatro kabuki, era impedito alle donne, per ragioni di ordine pubblico, più che morali, di recitare.
[5] Ihara Saikaku, Vita di una libertina, ES, è il testo che ha ispirato il film.
[6] Ueda Akinari, Racconti della pioggia e di luna, Marsilio.


Sottotitoli a cura di SubSoup

(su facebook)


Traduzione di anna 90
Revisione di fabiojappo
Recensione di Shimamura81

(Versione: Wrd)



Allega file  Osaka.Elegy.AsianWorld.V2.zip   19.51K   27 Numero di downloads



BUONA VISIONE


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Messaggio modificato da fabiojappo il 05 February 2014 - 04:53 PM

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#2 bowman

    Cameraman

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Inviato 31 January 2012 - 02:19 PM

Grazie mille! Non lo perdo... :happy:
Sottotitoli per Altro Cinema: Spalovač mrtvol, Golem, Sanatorium Pod Klepsydra, Vtáčkovia, siroty a blázni, Das schloss , Postava k podpírání , PrevraŠčenije, Mucedníci lásky, Posetitel Muzeya, Kinetta, O slavnosti a hostech, Iavnana, Pokój saren, Amerika, Sami, Menschenkörper, Klassenverhältnisse, Woyzeck, De grafbewaker, Muukalainen, Na wylot, Zbehovia a pútnici, Cztery noce z Anna, Kynodontas, Katalin Varga, Gyerekgyilkosságok, Liverpool, Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, Höhenfeuer, La Chevelure, La ville des Pirates, Szegénylegények, PVC-1, Die Verwandlung, Adoration, Zamok, Las, Toute une nuit, Ohio Impromptu, Catastrophe, Die Linkshändige frau, Mange, ceci est mon corps , L'evangile du cochon créole, A erva do rato, Le puits et le pendule, Gospodin Oformitel, Traumstadt, Fövenyóra, Le professeur Taranne, L'imitation du cinéma, Büntetőexpedició, Pőrgu, Cuadecuc, vampir, Stićenik, Filme do Desassossego, Tren de sombras, Schakale und Araber, Estorvo, O cerco (traduzione di Polax), Ha'Meshotet, What Where, Rockaby, Come and go, Naufragio, Barăo Olavo, O Horrivél, La influencia, Zirneklis, La femme 100 tętes, Alpeis, Szürkület, V gorakh moyo serdtse, Brillianty. Pokhischenie, Basta, Devyat Sem Sem, Two Gates of Sleep, Saç, You Are Not I, Sevmek zamani, Koniec świata, Poyraz, Mikres eleftheries, Uncut family, Que hay para cenar, querida?, Els Porcs, Ice cream, La invención de la carne, Dafnis y Cloe, Swedenborg, Ombres de foc, A zona, Ja tože choču, Tokyo Giants, Raoul Servais, l'Intégrale des courts métrages, Prostaya smert, Hitparkut

Sottotitoli per AsianWorld: Jao nok krajok, Hagane, Hako



...fredde luci parlano...


#3 Shimamura

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Inviato 31 January 2012 - 02:44 PM

Grazie dei subbi annarè :em41:

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#4 fabiojappo

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Inviato 31 January 2012 - 03:08 PM

Super-anna !

Un gran bel Mizoguchi con una superlativa Isuzu Yamada.

#5 Dan

    It’s Suntory Time!

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Inviato 31 January 2012 - 04:23 PM

Must!

#6 Cignoman

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Inviato 31 January 2012 - 07:48 PM

Grazie infinite ! ! ! Non vedo l'ora!

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#7 Tyto

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Inviato 01 February 2012 - 10:03 AM

Qui si fa sul serio! Grazie infinite!
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#8 Umberto D.

    Microfonista

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Inviato 01 February 2012 - 01:25 PM

grazie mille a trutti e tre! :em48: questo non me lo perdo per nulla al mondo!!

La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut.

Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane,

tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia." Béla Tarr


#9 Asaka

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Inviato 01 February 2012 - 03:20 PM

Grazie a tutti e tre, ragazzi!! Per la proposta, per i sub, per la rece... :em66:





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