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[NEWS] Far East Film Festival 14 (20-28 aprile 2012)


136 risposte a questa discussione

#118 Tanaka

    L'uomo che non ride mai

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Inviato 05 May 2012 - 01:12 PM

La polvere di stelle del FEFF si è ormai depositata come nelle palle di vetro con la neve.

Classifica.

Primo posto
La compagnia.
Aver trascorso questa settimana e condiviso scranni, pasti, impressioni, passeggi, emozioni, foto, freddo, molestie, incidenti, con gli amici nuovi e di sempre fa la differenza tra onanismo e Illuminazione.

- Il grosso® ed eroico Lord (per la cronaca ha fatto avanti e indietro Mestre\Udine ben quattro volte), con il suo entusiasmo, l’erotismo passe-partout e le sue cronache fotografico\sentimentali.

- Il novizio Sobek, uomo davvero affascinante, con la sua immensa sapienza cinefila (e pure cinofila), in fuga dalla capitale per rendere edotti voi, popolo affamato e rosicone, delle meraviglie trascorse nello schermo del Teatro. Un’affinità e simpatia immediate ma, si sa, non ci s’incontra per caso.

- l’ecumenico Paolone, presente anche nell’assenza, vero uomo di mondo festivaliero che conosce tutti, conosce tutta la Cina, conosce qualcuno che ha visto “Fireball” più volte di lui. Il FEFF senza lui, non sarebbe FEFF e le telecamere non saprebbero su chi spaziare.

Ma insieme agli assidui compari, devo ricordare il piacere di vedere gli altri AW addicted apparire tra una proiezione e l’altra; tra tutti, l’iconica Smilla nella smoking area e la giovanissima® Momoko, con il consueto look casual festivaliero, ma che ha promesso di presentarsi l’anno prossimo “in tiro” coi tacchi.

Rammarico per chi non si è mostrato. Non siate timidi. Mai più.


Secondo posto.

L’ambiente.

Non mi dilungherò su questo punto, così magistralmente illustrato da Lord e Sobek.

In breve: il FEFF è ‘cool’.


Terzo posto.

I film.

Pur mancando l’outsider pigliatutto, l’offerta cinematografica di quest’anno mi è piaciuta. Grande delusione per la rappresentanza giapponese che ha offerto solo “Thermae Romae” come simulacro edulcorato e colorato della follia creativa che ha sempre contraddistinto molte delle produzioni degli scorsi anni. La mia identificazione con le storie di “Love strikes” e “Afro Tanaka” non bastano ad innalzare il giudizio complessivo piuttosto basso.

Tra i coreani, all’atroce “Silenced”, ho preferito forse le commedie “Sunny” e “Punch”. Mettendo insieme le gag dei due, ci si poteva ricavare un nuovo “The foul king” che avrebbe sbaragliato tutti.

Il filmone di guerra l’ho trovato indigesto, retorico e piatto. Non ne capisco il successo.

Questa edizione ha visto la Cina trionfare.

Avrei fatto vincere, nella categoria drammatica, “One mile above” e avrei dato un premio speciale opera prima a “The song of silence”. (Se il giovane regista riesce a trovare una poetica un po’ più personale, meno kimkidukkiana, potrebbe riservare belle sorprese, nell’avvenire. Stoffa a rotoloni, come la carta igienica).

Nella categoria commedia avrei fatto vincere “The great magician”. Un piacere per la mente e per gli occhi, come ha detto qualcuno.

Premio “Tucci” a “A kick from Heaven” per il valore etnografico del film e premio “Savonarola” all’ironico e iconoclasta “The Woman in the septic tank” per aver sbeffeggiato la critica e i festival occidentali, i registi “da festival”, le prime donne che s’impadroniscono dei film e le pubblicità occulte.


L’amore ai tempi di Fukushima.

Come risulta evidente da molte delle commedie visionate, l’happy ending tradizionale, con lui e lei che si (ri)congiungono dopo avere sbaragliato equivoci, conflitti e avversità è ormai tramontato. La felicità non è più nel trionfo dell’amore tra le braccia di un altro\a ma nella risoluzione di una crisi di carattere personale, in una (nuova?) presa di coscienza di sé e dell’altro da sé. Emblematico è il finale nerd dello sfigatissimo Afro Tanaka, dove la fine del sogno di (a)coppia(rsi), fallito per il solito problema dei tempi in amore, sublima nella ritrovata amicizia e senso di appartenenza al gruppo dei vecchi compagni di scuola.

Il cinema riflette la realtà. Gli eroi solitari in cui identificarsi sono scomparsi da un pezzo per lasciare posto alle storie corali. Anche le storie d’amore classiche stanno svanendo, riflettendo una disgregazione più interiore che sociale. La colla umorale dei corpi si è sciolta nei solventi elettronici delle relazioni virtuali. I prossimi lieto fine saranno dei suicidi spettacolari?


Il Viaggio nel Festival.

Se non fossi nichilista e cinico, imporrei il FEFF come obbligo didattico per le scuole secondarie. Immergersi per una settimana in queste culture così lontane e scoprire quanto siano, in realtà, vicine, allarga gli orizzonti così sapientemente ristretti dai nostri sistemi educativi. Spostarsi fisicamente (perché il cinema è una realtà fisica) in spazi e situazioni che non potremmo diversamente immaginare è un’esperienza che produce cambiamento, come qualunque altro vero Viaggio, sia corporeo che interiore. Anzi, forse lo specifico del Festival si situa proprio a metà tra le due tipologie e ne crea una terza in cui, tra l’ineluttabilità della presenza nel luogo e lo sforzo meditativo, lascia alla sensibilità personale la possibilità di cogliere o perdere l’Esperienza. Un po’ come avviene per l’LSD che si può vivere da coglione per vedere i colori alterati e le allucinazioni o usare come chiave per sperimentare altri stati di coscienza.


Concludo il sermone postando anch’io un’immagine.


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Di notte, alcune strade di Udine brillano...


Messaggio modificato da Tanaka il 05 May 2012 - 03:29 PM


#119 Smilla

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Inviato 05 May 2012 - 01:20 PM

Visualizza MessaggioTanaka, il 05 May 2012 - 01:12 PM, ha scritto:

Di notte, alcune strade di Udine brillano...


Splendido Tanaka




She tries not to shatter,
kaleidoscope style,
Personality changes behind her red smile
Every new problem brings a stranger inside
Helplessly forcing one more new disguise
Christine-the strawberry girl
Christine-banana split lady

#120 sobek

    雪狐

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Inviato 05 May 2012 - 01:55 PM

Lo ammetto senza falsi pudori: amo la sottigliezza dialettica di quest'uomo sopra ogni altra cosa; vero, le affinità elettive esistono e peccato solo non esserci incontrati prima, ma dobbiamo avere fiducia nel fato, come insegnano i vecchi saggi :)

#121 lordevol

    Turbo Pucci Love Suntory revolution®

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Inviato 05 May 2012 - 06:20 PM

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L’amore ai tempi di Fukushima sarebbe stato un capitolo difficile da decifrare senza averne parlato a voce.

E' bello sapere che l'arte cinematografica asiatica non percorre le decadi col paraocchi




Visualizza Messaggiosobek, il 05 May 2012 - 01:55 PM, ha scritto:

amo la sottigliezza dialettica di quest'uomo sopra ogni altra cosa


Più della suo innato erotismo?



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For those who believe®


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in Kimmy Dora


#122 paolone_fr

    GeGno del Male

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Inviato 06 May 2012 - 12:51 PM

Visualizza MessaggioTanaka, il 05 May 2012 - 01:12 PM, ha scritto:

L’amore ai tempi di Fukushima.

Come risulta evidente da molte delle commedie visionate, l’happy ending tradizionale, con lui e lei che si (ri)congiungono dopo avere sbaragliato equivoci, conflitti e avversità è ormai tramontato. La felicità non è più nel trionfo dell’amore tra le braccia di un altro\a ma nella risoluzione di una crisi di carattere personale, in una (nuova?) presa di coscienza di sé e dell’altro da sé. Emblematico è il finale nerd dello sfigatissimo Afro Tanaka, dove la fine del sogno di (a)coppia(rsi), fallito per il solito problema dei tempi in amore, sublima nella ritrovata amicizia e senso di appartenenza al gruppo dei vecchi compagni di scuola.

Il cinema riflette la realtà. Gli eroi solitari in cui identificarsi sono scomparsi da un pezzo per lasciare posto alle storie corali. Anche le storie d’amore classiche stanno svanendo, riflettendo una disgregazione più interiore che sociale. La colla umorale dei corpi si è sciolta nei solventi elettronici delle relazioni virtuali. I prossimi lieto fine saranno dei suicidi spettacolari?


quoto.
infatti più mi ci distacco e più vedo bene che afro tanaka è stato il Film Simbolo® del FEFF2012, quello che ne ha delineato il mood e tracciato i confini. anche per la sua capacità di inscriversi a fuoco nelle storie personali di tutti noi suoi spettatori.
perchè alal fine c'è un Tanaka afro in tutti noi.

#123 François Truffaut

    Wonghiano

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Inviato 06 May 2012 - 01:34 PM

Anch'io vi faccio i complimenti per i resoconti: oltre a divertirci come capita di rado sul forum, ci avete fatto sentire meno lontani da Udine. Mitici! :em83:

Nuovo Cinema Taiwanese su AsianWorld

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)

#124 baronebirra

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Inviato 09 May 2012 - 10:55 AM

Visualizza MessaggioFrançois Truffaut, il 06 May 2012 - 01:34 PM, ha scritto:

Anch'io vi faccio i complimenti per i resoconti: oltre a divertirci come capita di rado sul forum, ci avete fatto sentire meno lontani da Udine. Mitici! :em83:

quoto in pieno,siete mitici! :em83: :em83: :em83:

#125 Tanaka

    L'uomo che non ride mai

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Inviato 15 May 2012 - 08:57 AM

"Preparate le vie del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, ogni burrone sia riempito, ogni monte sia abbassato..."
Udite, udite!
Ieri, sui RAI Movie, all'interno della rubrica "Ladri di biciclette" dedicata al FEFF, non si è visto Paolone in nemmeno un fotogramma!
Solo Sobek di sfuggita.
E' inquietante quasi quanto la pioggia di rane...
Per comprendere quale sarà il nostro futuro escatologico, la controprova di stasera 15 aprile sui RAI 4, ore 23 per "Wonderland" è fondamentale.
Aguzzate tutti la vista e preghiamo affinché l'ordine naturale delle cose sia ripristinato...

#126 François Truffaut

    Wonghiano

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Inviato 15 May 2012 - 11:23 AM

Visualizza MessaggioTanaka, il 15 May 2012 - 08:57 AM, ha scritto:

Per comprendere quale sarà il nostro futuro escatologico, la controprova di stasera 15 aprile sui RAI 4, ore 23 per "Wonderland" è fondamentale.
Aguzzate tutti la vista e preghiamo affinché l'ordine naturale delle cose sia ripristinato...

JOHNNIE TO E IL FAR EAST FILM FESTIVAL 14 A “WONDERLAND”
SU RAI 4, MARTEDÌ 15 MAGGIO ORE 23:00

Il maestro del cinema di Hong Kong e il Far East Film Festival di Udine saranno alcuni dei temi approfonditi nella puntata di WONDERLAND,

trasmissione di culto di Rai 4 per chi ama il cinema, le serie TV, i videogiochi e la fantascienza



Trasmissione di culto di Rai 4 che racconta il cinema, le serie tv, i videogiochi, i comics e l’universo della fantascienza come nessuno ha fatto mai, Wonderland da appuntamento domani martedì 15 maggio alle ore 23.00 con una puntata tutta dedicata al Far East: sì, perché sotto i riflettori ci saranno il regista e produttore Johnnie TO e il Far East Film Festival di Udine che proprio quest’anno, nella sua quattordicesima edizione, ha insignito il maestro del cinema di Hong Kong del premio alla carriera.
Dopo una ricca Copertina sulle più interessanti novità dell’edizione 2012 del più importante festival di cinema popolare asiatico, i riflettori di Wonderland punteranno su Mr. Johnnie TO che nel corso di un’intervista racconteràil suo immaginario, l’amore per i gangster movie, la società e l’industria cinematografica cinese e di Hong Kong. Ma non solo. Al più illustre interprete del noir hongkonghese e alla sua leggendaria trilogia gangsteristica, composta da The Mission (1999), Exiled (2006) e Vendicami (2009) - omaggio appassionato al caposcuola del genere Jean-Pierre Melville - sarà dedicata anche la rubrica Mainstreaming: viaggi multimediali tra i nuovi universi del crimine.
L’indagine sul noir e i crime movies di Wonderland si completerà con il consueto Dizionario del crimine: sotto la lenteci sarà ancora la parola“Serial killer”,figura classica del crime che nell’ultimo trentennio ha sfornato Hannibal Lecter (Brian Cox in Manhunter e Anthony Hopkins ne Il silenzio degli innocenti), le simbologie di Seven, lo yuppismo reaganiano di American Psycho, gli integralismi religiosi in stile Bush Jr. di Frailty e, più recentemente, i diabolici protagonisti di noir francesi come Roberto Succo e Scènes de crimes.
Wonderland Crime
In replica, martedì 15 maggio, alle 02:35
lunedì 21 maggio, alle 00:45

Nuovo Cinema Taiwanese su AsianWorld

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)





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