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[NEWS] Far East Film Festival 14 (20-28 aprile 2012)


136 risposte a questa discussione

#91 Akira

    Undertaker

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Inviato 29 April 2012 - 01:12 PM

Abbiamo potuto apprezzare gelosamente l'underwear della cantante tra 4 accordi in croce che anche la nipotina di lord è in grado di eseguire. ma alla fine ci piacciono così. soprattutto la differenza tra le tipi stordito fuori dal teatro e le scatenate sul palco . sempre stoedite. a breve filmato con loro esibizione
in saluto agli irriducibili lord, paolone smilla momoko barone sobek e il filosofo tanaka compagno di chilometri e chilometri che hanno consumato stuoli di suole. al prossimo anno!

#92 Mr. Noodles

    Operatore luci

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Inviato 29 April 2012 - 06:59 PM

Visualizza MessaggioTanaka, il 29 April 2012 - 01:11 PM, ha scritto:



@Mr. Noodles: la mia mente sta svanendo o non ti sei palesato? E pecchè?

perché non entravo sul forum da prima della partenza e durante la mia permanenza udinese non c'ho pensato -.- era la mia prima volta al FEFF e mi avrebbe fatto piacere, vedremo per il prossimo anno a questo punto :(

#93 Alcor

    Microfonista

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Inviato 30 April 2012 - 09:31 AM

Il Festival aperto con discorso polemico sui tagli, si chiude con l'assenza del sindaco in platea e con saluto commosso della presidentissima che però assicura che ci sarà una 15a edizione, magari ridotta.
Passiamo ai film, che è meglio.

Sunny il regista di Scandal Makers confeziona un'altra buona commedia mainstream divertente e pucciosa. Musichette anni '80 paracule (su tutti Reality e Time After Time), ma in generale un bel lavoretto 3/5

Hard Romanticker Dopo il dolce c'è l'amaro. Una gangster comedy giapponese violenta e fumettosa. Matsuda Shota (protagonista anche del bellissimo Afro Tanaka) è bravissimo nei panni del boss di quartiere che gira in scooter e si innamora di una ragazzetta liceale. Finale tutt’altro che consolatorio 4/5

Warriors Of the Rainbow Kolossal epico taiwanese passato anche a Venezia in versione più lunga. Il film migliore che ho visto al festival, un mix di Apocalypto, Braveheart e 300. Proiettato ovviamente alle 9 di mattina di sabato 5/5

The Man Behind The Courtyard House Un Simon Yam rigido come un baccalà non riesce a far decollare questo horror-thriller hongkonghese insipido 2/5

Fresh Wave Carini i mediometraggi sponsorizzati da Jonnie To, ma nulla di eccezionale. 3/5 per July 1st, An Unhappy Birthday e The Decisive Moment, 2/5 invece per Sew e 1+1.

Dangerously Excited stavolta viene dalla Corea la commedia musicale. Tranquillo impiegato si ritrova suo malgrado ad aiutare una band di ragazzini, e ci prende gusto. Passatempo 2/5

Thermae Romae prevedibilmente porta a casa il premio Mymovies. Tratto da un manga, ne eredita la struttura ripetitiva delle scene che alla lunga rischiano di annoiare. Visto il soggetto poteva venirne fuori una cosa veramente orrenda, invece si lascia guardare e strappa risate. 2/5

Nightfall Tra i pochi film dignitosi di Hong Kong, grazie soprattutto al solito immenso Nick Cheung. Un thriller bello teso, un po' troppo forzato nella sceneggiatura, ma dal buon impatto 3/5

Love Is Not Blind commedia romantica cinese pallosissima sulla solita wedding planner scaricata dal fidanzato a pochi giorni dalle nozze. Noia noia noia 1/5

Love Strikes! commedia romantica stavolta dal Giappone, in chiave decisamente comica. Anche in questo caso il soggetto è trito e ritrito. Il protagonista è un nerd trentenne che cerca di perdere la verginità. Discreto divertimento, ma dura decisamente troppo 2/5

Rent-A-Cat alla terza volta che si sente "Rent a nekooo! Neko, neko" le palle iniziano a girare, per poi cadere per la ripetitività delle sequenze. Temevo finisse a podio, pericolo sventato 2/5

You Are The Apple Of My Eye la giornata del romanticume prosegue con questa pellicola taiwanese. Classica vicenda di coppietta che si frequenta al liceo, si perde di vista all'università per poi ritrovarsi alcuni anni dopo. Una discreta esecuzione e il finale non banale gli meritano un voto in più 3/5

Moby Dick thriller giornalistico in cui i reporter fanno il mestiere dei poliziotti. Intrigante il giusto, ben interpretato, ma poi alla fine non ti lascia sensazioni particolari 3/5

Romancing In Thin Air Johnnie To ha bisogno di soldi? Perché rovinarsi una solida filmografia con pellicole del genere? Lui se ne va dalla sala appena comincia il film. Era il suo compleanno, c'era la torta ad aspettarlo. il sospetto però è che pure lui sapesse che il suo film è una cagata pazzesca. 1/5

The Front Line war movie coreano che riporta alla normalità il livello di zuccheri di una giornata segnata da ben 4 commedie romantiche. Le scopiazzature da Full Metal Jacket e Platoon non si contano, ma il film è bello teso e sanguigno, con la consueta riflessione sull'assurdità di una guerra tra coreani del nord e del sud 4/5

Kentut Kusumadeva risponde alla demagogia politica con una grossa scoreggia. L'ambientazione è prevalentemente ospedaliera, come nel precedente Identitas, rispetto al quale risulta più ironico ma meno allucinante e visionario. Un passo indietro 2/5

The Great Magician grandissimo cast al servizio di un discreto blockbuster da intrattenimento. La storia ricorda un po’ The Illusionist. Buon passatempo 3/5

Song Of Silence neorealismo alla cinese. Bella storia, anche se il ritmo a volte zoppica, e di sordomuti ne avremmo avuto anche abbastanza 3/5

Sukiyaki tipico weird jappo. Dei carcerati passano il tempo a raccontarsi i propri piatti preferiti, e questo è il pretesto per venire a conoscenza delle loro storie personali. Anche in questo caso la ripetitività delle sequenze dopo un po' viene a noia. Peccato, perché poteva essere un bellissimo film. La carbonara dentro una frittata però non si può vedere 2/5

Punch drammino coreano carino, anche se il plot è inflazionato. Trattasi di un prof che si prende cura di un allievo dalla situazione familiare difficile. Toccante in certi momenti, ma anche qui si poteva fare di più 3/5

The Egoists dramma giapponese su un figlio di papà che non accetta le imposizioni familiari, si innamora di una spogliarellista, accumula grossi debiti col gioco d'azzardo e finisce nei guai. Noiosetto 2/5

Penny Pinchers commedia romantica coreana tra una coppia di opposti. Lei guadagna soldi in ogni modo possibile, risparmia al massimo e non compra nulla che non sia indispensabile. Lui è un bonaccione sfaticato, sempre col sorriso, ma dalle mani bucate. Scontato ma frizzante 3/5

It Gets Better melodramma thaialandese con 3 vicende apparentemente separate che ruotano intorno al mondo trasgender. La struttura narrativa è quella di The Burning Plain. Il film però è di una noia incredibile, e anche il tipico istrionismo delle immancabili drag queen non riesce a far tenere alta la palpebra. Un buco nell'acqua 1/5

The 33D Invader un sci-fi erotico made in HK dichiaratamente trash. In sala risate a manetta, e alla fine pure una vecchietta ultraottantenne se ne esce con il sorriso 2/5

Already Famous Anche Singapore presenta la sua commedia romantica, ovvero la milionesima storia della ragazzetta di provincia che va nella capitale ad inseguire il suo sogno di diventare attrice tv. I consueti giochetti incentrati sulle differenze di accenti tra le varie zone della Cina non aiutano a farcelo piacere 2/5

A Kick From Heaven In Italia non siamo capaci di fare una commedia calcistica, e così ci pensano gli indonesiani. Tocca tifare per il Persema, e imparare a conoscere idoli locali come Irfan Bachdim. Filmettino simpatico, anche se ovviamente segue pedissequamente tutti i cliché della commedia sportiva senza deviare di un solo centimetro 3/5

Love commedia romantica corale taiwanese. Tra i protagonisti Shu Qi, e tanto basta. Il resto è la solita insalata mista di storielle d’amore realizzate con sufficiente mestiere 2/5

Songlap dramma malesiano incentrato sulla vicenda di due fratelli abbandonati dalla madre prostituta che lavorano come manovalanza per un’organizzazione dedita alla vendita di neonati. Duro e interessante 3/5

One Mile Above Road movie cinese che racconta di un viaggio in bicicletta verso Lhasa che diventa l’occasione per riscoprire se stessi e dei luoghi poco frequentati. Secondo posto all’Audience Award forse esagerato, ma è comunque un buon film 3/5

The Woodsman And The Rain Un boscaiolo riservato e inquadratissimo si lascia coinvolgere da una troupe cinematografica che sta realizzando un film di zombie nella sua zona. La scoperta di una nuova passione lo porta a scuotersi dal torpore per la perdita della moglie. Grandioso, a tratti sublime 4/5

My Secret Partner commedia erotica coreana molto patinata, ma abbastanza banale nella costruzione degli intrecci tra i protagonisti. Appena guardabile 2/5

River boh, una ragazzetta ventenne che dopo 3 anni sta ancora in lutto per la morte del fidanzato non ce la vedo. 90 minuti pallosissimi in cui una telecamera in spalla segue la divina Misako Renbutsu che si aggira disperata per Akibahara. Il vuoto assoluto. Preceduto dal corto The Future Child Of Fukushima, ovvero una carrettata di bambini che mostrano cartelli e disegni. L’idea meno originale degli ultimi 100 anni. 1/5

Love In A Puff film del 2010 di Pang Ho-cheung ripescato per infarinare il pubblico sul successivo sequel. Trattasi di discreta commedia romantica, che scivola via senza infamia e senza lode 2/5

My Own Swordsman tratto da una serie tv, è un comic wuxia prolisso un po’ scemotto che va bene giusto quando si hanno 90 minuti in cui non si sa proprio cosa guardare 2/5

Love In A Buff dignitoso sequel, chiaramente non all’altezza del primo, ma tutto sommato guardabile. Tra una servizievole hostess gnocca e una older rompipalle, di sicuro nella vita vera nessuno sceglierebbe la seconda 2/5

Silenced dramma coreano di molestie sui minori e pedofilia, ha vinto entrambe le categorie Black Dragon e Audience Award. Come dico in continuazione, quando muore un bambino è sempre un bel film. E infatti questo è un bel film, anche se non proprio da vittoria 4/5

East Meets West 2011 una tamarrata assurda che è pure finita a fare da copertina sia al libro della 14° edizione, sia al libricino della programmazione e degli orari. Coloratissimo come un videoclip poppettaro di LaChapelle, ma con una sceneggiatura che non sta né in cielo né in terra. Meno male che l’ho visto qualche giorno prima. A mezzanotte mi avrebbe ucciso 1/5

The Cockfighter il regista dice che nel frattempo è diventato buddhista. A noi ci regala 90 minuti di combattimenti clandestini tra galli che sostituiscono gli uomini in un dramma cinese che segue gli schemi dei martial movies. Un’operetta intrigante e dall’ottimo finale 3/5

Afro Tanaka un film che avrebbe meritato di andare a podio o di cuccarsi il Mymovies Award. Non è facile tirar fuori un buon adattamento da un manga, ma questo è spassosissimo e genuino. Anche in questo caso c’è il merito di aver evitato un finale scontato 4/5

The Bounty un comic-gangster semplicemente tremendo. In sala ci sono regista, produttori, un attore, ecc…, ma ridono quasi solo loro e ogni tanto cercano inutilmente di chiamare l’applauso. Un film prolisso oltre ogni logica e di una noia mortale 1/5

Blind thriller coreano dove tutti, buoni e cattivi, si comportano da scemi per poter sostenere una sceneggiatura al minimo sindacale. Robettina 2/5

Vulgaria terzo film portato al festival da Pang Ho-cheung, e anche quello più atteso. Purtroppo il risultato è mediocre, ovvero l’ennesima pellicola di Hong Kong prolissa fino allo sfinimento. Un mix malriuscito di Clercks 2 e Borat, scritto e girato in pochi giorni. 2/5

Mitsuko Delivers Un Amelie giapponese incinta di 9 mesi, che va dove la porta il vento. Ovvero a partorire a Fukushima. Che sarebbe stata una bella idea, se non fosse che anche qui certe gag tirate troppo per le lunghe risultano invece fastidiose 2/5

Six Degrees Of Separation From Lilia Cuntapay mockumentary su una caratterista filippina di pellicole horror. La vecchietta, che ha 76 anni e ne dimostra il doppio, è un mostro di simpatia. Il film invece è un banalissimo documentario come se ne possono vedere tanti girando per i canali satellitari che si occupano di star, Le uniche parti interessanti sono gli intermezzi con il finto discorso di ringraziamento. Troppo poco 1/5

Unbowed Solido thriller giudiziario coreano. La pecca più grande è quella di non aver puntato a creare suspance sull’innocenza o meno dell’imputato, inseguendo solo l’aspetto della mala giustizia 3/5

The Woman In The Septik Tank Eugene Domingo gigioneggia e tiene a galla da sola un film che era iniziato ammazzando di noia il pubblico. Qualche buono spunto qua e là, divertente vedere come la stessa storia può essere realizzata in mille modi diversi, ma alla fine niente di che 2/5

The Viral Factor Fosse durato 10 minuti era un film da 5/5. Il problema è che poi va avanti per altri 110 minuti, e la grandiosa sequenza di apertura viene annegata da una sceneggiatura oltre i confini della realtà. Quando la madre rivela al figlio l’esistenza del fratello, questa svolta da telenovelas sudamericana fa già abbassare il voto a 4. Poi succede che il protagonista (con un proiettile in testa che lo renderà paralizzato in un paio di settimane, ricordiamolo) fa tipo 3 incidenti stradali con cappottamenti da paura nello stesso giorno, ma non si fa nulla. Il voto scende a 3. Poi succedono milioni di altre stupidate impossibili, e già a metà film prendo il foglio e scrivo 1/5



I film della retrospettiva The Darkest Decade:

Pollen classismo, conformismo, triangoli bisessuali nel primo film della retrospettiva coreana. Niente affatto male 3/5

Iodo una storia di superstizione e... necrofilia in un’ isola popolata da donne e dove gli uomini sono merce rara e preziosa. 2/5

Rainy Days Bellissimo dramma ambientato negli anni della guerra di Corea, che segue principalmente le vicende di una famiglia di periferia. Alcuni appoggiano l’esercito rivoluzionario nordcoreano, altri quello filo occidentale. Con ovvie ripercussioni. Intenso 4/5

Night Journey somiglia a tanti di quei filmetti italiani fintamente pruriginosi con le varie Ornella Muti & Co. 2/5

Wang Sib Ri, My Hometown Un melodramma abbastanza classico, dal ritmo decisamente lento.
Un malavitoso che torna dopo parecchi anni nella sua città natale, e cerca di aiutare come può una sua vecchia fiamma finita a vivere di espedienti e truffe. 2/5

Youngja’s Heyday Altro melodramma, stavolta ancora più disperato, con protagonista un umile e povero lavoratore che dopo i 3 anni di leva ritrova la ragazza di cui era innamorato che da domestica irreprensibile è finita a fare la prostituta senza un braccio 2/5

Splendid Outing Donna in carriera viene rapita e portata su un’isola a fare da moglie e da schiava ad un uomo burbero. Impossibile non cogliere le somiglianze con Bedevilled, il bel thriller proiettato l’anno scorso al festival 3/5

A Woman Chasing A Killer Butterfly Una sola parola: CA-PO-LA-VO-RO! Un film incredibilmente trash che regala battute e trovate spassosissime, non si sa quanto volontarie. Dopo l’inizio un po’ tedioso il film diventa puro divertimento. Voglio, fortissimamente voglio, il dvd di questa perla incredibile 5/5

The Divine Bow storia di grande devozione di una moglie, di rituali sciamanici, e di paziente vendetta. Il lato sciamanico purtroppo ha la prevalenza 2/5

Flame altra riflessione sulla guerra di Corea in questo film pacifista, che per alcuni aspetti ricorda persino La Sottile Linea Rossa di Malick. 4/5

Messaggio modificato da Alcor il 30 April 2012 - 12:19 PM

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#94 Shimamura

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Inviato 30 April 2012 - 03:50 PM

Ho visto silenced, ed è di sicuro un bel film, ma non conoscendo la maggior parte degli altri non mi pronuncio...

Hear Me Talkin' to Ya



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Subtitles per AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth(Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon.
AltroCinema: Polytechnique, di Denis Villeneuve (2009); Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1973), di Djibril Diop Mambèty,
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#95 Asaka

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Inviato 30 April 2012 - 05:59 PM

Ragazzi, ho letto davvero con grande interesse tutti i vostri "reportage" in diretta dal FEFF, grazie a tutti per avere condiviso. Mi mancherà l'appuntamento con il sonnometro di Tanaka :em73:

Traduzioni per Asian World



Film Asiatici: The graduates - Lemon No Koro | Nodame Cantabile The Movie Part 1 | Crossing Hennessy


Dorama: Magerarenai Onna | Watashitachi No Kyokasho | Shokuzai (3x5)


Film Altro Cinema: Céline et Julie vont en bateau | Beau Travail | Make Way For Tomorrow (con Gaet89)



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#96 lordevol

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Inviato 30 April 2012 - 10:33 PM

Il FEFF è Udine

Una delle cose più difficili da capire dai racconti delle maratone eroiche alle quali gli appassionati di cinema asiatico si immolano nei dieci giorni del FEFF è la presenza del festival all'interno della città, fortunatamente imbrigliata senza scampo nel tessuto sociale ed economico locale.
E' questo che crea la differenza principale tra il Far East e gli altri festival a cui ho partecipato negli anni.
Non è la calorosa (a volte anche rumorosa e goffa) presenza del pubblico di affezionati all'interno del teatro, quella potrebbe esser riferita ad un qualsiasi ghetto d'elite, magari nerd o di sottocultura. Parlo piuttosto del fatto che, in centro città, non esista locanda, bed&breakfast, gelateria, pub o baretto che non abbia appeso il manifesto dell'evento o abbia i volantini al suo interno. E che non esista, li in mezzo, gestore che non riconosca quei cartellini o quelle borse variopinte o che non abbia piacere a scambiare due chiacchiere chiedendo pareri sui film o sul vissuto percepito.
In uno degli hotel in cui ho dormito in settimana, il tizio della reception aveva l'accredito ancora al collo, ed erano le due di mattina.

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Il festival vivifica Udine addobbandola di piccoli grandi eventi. Niente da far urlare al miracolo, tutte cose in piccolo fatte con amore che però concorrono a modificare il clima di una città che dal di fuori, in linea generale, dai racconti di chi c'è stato in gita e che mi arrivano all'orecchio, non brilla normalmente per appeal. Ho usato un giro di parole perché voglio bene agli amici indigeni :)

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Le dimostrazioni di arti marziali, le danze popolari filippine, il Mega Mahjong®, la piazza, le bancarelle di artigianato Thai, kimono, tè e ramen istantanei fanno pensare ad una grande festa cittadina, non a una serie di film.
Lo si sente, e ne si apprezza la genuinità.

Se la Mostra del cinema a Venezia è il fiore all'occhiello dei festival italiani, è anche vero che al di fuori della cittadella del cinema non si respira nessuna aria di festa, nessun clima emozionante. Lo devono infatti creare artificialmente al telegiornale, tra gossip soporiferi e foto al tappeto rosso. A Venezia l'evento non si vive, non se ne sente il profumo da quarant'anni.
A "Torino" invece, nemmeno dentro al cinema si respirava una qualche aria di spettacolo da vivere.
Degli altri non serve nemmeno parlare.
Il FEFF che fa l'amore con Udine, invece, si respira e l'eccitazione si sente a fior di pelle.
Udine è piccola, ma non così piccola.

PS Un consiglio per la municipalità/associazione del Teatro Nuovo: vediamo di chiudere l'accesso al parcheggio privato a chi non deve andare a teatro? Come è possibile che alle quattro di mattina ci siano il 90% dei posti già occupati ogni sera? Tra multe e paraurti rotti sembra di uscire da una guerra :)

Visualizza Messaggiofabiojappo, il 23 April 2012 - 09:54 AM, ha scritto:

p.s. Grazie dei dispacci ! Aspettiamo l'intervista a To

^^'

(quell'uomo beve troppo!)

Visualizza MessaggioTanaka, il 24 April 2012 - 01:38 AM, ha scritto:

Quando avrò a disposizione una tastiera decente, ricordatemi di parlarvi dell'amore ai tempi di Fukushima e del Viaggio nel Festival..

:em66:


Visualizza MessaggioAkira, il 29 April 2012 - 01:12 PM, ha scritto:

a breve filmato con loro esibizione

c'mon boy!


Visualizza MessaggioAlcor, il 30 April 2012 - 09:31 AM, ha scritto:

Warriors Of the Rainbow Kolossal epico taiwanese passato anche a Venezia in versione più lunga. Il film migliore che ho visto al festival, un mix di Apocalypto, Braveheart e 300. Proiettato ovviamente alle 9 di mattina di sabato 5/5

Caspita, è una scelta coraggiosa, lo apprezzavo qui a settembre, ma per motivi decisamente trasversali. Del tutto indipendenti dalla volontà del regista. Se fosse un film europeo o americano sarebbe da fargli trovar posto in una grande fossa biologica, tanto per farlo stare in buona compagnia.
Il fatto di condividere al tempo stesso alcuni tuoi giramenti di palle filmici mi perplime

Messaggio modificato da lordevol il 01 May 2012 - 12:06 AM

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#97 François Truffaut

    Wonghiano

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Inviato 30 April 2012 - 10:53 PM

FAR EAST FILM FESTIVAL 14


Un altro bilancio da incorniciare:

50 mila spettatori in sala e 20 mila coinvolti nelle attività collaterali.


Il coreano Silenced ha trionfato agli Audience Awards! Sul podio anche la Cina,
con One Mile Above, e ancora la Corea con The Front Line.
Miglior film per gli utenti di Mymovies.it: Thermae Romae




comunicato stampa del 29 aprile 2012

UDINE – Dopo gli applausi calorosi della closing night, è tempo di bilancio per Far East Film 14: un’edizione che, a dispetto della crisi e anche di un meteo particolarmente molesto (le prime cinque giornate hanno dovuto fare i conti con il freddo, la pioggia e, addirittura, la grandine!), è riuscita a tagliare il traguardo in grande stile, tra sold out, file chilometriche ed eventi speciali (uno su tutti, la consegna del Gelso d’oro alla carriera all’ormai leggendario Johnnie TO).

Le cifre? Il Festival friulano ha superato la soglia dei 50 mila spettatori (diversamente dagli anni scorsi, però, le proiezioni si sono svolte soltanto al “Giovanni da Udine”) e dei 1200 accreditati (le provenienze coprono 16 nazioni). Almeno 20 mila, invece, le persone messe in circolo dalle numerose attività collaterali, tra il centro cittadino (ma qui, purtroppo, il meteo ha giocato un ruolo determinante) e la discoteca Discoteatro Minnamoro (affollatissima base delle FEFF Nights).
Lasciando parlare ancora le cifre: il bookshop ha venduto 2000 pezzi (tra libri, t-shirt, poster, DVD, gadget), il sito ufficiale (www.fareastfilm.com) ha superato ancora una volta i 50.000 visitatori unici da metà aprile e la pagina ufficiale su Facebook (www.facebook.com/UdineFarEastFilm) ha sfondato il tetto degli 8500 iscritti.

Anche quest’anno, dunque, Far East Film ha potuto contare sul supporto di un pubblico davvero fedelissimo (europeo e internazionale) composto da giornalisti, critici, studenti di cinema, esperti, addetti ai lavori e, soprattutto, gente che ama le visioni d’Oriente. Senza, ovviamente, dimenticare il prezioso contributo degli oltre 100 volontari che hanno affiancato lo staff.
Ancora un bilancio da incorniciare, dunque, sia in termini quantitativi che qualitativi: il valore del programma è stato ampiamente certificato da nomi e titoli già iscritti all’albo d’oro del nuovo cinema asiatico! Cinema che, secondo i voti degli Audience Awards, ha visto assegnare il Gelso d’Oro alla Corea del Sud con il dramma giudiziario Silenced. Una dura storia di abusi che ha turbato milioni di spettatori in patria e colpito al cuore anche la giuria degli accreditati Black Dragon.

Sul secondo gradino del podio, con pochissimi voti di scarto, si è piazzato l’irresistibile road movie cinese One Mile Above, mentre il kolossal bellico The Front Line si è portato a casa la medaglia di bronzo regalando, così, alla Corea una bella doppietta. La giuria dei lettori di MYmovies.it (il più importante sito di cinema in Italia), infine, ha preferito l’esilarante peplum-fantasy Thermae Romae, presentato a Udine in anteprima mondiale.
E l’edizione numero 15? Come ha detto il Presidente Sabrina Baracetti, durante l’Opening night, «Se Far East Film, nell’arco di quattordici anni, non ha contribuito a promuovere la parola cultura, se non ha concretamente fatto cultura, mettendo in comunicazione l’Europa e l’Oriente, allora ha fallito ed è giusto che interrompa il proprio cammino. Ma se, invece, ha seminato bene, restituendo frutti alla città, alla Regione e anche al Paese in cui opera, allora non ha senso che si fermi, perché le crisi non si risolvono chiudendosi in casa e sbarrando le finestre».

---

E' davvero triste dover leggere le dichiarazioni del presidente del festival con questi numeri: solo in un Paese come l'Italia si poteva mettere ancora in discussione una realtà importante ed unica per dimensioni e qualità della macchina organizzativa come il Far East Film Festival. Possibile che nessuno sia in grando di comprenderne il valore? In Francia o in Germania farebbero di tutto per sostenerlo. Mi chiedo: come mai nella regione più produttiva del Paese non ci siano risorse sufficienti per mandare avanti la manifestazione (che peraltro ha un budget molto modesto)?


Nuovo Cinema Taiwanese su AsianWorld

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)

#98 lordevol

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Inviato 30 April 2012 - 11:49 PM

Per concludere lo Studio del Vissuto® del festival, al quale son particolarmente sensibile, due cose meritano menzione a parte:

1) Il tanto atteso ritorno del concerto punk-noise nella serata finale (ci eravamo rotti un po' tutti della disco degli ultimi tre anni).
Anche quest'anno il duo è stato all'altezza delle aspettative, pareggiando il divertimento provato con le mitiche Detroit7 nell'indimenticabile FEFF X.
Le Tadzio, presentate a Teatro, sembravano due timide scolarette capitate li per sbaglio. Il capo chino. L'impressione ha trovato poi conferma durante il virile tentativo di approccio da parte di un paio di buzzurri della Crew®: imbarazzate, mute, reticenti, vuote.
Non ce n'era.


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Poi sul palco, come da clichè giappo, disinibite, folli, chiassose, spudorate, esagerate.
Per capirci, il concerto inizia con quella specie di Mia Wallace giapponese di 35 kg, in minigonna (rigida da sembrare un manichino) che monta sulla grancassa dando le spalle al pubblico e buttandosi a 90. Immagino la delizia per gli occhi della prima fila. Quegli stessi che poi ha fatto saltare in aria col volume indicibile della chitarra. Sembrava la trama di un film trash.
Attitudine punk, tecnica chitarristica elementare, urla ed una quarantina di canzoni da un minuto l'una. Nessun bis. Sparite letteralmente 30 secondi dopo l'ultima canzone.
Per questo ho visto gente in lacrime.
E anche per i suoi tatuaggi davanti alla coscia.
Concerto ideale.

Con me avevo solo il telefonino, l'audio è terribile:





2) Il ritrovare anno dopo anno la Crew® sempre in forma (sempre uguale!), sempre col sorriso, sempre con la voglia di stare insieme. Scommetto anche che si fanno la doccia e che nessuno di loro si sognerebbe mai di non tirar lo sciacquone dopo aver usato il w.c. :em66:

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Un saluto speciale ai tre moschettieri coi quali ho praticamente convissuto in questa vacanza.
Ci si rivede il prossimo anno!

Messaggio modificato da lordevol il 01 May 2012 - 12:00 AM

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#99 Akira

    Undertaker

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Inviato 01 May 2012 - 02:45 AM

Registi e attori:

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Il Secondo Premio:

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Le Tadzio prima:

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La versione stordite con buzzurri lord le aspetto assieme a tutte le altre che hai scattato...

Tadzio in concert:



e



Il mitico tatuaggio:

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Messaggio modificato da Akira il 01 May 2012 - 02:48 AM






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