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[RECE][SUB] Color Me Blood Red


4 risposte a questa discussione

#1 Umberto D.

    Microfonista

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Inviato 18 January 2012 - 11:49 AM

Color Me Blood Red


Immagine inserita



Regia: Herschell Gordon Lewis


Sceneggiatura: Herschell Gordon Lewis


Durata: 79 min


Anno: 1965


Nazione: Stati Uniti


Genere: Horror


Cast:

Adam Sorg - Gordon Oas-Heim (o Don Joseph)
April Carter - Candi Conder
Gigi - Elyn Warner
Sydney - Pat. Lee (o Patricia Lee)
Rolf - Jerome Eden
Farnsworth - Scott H. Hall
Jack - Jim Jaekel
Mrs. Carter - Iris Marshall
Gregorovich - William Harris (o Bill Harris)
Mitzi - Cathy Collins


TRAMA:

Adam Sorg è un pittore profondamente tormentato, dalla critica quanto dai demoni interiori. Alle sue opere manca qualcosa perché divengano veri capolavori. Quando Adam scopre che il tono di rosso dato dal sangue umano è il colore tanto cercato, dannato dal sacro fuoco dell’arte, fa di tutto pur di procurarsi il prezioso fluido corporeo, perdendosi per sempre in un’inarrestabile spirale di violenza omicida.


RECENSIONE:

Terzo e ultimo capitolo della “trilogia di sangue” della premiata ditta formata dal padrino del genere splatter Herschell Gordon Lewis e dal produttore David Friedman, iniziata nel 1963 con Blood Feast e proseguita l’anno successivo con Two Thousand Maniacs!, Color Me Blood Red è anche l’ultima pellicola girata insieme dai due eccentrici autori prima dell’improvvisa separazione, consumata per motivi economici e per insanabili divergenze riguardo al destino dell’exploitation.

Il film riprende La Piccola Bottega degli Orrori e Un Secchio di Sangue del grande Corman, preferendo, rispetto a quest’ultimo, la pittura alla scultura quale forma artistica prediletta e astuto pretesto per dare agli spettatori il consueto e irrinunciabile repertorio fatto di splatter e donne poco vestite, di Eros e Thanatos un tanto al chilo per tutti. Se in Blood Feast e in Two Thousand Maniacs! erano ironia e grottesco a scandire, in qualche modo, i deliri dell’invasato ristoratore Fuad Ramses e le follie del cinico sindaco Backman, in Color Me Blood Red c’è spazio per far emergere nel protagonista Adam Sorg una disperata vena malinconica, ben incarnata nei tratti dell’attore Gordon Oas-Heim.

Proposto al pubblico nel 1965, quando il felice sodalizio artistico Lewis-Friedman si era già infranto, il film arrivò nelle sale con ritardo, vittima di problemi finanziari sorti tra la produzione e le banche dopo l’abbandono dell’impresa da parte del socio Stanford Kohlberg. Più volte disconosciuto dal regista, che non ne curò la post-produzione, opera del solo Friedman, fu il capitolo della trilogia meno fortunato al botteghino nonostante la sua uscita fosse stata anticipata da un trailer davvero accattivante, in cui si mostrava senza imbarazzo l’esperienza visiva di cui avrebbe goduto lo spettatore accompagnando le immagini con una frase, reiterata all’infinito, che ripeteva ossessivamente:“It’s only a movie!”. La stessa frase utilizzata, pochi anni dopo, dal giovane esordiente Wes Craven nelle locandine della sua convincente opera prima L’Ultima Casa a Sinistra. Questo ed altro per The GoreFather. da Splattercontainer



SOTTOTITOLI

versione 698

Allega file  Color Me Blood Red.AsianWorld.zip   14.43K   74 Numero di downloads


Messaggio modificato da JulesJT il 20 December 2014 - 01:03 AM
Riordino RECE

La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut.

Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane,

tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia." Béla Tarr


#2 Shimamura

    Agente del Caos

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Inviato 18 January 2012 - 01:35 PM

Grazie mille della traduzione Umberto, ho appena aggiunto i subs :em69:

Messaggio modificato da Shimamura81 il 18 January 2012 - 01:36 PM

Hear Me Talkin' to Ya



Immagine inserita



Subtitles for AsianWorld:
AsianCinema: Laura (Rolla, 1974), di Terayama Shuji; Day Dream (Hakujitsumu, 1964), di Takechi Tetsuji; Crossways (Jujiro, 1928), di Kinugasa Teinosuke; The Rebirth (Ai no yokan, 2007), di Kobayashi Masahiro; (/w trashit) Air Doll (Kuki ningyo, 2009), di Koreeda Hirokazu; Farewell to the Ark (Saraba hakobune, 1984), di Terayama Shuji; Violent Virgin (Shojo geba-geba, 1969), di Wakamatsu Koji; OneDay (You yii tian, 2010), di Hou Chi-Jan; Rain Dogs (Tay yang yue, 2006), di Ho Yuhang; Tokyo Olympiad (Tokyo Orimpikku, 1965), di Ichikawa Kon; Secrets Behind the Wall (Kabe no naka no himegoto, 1965) di Wakamatsu Koji; Black Snow (Kuroi yuki, 1965), di Takechi Tetsuji; A City of Sadness (Bēiqíng chéngshì, 1989), di Hou Hsiao-hsien; Silence Has no Wings (Tobenai chinmoku, 1966), di Kuroki Kazuo; Nanami: Inferno of First Love (Hatsukoi: Jigoku-hen, 1968) di Hani Susumu; The Man Who Left His Will on Film (Tokyo senso sengo hiwa, 1970), di Oshima Nagisa.
AltroCinema: Polytechnique (2009), di Denis Villeneuve ; Mishima, a Life in Four Chapters (1985), di Paul Schrader; Silent Souls (Ovsyanky, 2010), di Aleksei Fedorchenko; La petite vendeuse de soleil (1999), di Djibril Diop Mambéty; Touki Bouki (1973), di Djibril Diop Mambéty.
Focus: Art Theatre Guild of Japan
Recensioni per AsianWorld: Bakushu di Ozu Yasujiro (1951); Bashun di Ozu Yasujiro (1949); Narayama bushiko di Imamura Shohei (1983).

#3 fabiojappo

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Inviato 18 January 2012 - 03:04 PM

Grazie Umberto !!!

#4 Umberto D.

    Microfonista

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Inviato 28 January 2012 - 12:22 AM

prima di questo consiglio di vedere i primi 2 film della "trilogia del sangue" (Blood Feast e Two Thousand Maniacs!) che meritano di più.
Immagine inserita

ecco la copertina dell'edizione in VHS
Immagine inserita

per chi fosse interessato metto a disposizione anche il dipinto di Adam Sorg
Immagine inserita

La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut.

Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane,

tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia." Béla Tarr


#5 byleth95

    PortaCaffé

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Inviato 03 March 2012 - 01:09 AM

Fantastico!
Grazie mille





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