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[CINEMA] Poongsan

di Juhn Jai-hong

2 risposte a questa discussione

#1 creep

    antiluogocomunista

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Inviato 27 September 2011 - 07:30 PM

Poongsan

Poong-san-gae

풍산개





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Poongsan (dal nome della marca di sigarette nordcoreane fumate dal protagonista) è un uomo misterioso, impavido e silenzioso, che si occupa di trasportare messaggi, oggetti e addirittura persone tra le due coree in cambio di soldi, rischiando ogni volta la vita nell'oltrepassare la DMZ. In uno dei suoi viaggi gli viene affidato dagli uomini del governo sudcoreano l'incarico di riportare ad un importante disertore nordcoreano, ora collaborazionista, la giovane nordcoreana In-oak, di cui s'innamora. Ma al suo ritorno a Seul, Poongsan viene arrestato dai servizi segreti sudcoreani e viene usato per compiere delle missioni di salvataggio in favore di altri agenti sudcoreani imprigionati a Pyongyang. Poongsan si troverà costretto a difendere sé stesso e il suo amore dalle minacce dei due fuochi nemici.





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Genere
Drammatico

Regia
Juhn Jai-hong

Interpreti
Yoon Kye-sang, Kim Gyoo-ri,
Kim Jong-soo, Han Gi-joong,
Choi Moo-seong, Yoo Ha-bok



Corea del Sud, 2011





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Palese la scrittura di Kim Ki-duk. Il canovaccio iniziale (l'uomo muto che s'innamora di una donna amata da un uomo potente) sembra fotocopiare Ferro 3, come anche l'epilogo spiazzante e tragico (ma forse non nella misura giusta), debitore del cinema dell'autore sudcoreano. Anche se il tono ironico, soprattutto nel finale, pregevole nel suo mostrare le contradddizioni ideologiche, stona con quello che accade solo qualche fotogramma prima. Coraggioso o Avventato? Propenderei per la seconda. Irriconoscibile Yoon Kye-sang, se la batte con Won Bin per il ruolo del ficaccio dell'anno :em06:





Allega file  Phungsan.Dog.2011.CiNE21i.zip   25.8K   11 Numero di downloads





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#2 sobek

    雪狐

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Inviato 29 October 2011 - 10:48 PM

Scritto e prodotto da Kim Ki-duk e diretto dal suo aiuto regista Juhn Jaihong, Poongsan ha ottenuto grande successo in patria, principalmente perchè va ad affrontare un tema che nel popolo coreano rimane una ferita perennemente aperta e cioè la divisione del paese tra Nord e Sud.
Il film in effetti si adagia molto su questa tematica, virando a volte verso una vera e propria spy story, che confluisce però in un'altra serie di assi narrativi che portano ad uno sviluppo del film non proprio lineare.
Il protagonista della vicenda è un giovane misterioso identificato dal marchio di sigarette che fuma convulsamente , Poongsan appunto, il quale scorrazza in lungo e largo nella Zona demilitarizzata che divide i due paesi, trasportando oggetti, messaggi e anche persone; il suo è un lavoro rischioso, ma anche una sorta di missione umanitaria, spinto da non si capisce bene quali motivi; non lo sentiamo mai parlare e lo vediamo armato di grande forza e vigoria scavalcare le reti elettrificate del confine addirittura con uno stile da astista degno del miglior atleta al mondo.
Caduto nelle mani del servizio segreto sudcoreano verrà utilizzato nella missione di condurre al Sud la donna amata da un importante transfugo nordcoreano da cui i servizi si attendono grandi rivelazioni.
Il viaggio porterà alla nascita di un amore tra il giovane e la donna, un amore in perfetto stile Kim Ki-duk prima maniera e ben presto l'uomo si troverà nella morsa, braccato dai coreani del sud e da quelli del nord; la sua diventa quindi una battaglia per difendere se stesso e la donna amata, una battaglia drammatica fatta di spioni, ottusità politica, torture e sangue.
Il film offre degli spunti interessanti, riecheggia, come detto, ambientazioni famigliari (Ferro3, Bad Guy, L'isola), mette in piedi una spy story d'azione che soprattutto nel finale si trasforma in una sarcastica denuncia del potere politico, si compiace nella consueta denuncia del potere costituito sudcoreano attraverso la descrizione di personaggi e situazioni legate al mondo dei servizi segreti in cuia abbonda la dabbenaggine e l'idiozia; tutto però è condotto senza spunti che diano un senso di compiuto, il racconto si perde come un rivolo d'acqua nel deserto e i momenti sicuramenti più belli, che non mancano, sono quasi delle citazioni dei lavori precedenti di Kim Ki-duk cui il regista però non riesce a dare la giusta profondità.
L'amore taciturno primordiale , giocato in un bacio tra lacrime e sangue, le torture che assomigliano tanto agli ami conficcati nella pelle, una sottile cattiveria di fondo che accompagna il dramma della narrazione sono solo dei fugaci sprazzi in un contesto in cui nè la storia d'amore, nè il melodramma, nè l'azione nè tanto meno la vicenda del protagonista, un po' troppo ovvia nel finale, riescono a giungere a termine in maniera convinta.
La scelta di presentare un protagonista così troppo misterioso, di cui non si sa nulla riguardo ai motivi che lo portano ad agire in quella maniera, se da un lato crea un personaggio che possiede un certo appeal cinematografico, dall'altro appare una scelta che mutila la validità del racconto, così come i bei momenti che sa offrire il film (la rete con attaccati i messaggi di coloro che hanno la famiglia al nord, il sarcasmo col quale vengono disegnati comunisti e sudcoreani, la fuga notturna dei due protagonisti) appaiono troppo isolati in un contesto che non si riesce a capire bene dove voglia volgere lo sguardo.
Il lavoro di Juhn Jaihong riesce alla fine ad essere passabile, perchè comunque degli sprazzi di buon cinema ci sono, ma l'impressione è quella di non avere saputo costruire su degli spunti validi una storia che stia ben salda sulle sue gambe.
Buona nel complesso la prova di Yoon Kye-sang nella parte del misterioso e senza parole personaggio e di Kim Gyoo-ri in quello della giovane fuggiasca.




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Messaggio modificato da sobek il 29 October 2011 - 11:18 PM


#3 François Truffaut

    Wonghiano

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Inviato 11 November 2011 - 08:01 PM

Quoto sobek: un bel minestrone con molti ingredienti e poca sostanza. :(
Vale comunque una visione.

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Naomi Kawase: il cinema, i film

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