Vai al contenuto

IP.Board Style© Fisana
 

[RECE][SUB] Memoirs of a Murderer


4 risposte a questa discussione

#1 SulFiloDeiRicordi

    PortaCaffé

  • Membro
  • 48 Messaggi:
  • Sesso:

Inviato 31 August 2018 - 07:14 PM

MEMOIRS OF A MURDERER


Immagine inserita


Scheda tecnica

  • Titolo: Memoirs of Murder
  • Titolo originale: 22 nenme no Kokuhaku: Watashi ga Satsujinhan desu
  • In Giapponese: 22年目の告白―私が殺人犯です―
  • Regista: Yu Irie
  • Scritto da: Kenya Hirata, Yu Irie
  • Produttori: Naoaki Kitajima, Masaki Koide
  • Fotografia: Takahiro Imai
  • Data di uscita: 10 Giugno 2017
  • Durata: 117 min (1h 57min).
  • Genere: Thriller / Giallo.
  • Distribuito da: Warner Bros.
  • Lingua: Giapponese
  • Paese: Giappone
  • Traduzione: SulFiloDeiRicordi
  • Revisione: fabiojappo

Immagine inserita

Sinossi:


Nel 1995, a Tokyo, avvenne una serie di cinque omicidi per strangolamento. In ognuno di questi un testimone, o qualcuno di caro alla vittima, viene lasciato vivere dopo che gli è stato concesso di assistere, naturalmente una volta lasciato impotente, a quella che l’assassino definirà poi come la sua “opera d’arte”. L’Ispettor Makimura (Hideaki Ito) e la sua squadra indagano sul caso per venti anni, ma quando scade il termine di prescrizione, e di conseguenza anche la possibilità per il criminale di essere punito, la polizia è costretta a gettare la spugna. Un giorno più tardi, l’assassino convoca una conferenza stampa per la pubblicazione delle sue memorie sugli omicidi. All’evento, egli si mostra in faccia e non si fa problemi a rendere pubblico il suo nome, mentre i familiari delle vittime (un dottore, una aiutante che lavora in libreria, un boss della yakuza, e lo stesso Makimura, che ha visto morire a causa dell’assassino il suo collega e superiore) seguono la conferenza, sapendo che giustizia non potrà essere fatta. È infatti troppo tardi perché la legge intervenga. Il serial killer Sonezaki (Tatsuya Fujiwara) attira su di sé immediatamente l’interesse mediatico e dei lettori, finendo paradossalmente per diventare quasi un idolo. Una svolta in questo senso arriva quando un cronista, il rispettato Signor Sendo (Toru Nakamura) chiede al killer di poterlo intervistare in diretta TV. Durante l’intervista verranno mostrate anche delle registrazioni degli omicidi, ma forse qualcosa prenderà una piega inattesa..
PS: Non staccate! Tra i titoli di coda c’è una piccola sorpresa!!

Immagine inserita


Recensione:
( A cura di Sabrina Crivelli | ilcineocchio.it | Qui l’articolo )

Molteplici sono state nel cinema asiatico – nipponico in particolare – le declinazioni della detective story con al centro dell’indagine un serial killer, tratti da manga o con sceneggiature originali. Se si guarda al programma dei Festival del FEFF Udine e di Sitges del 2016, abbiamo immediatamente dei rappresentanti di tale tipologia: alcuni, come Museum di Keishi Ohtomo, hanno narrazioni più convenzionali e legami palesi con corrispettivi americani (quali Seven), altri, come Creepy di Kiyoshi Kurosawa, sono invece decisamente più singolari, anche se tutti condividono lo scontro tra un investigatore e uno psicopatico assassino, che pone in essere efferati delitti. In molti casi il canovaccio per questo tipo di film rischia di essere affetto da una certa ripetitività nello sviluppo, molto è già ormai stato mostrato e difficile è proporre qualcosa di nuovo e visionario, di stupire come face il visionario MPD Psycho (adattamento televisivo in sei episodi del 2000 dall’omonimo fumetto) ad opera di Takashi Miike.
Non così travolgente, eppure in qualche modo intrigante, Memoirs of a Murderer (22 nenme no Kokuhaku: Watashi ga Satsujinhan desu) di Yu Irie, ripropone, con qualche deviazione, l’impalcatura del coreano Confessions of a Murder (Naega Salinbeom-ida) del 2012 di Jeong Byeong-Gil, soffermandosi in modo intelligente e approfondito sulle dinamiche mediatiche, sulla spettacolarizzazione del macabro e sugli aspetti etici e legali connessi alle due istanze. Affine difatti per idea all’originale, ma molto più estesa in quanto a trattazione della stessa, la trama segue il detective Makimura (Hideaki Ito), che anni addietro, nel 1995, aveva condotto le indagini su quelle che ai tempi era stato definito lo “Strangolatore di Tokyo”, senza mai riuscire tuttavia ad arrestarlo. A distanza di 22, nel 2017, il caso è caduto in prescrizione e, fa la sua sconvolgente comparsa in una conferenza stampa proprio l’omicida, Masato Sonezaki (Tatsuya Fujiwara) che, consapevole di non essere più perseguibile, dichiara pubblicamente davanti alle telecamere di essere il colpevole e rivela il suo libro, “Memoirs of a Murderer” per l’appunto, che altro non è se non una lunga confessione.
Interessante, più di tutto è proprio la riflessione su un caso limite in cui la legge è incapace di punire un reo confesso solo perché dal suo crimine è passato un certo lasso di tempo. Si pone spontaneo il quesito: che giustizia può reggere la società se non v’è castigo perfino per l’omicidio? In assoluto, come in relazione alle vittime e ai loro cari, la giurisprudenza mostra allora le sue falle, le sue imperfezioni, dando il fianco a chi ne sa sfruttare le carenze. La critica non si limita a tale aspetto, il paradosso si fa ancor più acuto quando vengono riprodotte le reazioni dei mezzi di comunicazione, come del loro pubblico. Attratti dalla sete di sangue, ambedue cadono in questo circolo vizioso esibito sapientemente dal regista in uno sviluppo frammentario, in cui sono inserite riprese da reportage e interviste dal vivo in stile mockumentary, scritte in sovrimpressione e comparsate televisive dello scrittore/killer che danno una nota vivida al racconto.
La macchina della messa in scena mediatica, l’operazione spregiudicata che porta al successo del libro, subito divenuto un best seller, fanno riflettere sui meccanismi che sono constatabili anche nella nostra quotidianità, in un duplice approccio metafilmico e metatelevisivo, in cui si vedono altresì i retroscena dei programmi e quanto sta a monte della creazione della trasmissione di notizie.
NOTA: Pericolo spoiler – chi non vuole rovinarsi una delle sorprese salti il paragrafo
Ne è esempio sommo la prima apparizione di Sonezaki, ancor più il reality show che lo vede coinvolto in uno scontro con il poliziotto e con un misterioso individuo mascherato, che mette in discussione la reale paternità dei crimini;
------ Riprendere da qui la lettura ------
ne viene fuori un ritratto grottesco quanto realistico, parodia pungente di tale tipo di programmazione televisiva, nonché alle celebrità e non che vi prendono parte in cerca di fama. In ultimo, a tal riguardo, è da sottolinearsi che sia il quesito moralecome la copertura mediatica, ricordano in maniera non indifferente quanto già visto in Death Note, manga culto di Tsugumi Ōba e Takeshi Obata da cui sono stati tratti tra gli altri una serie animata, videogame e film live action; lì differentemente la domanda etica si poneva se fosse lecito uccidere dei noti criminali, avendone la possibilità semplicemente scrivendone il nome.
Non altrettanto entusiasmante è invece l’indirizzo che viene conferito alla detective story, che cerca di destreggiarsi tra note patetiche, in particolare la violenta e oscura morte della sorella di Makimura, il continuo inseguimento tra il suddetto e l’omicida, tra presente e passato, tra televisivo e reale, in ultimo con un paio di colpi di scena un po’ troppo ad effetto e forzati (di cui è impossibile parlare senza ricadere in spoiler) che riguardano il killer stesso. Così a tre quarti del minutaggio viene abbandonata la via maestra e si fornisce una svolta certo inaspettata, che spiazza chi sta guardando, ma che al contempo fa perdere un po’ di mordente alla tensione finora costruita, aggiungendo un particolare ex abrupto e una componente lacrimevole che stridono con l’insieme molto più cinico. L’incastro narrativo regge comunque, almeno finché non si giunge all’epilogo davvero deludente, in cui le motivazioni e la psicologia dell’assassino risultano abbozzate e poco credibili.
Transigendo tuttavia sulle suddette imperfezioni e concentrandosi sulla vena più satirica, Memoirs of a Murderer ci propone differenti spunti riusciti, realizzando una disamina che indaga in maniera non banale e con disincanto sulle criticità dei media e della legislazione, applicabili al Giappone e non solo.

Immagine inserita



SOTTOTITOLI
(Versione: Blu-ray)




Messaggio modificato da JulesJT il 07 September 2018 - 08:21 PM


#2 JulesJT

    Wu-Tang Lover

  • Moderatore
  • 4354 Messaggi:
  • Location:Walhalla degli Otaku
  • Sesso:

  • I prefer: cinema

Inviato 31 August 2018 - 08:24 PM

Grazie mille, SulFilo! Sottotitoli allegati.

Immagine inserita


Cinema Asiatico:
Welcome to the Space Show, Udaan (2010), Goyōkin, Fuse, Dragon Town Story, The River with No Bridge, ILO ILO, A Time in Quchi
Still the Water, Norte - the End of History, The Terrorizers, Yi Yi, Stray Dogs, Tag,
Cemetery of Splendour, A Brighter Summer Day,
Labour of Love,Double Suicide, Japanese Girls at the Harbor, Nobi (Fires on the Plain), The Postmaster, Radiance

L'Altro Cinema:
Kriegerin, Chop Shop, Marilena de la P7, Kinderspiel, Kes, Abbas Kiarostami (special), Hanami, L'enfance nue, Short Term 12
Mamasunción, The Rocket, The Selfish Giant,
Argentinian Lesson, Holubice, The Long Day Closes, Mon oncle Antoine, O som do Tempo
Mammu, es tevi mīlu, Skin, Une histoire sans importance, Couro de Gato, Los motivos de Berta, Ne bolit golova u dyatla, Valuri, Club Sandwich
, Whiplash, The Strange Little Cat, Cousin Jules, La fugue, Susa, Corn Island, Beshkempir, The Better Angels, Paul et Virginie, Im Keller, Ich Seh Ich Seh, Harmony Lessons, Medeas, Jess + Moss, Foreign Land, Ratcatcher, La maison des bois, Bal, The Valley of the Bees, Los insólitos peces gato, Jack, Être et avoir, Egyedül, Évolution, Hide Your Smiling Faces, Clouds of Glass, Les démons, On the Way to the Sea, Interlude in the Marshland, Tikkun, Montanha, Respire, Blind Kind, Kelid, Sameblod, Lettre d'un cinéaste à sa fille, Warrendale, The Great White Silence, Manhã de Santo António, The Wounded Angel, Days of Gray, Voyage of Time: Life's Journey,Quatre nuits d'un rêveur, This Side of Paradise, La jeune fille sans mains, La petite fille qui aimait trop les allumettes,

Drama: Oshin, Going My Home
Focus: AW - Anime Project 2013, Sull'Onda di Taiwan, Art Theatre Guild of Japan, Allan King

#3 urca

    PortaCaffé

  • Membro
  • 7 Messaggi:
  • Sesso:

  • I prefer: cinema

Inviato 01 September 2018 - 11:22 AM

Grazie!!

#4 neodago

    Ciakkista

  • Membro
  • 77 Messaggi:
  • Location:Udine
  • Sesso:

  • I prefer: cinema

Inviato 03 September 2018 - 08:55 AM

Grazie!

#5 firvulag

    PortaCaffé

  • Membro
  • 37 Messaggi:
  • Sesso:

  • I prefer: cinema

Inviato 05 September 2018 - 07:47 AM

Grazie





1 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi