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[RECE][SUB] The Ball at the Anjo House


5 risposte a questa discussione

#1 fabiojappo

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Inviato 08 March 2016 - 10:38 AM

The Ball at the Anjo House

Anjo-ke no butokai

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Anno: 1947
Durata: 89 min.
Genere: Drammatico

Regia: Kozaburo Yoshimura
Sceneggiatura: Kaneto Shindo

Cast:
Setsuko Hara, Osamu Takizawa, Masayuki Mori
Yumeko Aizome, Masao Shimizu, Taiji Tonoyama


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Trama. Alla fine della Seconda guerra mondiale la famiglia Anjo, sommersa dai debiti, si vede costretta a lasciare i titoli nobiliari e la lussuosa residenza, oltre a dover pensare al lavoro come prospettiva di vita. L'orgoglioso patriarca, Tadahiko, spera che il suo nome sia ancora sufficiente a fornirgli gli aiuti necessari per salvare la casa, mentre la devota figlia Atsuko, dotata di maggior senso pratico di fronte alla nascita di un mondo nuovo, tenta di convincerlo ad approfittare della generosa offerta di acquisto fatta dall'ex autista di famiglia Toyama, ora arricchitosi. Tadahiko Anjo ha altri due figli: Akiko, anche lei legata all'antico status nobiliare, e Masahiko, un playboy che seduce la cameriera con vuote promesse mentre pensa in realtà di sposare Yoko, la figlia del disonesto trafficante Shinkawa, antico collaboratore ed ora creditore del padre. Prima del probabile addio alla residenza, gli Anjo decidono di dare un ultimo ballo.


Il capolavoro di Kozaburo Yoshimura, regista dalla lunga carriera (agli esordi fu anche assistente di Ozu) noto soprattutto per la bella trasposizione cinematografica del “Genji monogatari” del 1951. Film la cui sceneggiatura porta la firma, come quella di “The Ball at the Anjo House”, del grande Kaneto Shindo. Lunga e importante la collaborazione tra i due che insieme (e con l'amico attore Taiji Tonoyama, presente in questo film) fondarono anche la famosa casa di produzione Kindai Eiga Kyokai. Sono diverse le opere, precedenti o successive, che la visione di questo lungometraggio fa venire in mente per alcuni elementi o riflessioni in comune. “Il giardino dei ciliegi” di Cechov prima di tutto, ma anche “L'orgoglio degli Amberson” di Welles, “La sala di musica” di Ray, “Il gattopardo” di Visconti e in qualcosa persino “La grande illusione” di Renoir. Al di là di queste osservazioni che ovviamente nascono da più o meno sottili evocazioni, il film di Yoshimura colpisce di primo impatto per il suo essere molto 'occidentale'. Ambientanzione, scenografie, costumi e musiche sono lontane da come normalmente si immagina il cinema giapponese del tempo. La vicenda si svolge tutta in una grande residenza che ricorda quella della nobiltà europea. In questo contesto, nel Paese occupato dagli americani, viene rappresentata la fine di un'epoca. L'improvviso cambiamento dell'ordine sociale e il disorientamento nel Giappone che prova a ripartire, a rinascere dopo la guerra. Il film coinvolge per la scrittura, per alcune scelte registiche (bellissimo il finale) e per le ottime interpretazioni di un cast stellare. Menzione speciale per Masayuki Mori, in uno dei ruoli più belli della sua fortunata carriera, premiato come miglior attore ai Mainichi Film Awards. Mentre la pellicola ottenne l'importante riconoscimento di miglior film ai Kinema Jumpo Awards.


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Ricordando Setsuko Hara
La presentazione di questo film vuole anche essere un omaggio alla meravigliosa attrice, scomparsa pochi mesi fa. E l'8 marzo, la festa della donna, è sembrata una bella occasione per ricordarla. Perché Setsuko Hara è il volto femminile per eccellenza del cinema giapponese, probabilmente la più amata e nota anche da noi fra tutte le grandi attrici che i capolavori dei maestri del paese del Sol Levante hanno reso immortali. Il suo nome è legato soprattutto a Yasujiro Ozu, grazie a un sodalizio che va dal 1949 con “Tarda primavera” (forse il suo ruolo più memorabile) al 1961 con “L'autunno della famiglia Kohayagawa”. Nel mezzo altri quattro film: “Crepuscolo di Tokyo”, “Il tempo del raccolto del grano”, “ Tardo autunno” e il film giapponese più ricordato di sempre: “Viaggio a Tokyo”. Ma non si può ridurre la sua carriera soltanto alla collaborazione con Ozu.
Setsuko Hara, all'anagrafe Masae Aida, nasce a Yokohama il 17 giugno del 1920 e muove i suoi primi passi nel cinema ancora adolescente. A sedici anni compare nell'importante film di Sadao Yamanaka, “Priest of Darkness”. Tra i lavori di poco successivi si può ricordare “The Daughter of the Samurai”, curiosa coproduzione nippo-tedesca. A breve scoppierà la guerra e in Giappone molti film del periodo bellico saranno connotati da elementi di propaganda: tra questi, con Setsuko Hara, “The War at Sea from Hawaii to Malay”. La regia è di Kaijiro Yamamoto, mentore di Akira Kurosawa che nel 1946 regala all'attrice una grande opportunità, l'intenso ruolo di Yukie in “Non rimpiango la mia giovinezza” (che precede proprio la consacrazione dell'attrice con “The Ball at the Anjo House” di Yoshimura). Per l'Imperatore del cinema giapponese interpreterà anche, cinque anni dopo, la protagonista femminile del bellissimo adattamento del romanzo di Dostojevskij “L'idiota”. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati per l'attrice dalla già citata, fondamentale collaborazione con Ozu. Ma non solo. È anche interprete di diversi film di alto livello di un altro grandissimo come Mikio Naruse: “Repast”, “Sound of the Mountain”, “Sudden Rain”, “Daughters, Wives and a Mother”. Nel corso della sua carriera lavora anche con altri registi noti come Keisuke Kinoshita, Tadashi Imai e Hiroshi Inagaki che la dirige nella sua ultima apparizione cinematografica, quella in “47 samurai”. È il 1962, Setsuko Hara ha 42 anni. Si ritira. E la sua decisione sarà irremovibile nonostante le pressioni che sicuramente non mancarono. Il resto dei suoi anni li ha vissuti lontano dai riflettori, sino alla morte lo scorso 5 settembre (ma la notizia è stata resa nota dalla famiglia quasi tre mesi dopo) quando se n'è andata alla veneranda età di 95 anni. Ma in fondo non ci lascerà mai, con il suo indimenticabile sorriso continuerà a irradiare grazia e bellezza. Con i suoi film resterà per sempre nel cuore di chi ama il cinema.


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Messaggio modificato da fabiojappo il 08 March 2016 - 02:43 PM


#2 JulesJT

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Inviato 08 March 2016 - 07:47 PM

Ottima presentazione, senpai!

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Cinema Asiatico:
Welcome to the Space Show, Udaan (2010), Goyōkin, Fuse, Dragon Town Story, The River with No Bridge, ILO ILO, A Time in Quchi
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Drama: Oshin, Going My Home
Focus: AW - Anime Project 2013, Sull'Onda di Taiwan, Art Theatre Guild of Japan, Allan King

#3 ╬shta

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Inviato 08 March 2016 - 07:58 PM

Wow...interessante!
Da vedere...grazie fabiojappo :em69:

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Traduzioni: Mai Mai Miracle (di Sunao Katabuchi, 2009) - Happy Ero Christmas (di Lee Geon-dong, 2005) - Flower in the Pocket (di Liew Seng Tat, 2007) - Summer Vacation 1999 (di Shusuke Kaneko, 1988) - Haru's Journey (di Masahiro Kobayashi, 2010) - Otona Joshi no Anime (Special 1, 2011) - Usagi Drop (di Sabu, 2011) - Yellow Elephant (di Ryuichi Hiroki, 2013) - We Were There parte 1&2 (di Miki Takahiro, 2012) - Cherry Tomato (di Jung Young-Bae, 2007) - The Assassin (di Hou Hsiao-Hsien, 2015) - 100 Yen Love (di Masaharu Take, 2014), Fruits Of Faith (di Yoshihiro Nakamura, 2013) - Umi No Futa (di Keisuke Toyoshima, 2015), Close-Knit (di Ogigami Naoko, 2017), Run Genta Run (di Tasaka Tomotaka, 1961)
Traduzioni in Collaborazione: Love For Live (di Gu Changwei, 2011) - Typhoon Club (di Somai Shinji, 1985) - Inochi (di Tetsuo Shinohara, 2002)
Revisioni: Tenchi: The Samurai Astronomer (di Takita Yojiro, 2012)
Drama: Seirei no Moribito (2016-2017), Chang-Ok Letter (di Iwai Shunji, 2017)

FOCUS SOMAI SHINJI: Sailor Suit and Machine Gun (1981) - The Catch (1983) - Moving (1993) - The Friends (1994)








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#4 Franšois Truffaut

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Inviato 08 March 2016 - 08:23 PM

Bellissima proposta e ottima introduzione. Lo vedrò sicuramente! :em83:

Cinema Taiwanese su AsianWorld.it



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Naomi Kawase: il cinema, i film

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Sottotitoli per AsianWorld: The Most Distant Course (di Lin Jing-jie, 2007) - The Time to Live and the Time to Die (di Hou Hsiao-hsien, 1985) - The Valiant Ones (di King Hu, 1975) - The Mourning Forest (di Naomi Kawase, 2007) - Loving You (di Johnnie To, 1995) - Tokyo Sonata (di Kiyoshi Kurosawa, 2008) - Nanayo (di Naomi Kawase, 2008)

#5 andreapulp

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Inviato 08 March 2016 - 10:46 PM

Interessantissimo, grazie mille Fabio :)

#6 Tyto

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Inviato 11 March 2016 - 08:35 AM

Grande Fabio, grazie!
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