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[RECE][SUB] The Family


13 risposte a questa discussione

#1 Kiny0

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Inviato 16 May 2021 - 01:34 PM

Jia
The Family


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Titolo originale: Jia
Titolo internazionale: The Family
Produzione: Cina - Australia, 2015
Prodotto da: Shen Lijiang
Lingua: cinese
Genere: Drammatico
Durata: 280' (4h 40 min)
Montaggio: Liu Shumin
Fotografia: Liu Shumin
Regia: Liu Shumin

Presentato alla 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia all'interno della Settimana della Critica


IMDb


Trama
Liu e Deng sono un'anziana coppia sposata da quasi mezzo secolo che vive in una piccola città dell'entroterra cinese. La figlia maggiore Liqin, divorziata con un figlio adolescente, vive con loro. La seconda figlia Xiaomin e il figlio più giovane Xujun vivono in città lontane, sposati e con le proprie famiglie. Inoltre sono troppo occupati per andare a trovare i genitori, quindi la coppia di 70enni decide di intraprendere un lungo viaggio per andare a trovarli. Sarà un viaggio speciale in cui faranno di tutto per tenere la famiglia unita nonostante la distanza, essendo la famiglia il loro unico scopo nella vita.


Cast
Deng Shoufang ... Deng, la madre
Liu Lijie ... Liu, il padre
Liu Xiaomin ... Xiaomin
Jiang Jiangsheng ... Jiangsheng
Chen Erya ... Pingping
Huang Liqin ... Liqin
Liao Zepeng ... Pengpeng
Liu Xujun ... Xujun


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Recensione [estratto da Quinlan.it]

[...] Liu ci parla direttamente della qualità del vivere del suo paese, della disgregazione sociale, della scomparsa del passato. Per farlo, sceglie di lavorare sulla durata, sul tempo, sull’attesa – come in certo modo il primo Jia Zhangke, quello ad esempio di Xiao Wu e di Unknown Pleasures – dilatando fino allo spasimo i mille piccoli eventi di cui è composto il suo film, tanto da arrivare a un minutaggio decisamente impegnativo (280 minuti). In questo ritratto di famiglia fortemente debitore dell’Ozu di Viaggio a Tokyo, finisce per emergere allora un racconto dell’evenemenziale, un annullarsi nei riti quotidiani, una fatica della parola e dell’esprimersi tra consanguinei che dà il polso di un popolo sradicato, incapace di ritrovarsi. Il cibo – e soprattutto la ritualità del cucinare – resta allora l’unico legame, l’unico appiglio per tener viva la memoria… o forse si tratta anch’esso di una parvenza, del segno fantasmatico di un vivere comunitario ormai dissoltosi (e non è un caso che un pranzo non consumato sarà il controcampo della morte). Vediamo perciò i due anziani protagonisti andare a far visita ai tre figli, ciascuno con una vita e una famiglia propria e ormai dimentichi del concetto di fratellanza. La maggiore infatti avrebbe bisogno di soldi, tanto che sua madre prova a chiedere un prestito per suo conto agli altri fratelli, con scarso successo. Nel frattempo, il padre passa le sue giornate davanti alla TV, vittima di un’inerzia sempre più inesorabile.


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Tutto giocato su un minimalismo formale e su un occhio istintivamente documentaristico (le lunghe inquadrature fisse dei personaggi che si sperdono in strada tra la folla, o che – viceversa – fanno sorprendentemente capolino in campo lunghissimo, ci ricordano la consustanziale piccolezza dell’esistere), The Family si regge su degli equilibri sbalorditivi quanto estremamente fragili: quello secondo cui il giudizio autoriale resta assopito e in qualche modo nascosto nei riti quotidiani e quello che prevede la costante compresenza di fiction e documentario, della ripresa dal vero e dell’artificio.
Tutto questo viene però a tratti a mancare, sia per una condanna che di tanto in tanto si fa troppo esplicita, sia per alcuni elementi formali un po’ azzardati (come un paio di dolly), sia soprattutto per una svolta narrativa nel pre-finale che chiude il tutto in una dimensione narrativo-simbolica, rischiando di occludere la potenza dello sguardo. Si tratta però in fin dei conti di dettagli, di sovrastrutture che non intaccano la potenza dell’ambiziosissima struttura, quella di un racconto semplice e lineare racchiuso in una durata quasi-abnorme. E, ben lungi dal poter essere additato come un difetto, è proprio in questa sua apparente discrasia che si coglie la potenza di The Family, nella sua capacità di lavorare sulle sfumature, nel far emergere alla lunga doppiezze ed ambiguità dei suoi protagonisti (come nel litigio tra il padre e l’unico figlio maschio), in un modo che solo un raffinato romanziere è in grado di fare. E allora, non ci sembra di sbagliare nell’identificare in Liu Shumin un nuovo importante cantore della Cina contemporanea, di quella Cina sempre meno disposta a riconoscere se stessa e a guardarsi allo specchio.


Intervista al regista su Quinlan.it


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SOTTOTITOLI

A cura dello Staff di AW




Buona visione!




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Messaggio modificato da fabiojappo il 17 May 2021 - 11:25 AM

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Traduzioni e adattamenti* per AsianWorld.
Cinema Asiatico: Lost in Beijing (2007), Buddha Mountain (2010: w/ fabiojappo), Dirty Maria (1998), Samurai Rebellion (1967), The Ravaged House (2004: w/ fabiojappo), Freesia: Bullet Over Tears (2007), Cuffs (2002), Tokyo Marigold (2001: w/ fabiojappo), Villon's Wife (2009), Yellow Flower (1998), Going My Home - ep.06 (2012), A Gap in the Skin (2005);
Altro Cinema: A Time for Drunken Horses* (2000), Marooned in Iraq (2002), Mio in the Land of Faraway (1987), Breath (2017), High Ground (2020), Eroica (2003), Japan's Secret Shame (2018), La maman et la putain* (1973);
Retrospettive: Kumakiri Kazuyoshi (w/ fabiojappo & Tyto), Asano Tadanobu (w/ calimerina66, fabiojappo & ReikoMorita);
Recensioni: Il racconto di Watt Poe (1988);
Revisioni: 1778 Stories of Me and My Wife (2011), Under the Hawthorn Tree (2011), Mekong Hotel (2012), Headshot (2011), BARFI! (2012), Rhino Season (2012), Metéora (2012), Secret Chronicle: She Beast Market (1974), The Other Bank (2009), The Good Road (2013), Just the Wind (2012), Daf (2003), AUN (2011), Jin (2013), Day and Night (2004), Nothing's all bad (2010), Saving General Yang (2013), Miss Zombie (2013), Legend of the Wolf (1997), Here comes the Bride (2010), Omar (2013), The Missing Picture (2013), The Legend of the Eight Samurai (1983), A Scoundrel (1965), Hope (2013), Empress Wu Tse-Tien (1963), Be with You (2018), Rage (2016), Himeanole (2016), Her Love Boils Bathwater (2016), Cutie Honey: Tears (2016), Good Morning Show (2016), Capturing Dad (2013), The 8-Year Engagement (2017), Golden Slumber (2018), When I Get Home, My Wife Always Pretends To Be Dead (2018), In the Heat of the Sun (1994), Memories of Tomorrow (2006), Send Me to the Clouds (2019), Éloge de l'amour (2001), Don Quixote (2010), Petal Dance (2013), The Family (2015), The Silent Forest (2020), Seobok (2021).

#2 fabiojappo

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Inviato 17 May 2021 - 12:53 PM

Filmone ! Vale tutto l'investimento di tempo per vederlo

#3 Kiny0

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Inviato 17 May 2021 - 03:37 PM

Gran film, delicato e reale. D'accordo con la recensione, soprattutto quando dice "... ritratto di famiglia fortemente debitore dell’Ozu di Viaggio a Tokyo...". Personalmente ci ho trovato qualcosa anche di Tsai (i silenzi, le inquadrature fisse).

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Traduzioni e adattamenti* per AsianWorld.
Cinema Asiatico: Lost in Beijing (2007), Buddha Mountain (2010: w/ fabiojappo), Dirty Maria (1998), Samurai Rebellion (1967), The Ravaged House (2004: w/ fabiojappo), Freesia: Bullet Over Tears (2007), Cuffs (2002), Tokyo Marigold (2001: w/ fabiojappo), Villon's Wife (2009), Yellow Flower (1998), Going My Home - ep.06 (2012), A Gap in the Skin (2005);
Altro Cinema: A Time for Drunken Horses* (2000), Marooned in Iraq (2002), Mio in the Land of Faraway (1987), Breath (2017), High Ground (2020), Eroica (2003), Japan's Secret Shame (2018), La maman et la putain* (1973);
Retrospettive: Kumakiri Kazuyoshi (w/ fabiojappo & Tyto), Asano Tadanobu (w/ calimerina66, fabiojappo & ReikoMorita);
Recensioni: Il racconto di Watt Poe (1988);
Revisioni: 1778 Stories of Me and My Wife (2011), Under the Hawthorn Tree (2011), Mekong Hotel (2012), Headshot (2011), BARFI! (2012), Rhino Season (2012), Metéora (2012), Secret Chronicle: She Beast Market (1974), The Other Bank (2009), The Good Road (2013), Just the Wind (2012), Daf (2003), AUN (2011), Jin (2013), Day and Night (2004), Nothing's all bad (2010), Saving General Yang (2013), Miss Zombie (2013), Legend of the Wolf (1997), Here comes the Bride (2010), Omar (2013), The Missing Picture (2013), The Legend of the Eight Samurai (1983), A Scoundrel (1965), Hope (2013), Empress Wu Tse-Tien (1963), Be with You (2018), Rage (2016), Himeanole (2016), Her Love Boils Bathwater (2016), Cutie Honey: Tears (2016), Good Morning Show (2016), Capturing Dad (2013), The 8-Year Engagement (2017), Golden Slumber (2018), When I Get Home, My Wife Always Pretends To Be Dead (2018), In the Heat of the Sun (1994), Memories of Tomorrow (2006), Send Me to the Clouds (2019), Éloge de l'amour (2001), Don Quixote (2010), Petal Dance (2013), The Family (2015), The Silent Forest (2020), Seobok (2021).

#4 MarcoMx

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Inviato 17 May 2021 - 08:05 PM

Lo aspettavo! Non vedo l’ora di vederlo! Grazie mille

#5 rickyrisme

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Inviato 18 May 2021 - 11:44 AM

Visualizza MessaggioKiny0, il 17 May 2021 - 03:37 PM, ha scritto:

Gran film, delicato e reale. D'accordo con la recensione, soprattutto quando dice "... ritratto di famiglia fortemente debitore dell’Ozu di Viaggio a Tokyo...". Personalmente ci ho trovato qualcosa anche di Tsai (i silenzi, le inquadrature fisse).

Ciao, dove si trova il film? Grazie.

#6 Mr. Noodles

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Inviato 18 May 2021 - 06:48 PM

grandissimo colpo, lo aspettavo.

ps: coordinate?

Messaggio modificato da Mr. Noodles il 18 May 2021 - 06:53 PM


#7 nickmattel

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Inviato 19 May 2021 - 08:40 AM

Come si trova in giro?
"Così, per l'avidità di arricchirsi, perse anche la possibilità di ricevere quanto aveva ricevuto fino a quel giorno."
[cit] Esopo; La gallina dalle uova d'oro

#8 dumont

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Inviato 19 May 2021 - 12:12 PM

Vi ringrazio per il lavoro svolto.

Dove posso trovare il film?

#9 Lolitapoe

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Inviato 23 May 2021 - 11:27 AM

Ciao, qualcuno sa dove trovarlo?





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