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[RECE][SUB] Still Human


3 risposte a questa discussione

#1 SulFiloDeiRicordi

    Ciakkista

  • Membro
  • 59 Messaggi:
  • Sesso:

Inviato 25 October 2019 - 06:41 PM

STILL HUMAN


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SCHEDA TECNICA

  • Titolo: Still human
  • Titolo (originale): Lun lok yan ( 淪落人)
  • Regista: Oliver Siu Kuen Chan
  • Scritto da: Oliver Siu Kuen Chan
  • Prodotto da: Fruit Chan
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Hong Kong
  • Lingua: Cantonese
  • Durata: 1h 55min (115min)
  • Budget: 3 milioni di HK$
  • Box office: Circa 10 milioni di HK$
  • Interpretato da:
    • Anthony Wong ( Cheong-wing )
    • Crisel Consunji ( Evelyn Santos )
    • Sam Lee ( Cheung Fai )
    • Cecilia Yip ( Leung Jing-ying )
  • Riconoscimenti:
    • Asian Film Festival: Miglior regista debuttante ( Oliver Chan )
    • Hong Kong Film Award:
      • Miglior attore (Anthony Wong)
      • Miglior attore debuttante ( Crisel Consunji )
      • Miglior regista debuttante ( Oliver Chan )
    • HKFCS:
      • Miglior attore (Anthony Wong)
      • Migliore sceneggiatura ( Oliver Chan )
    • Osaka Asian Film Festival: Premio del pubblico ( Oliver Chan )
  • Traduzione: SulFiloDeiRicordi
  • Revisione: fabiojappo
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RECENSIONE

La città-stato di Hong Kong ha fatto da scenario a grandi emozioni in numerosi film d’azione con spargimenti di sangue, gialli, film romantici e strani film di arti marziali; tuttavia uno dei film più interessanti che ne sono usciti in tempi recenti è una pellicola sull’amicizia tra un uomo disabile e la sua accompagnatrice. Still Human è il debutto alla regia di Oliver Siu Kuen Chan e ha già vinto prestigiosi premi come quello di Miglior regista debuttante negli Asian Film Awards 2019, il Netpac Award allo Hawaii International Film Festival del 2018 ed il premio del pubblico all’ Osaka Asian Film Festival del 2019. Con un miscuglio di sapiente narrazione e ottima recitazione, costituisce un film drammatico che sicuramente vincerà il cuore di molti di coloro che lo vedranno.
Anthony Wong sforna una pluripremiata performance nei panni di Cheung-wing, un uomo paralizzato divorziato che vive da solo da qualche parte ai piani alti di un complesso abitativo di case comunali. Egli dipende in gran parte dagli altri per i suoi bisogni giornalieri dopo che un incidente lo ha costretto su una sedia a rotelle incapace di muoversi dal petto in giù; lavarsi, farsi da mangiare e vestirsi, tutte azioni che non riesce a fare in maniera autonoma ma nonostante la sua situazione, o forse a causa della sua situazione, ha sviluppato un comportamento irascibile e quasi bellicoso, cosicché lo spettatore non si sorprende inizialmente alla scoperta che molte delle sue precedenti accompagnatrici hanno lasciato il proprio lavoro. Quando lo incontriamo per la prima volta, lo vediamo salutare la sua nuova collaboratrice domestica, una ex infermiera di nome Evelyn (Crisel Consunji). O forse sarebbe meglio dire “impartire ordini” data la sua espressione perennemente corrucciata.
In economia di tempo (di scena), entro quindici minuti dai titoli dall’inizio, la routine quotidiana dei due viene già stabilita. Il passato dei due personaggi viene appena accennato per essere poi approfondito in un secondo momento così come anche i mondi diversi dei collaboratori domestici e coloro di cui si occupano. In termini di questo secondo aspetto, tutto si apre con Evelyn che va a trovare tre esuberanti amiche Filippine che ha incontrato su Facebook, a Statue Square, un posto dove le colleghe domestiche si frequentano anche nella vita reale.

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Come ci si poteva aspettare, le cose non decollano bene per la coppia inizialmente, specialmente visto che Evelyn non parla una parola di Cantonese. Abituandosi a vivere insieme i due sviluppano ulteriori conflitti sul piano personale e culturale ma allo stesso tempo si crea la possibilità di stabilire una connessione più profonda come l’irritabilità di Cheung-wing cede il passo all’accettazione e a una maggiore leggerezza, facendolo aprire alle difficoltà della vita. Ce lo potevamo aspettare visto che Evelyn è l’unica persona con cui parla regolarmente eccetto il suo migliore amico Fai (Sam Lee) e sua sorella che appare molto spesso piena di rabbia, Jing-ying (Cecilia Yip). Gli spettri della solitudine e dell’isolamento aleggiano intorno a Cheung-wing che viene tagliato fuori anche dalla propria famiglia, ma grazie alla assistenza di Evelyn si inizia a vedere un'altra faccia dell’uomo, che si trasforma in una figura quasi fraterna.
Come viene delineato il personaggio di Cheung-wing, prevalentemente attraverso flashback ben gestiti che si incastrano bene tra le scene, così avviene anche per Evelyn, che scopriamo avere una situazione estremamente difficile a casa sua nelle Filippine. L’uomo scopre la situazione di Evelyn e apprende che sta cercando di liberarsi di un matrimonio che la tiene incatenata ad un marito che non ama e che l’ha costretta a rinunciare alla sua passione per la fotografia, così lo scorbutico Cheong-wing si ammorbidisce.
A dispetto delle avversità, Consunji si cimenta nei panni di una donna di buon cuore che fa del suo meglio: emana molta tenerezza e determinazione e questo offre un ottimo trampolino di lancio per Wong che contribuisce con una prestazione convincente riuscendo a trasmettere un senso di vulnerabilità e abbattimento. La sua fisicalità viene esaminata mostrando come non si possa muovere e come questo contrasta con il suo desiderio di non essere più disabile. Lo spettatore si sente compiaciuto nel vederlo tornare alla vita e recuperare la speranza, così come per Evelyn, ed ogni delusione e tradimento scuoteranno il cuore dello spettatore che vuole che i due non rinuncino l’un l’altro nonostante le difficoltà. La pellicola rivela che entrambi i due sono vittime delle circostanze e questo li ha messi sulla difensiva, fatto che, in ambo i casi, oscura i loro lati buoni. Ma la reciproca amicizia tira fuori il meglio dai due protagonisti e li riporta a sognare ancora una volta: Evelyn con la sua passione per la fotografia e Cheung-wing con il suo desiderio di riallacciare i contatti con la sua famiglia.
Delle volte stucchevole, Still Human comunque riesce ad incantare mostrandoci la fiducia, l’amicizia e la sicurezza in sé che si insinua nei personaggi dinanzi ai nostri occhi. Due persone sincere che hanno rimesso nel cassetto i propri sogni per colpa delle peripezie della propria esistenza, riscoprono la capacità di sognare di nuovo e il film a più riprese evidenzia l’importanza del sognare. Sebbene lei sia una collaboratrice domestica e lui un uomo disabile, sono entrambi ancora esseri umani. Vederli scoprire e beneficiare della loro reciproca umanità arricchisce il tutto.

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SOTTOTITOLI

(versione: bluray)





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Messaggio modificato da fabiojappo il 26 October 2019 - 09:22 AM


#2 fabiojappo

    Regista

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Inviato 26 October 2019 - 09:35 AM

Tra i riconoscimenti anche quello al Far East Film Festival di Udine.

Sarà un po' stucchevole perché in certi momenti scivola sulla retorica abbondante, però è difficile non voler bene al film con il grande Anthony Wong e la meravigliosa Crisel Consunji. L'alchimia perfetta tra loro è il punto di forza dell'opera prima di questa regista, Oliver Chan, da tenere d'occhio anche per il futuro perché ha dimostrato di avere uno sguardo interessante, preciso, delicato.

Messaggio modificato da fabiojappo il 26 October 2019 - 09:51 AM


#3 Shirayukihime

    PortaCaffé

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  • I prefer: cinema

Inviato 27 October 2019 - 06:00 PM

Grazie mille per questo rilascio :)

#4 Woody

    Microfonista

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  • 169 Messaggi:
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Inviato 28 October 2019 - 12:09 PM

Grazie per la proposta, sembra davvero interessante. Sarà un piacere scoprire questo regista.





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