Swallowtail Butterfly

Sharereactor
"Tanto tempo fa, quando lo Yen era la moneta
più forte nel mondo, gli immigrati riempirono la città
come se fosse una miniera d'oro.
Vennero alla ricerca dello Yen. Si legarono allo Yen.
E gli immigranti chiamarono la città
"Yen Town".
Ma i giapponesi odiavano quel nome.
Preferivano chiamare gli Yentown ladri di Yen.
Può sembrare strano, ma "Yentown"
indicava contemporaneamente sia la città che gli stranieri.
Quando lavoravano duro, guadagnavano abbastanza yen
e tornavano al loro paese natale, da ricchi.
Sembra una favola. Ma era il paradiso degli Yen.
Yen Town
E questa è la storia degli Yentowns a Yen Town."
* * *
regia: Iwai Shunji
sceneggiatura: Iwai Shunji, dal suo romanzo "Swallowatail"
fotografia: Shinoda Noboru. scgr: Taneda Yohei. ms: Kobayashi Takeshi..
produzione: Huronsha, Pony Canyon, Nippon Heral, Ace, Fuji TV.
Giappone, 1996, colore, 146’
cast: Mikami Hiroshi (Fei-hong), Chara (Glico), Ito Ayumi (Ageha),
Eguchi Yosuke (Ryanki Ryou), Andy Chi-On Hui (Mao-fu), Watabe Atsuro (Ran)

Con questa voce fuori campo si apre il 2° lungometraggio di Iwai Shunji, dopo il formidabile exploit di Love letter.
Non aggiungerò altro sulla trama: dopo tutta questa attesa è giusto che rimanga del mistero!
Chi già ama incondizionatamente questo regista (forse) non rimarrà deluso.
Chi si è innamorato della pop singer Chara, dopo averla vista in Picnic, qui rischierà l'infarto per le sue esibizioni dal vivo.
Swallowtail Butterfly è il film di Iwai meno "esportabile", quello che maggiormente si concentra su una realtà (benché futuribile e ipotetica) tipicamente giapponese. E che, nonostante questo, inaugura quello che, a mio avviso, è l'umore più magniloquente, torrenziale, di questo giovane regista. La tentazione insopprimibile di dire tutto in un singolo film, e di dirlo in maniera suadente, pervasiva, lirica, viscerale.
IL TITOLO
C'è un po' di confusione sulla rete sul vero titolo di questo film. Le diverse versioni sono: Swallowtail, Swallowtail & Butterfly, oppure Swallowtail Butterfly. Sono andato sul sito ufficiale di Shunji Iwai e ho scoperto che quest'ultima è quella corretta. Swallowtail Butterfly è una delle varie macrospecie di farfalle, la farfalla dalla coda di rondine. Ne esistono infinite sottospecie, tutte accomunate da questa particolare forma della coda.Ci tengo a precisare che Fender, che si è occupato di tutta la parte con i dialoghi in inglese, oltre che di reperire le foto, non mi ha semplicemente "dato una mano", ma ha fatto metà del lavoro. Se si potesse postare con due avatar, sarebbe di certo più appropriato!
E ora lascio la parola a Fender!
Swallowtail Butterfly è un film che ho imparato ad apprezzare (e tantissimo) col tempo; "col tempo" in genere vuol dire "dopo averlo visto parecchie volte"; invece nel mio caso significa "dopo che è passato diverso tempo dalla prima e unica visione"; mi tornavano alla mente diversi momenti del film, in particolar modo dopo aver visto Ley Lines, capolavoro (IMHO) di Takashi Miike; sarà che i giapponesi vedono gli stranieri cinesi allo stesso modo, ma sia che Iwai che Miike, nel raccontare gli "stranieri" giapponesi, compiono più di una volta le stesse scelte; ma se nel caso di Miike gli ambienti oscuri, malsani e corrotti sono in genere "di casa", non lo stesso può dirsi certamente per Iwai; molti che hanno conosciuto Iwai con Love Letter, April Story e All About Lily Chou Chou hanno storto il naso davanti a questo film; non si aspettavano di certo delle immagine così buie (grazie all'utilizzo di obiettivi così poco luminosi da rendere anche le scene all'aperto e soleggiate decisamente... ombrose) e set così claustrofobici; mai si sarebbero sognati di vedere momenti splatter come la sequenza della "fuga dal furgoncino"; ecco perché Swallowtail Butterfly continua ad essere il film più discusso di Iwai; Swallowtail è ricco di perle che si rintanano nell’oscurità della Tokyo di un ipotetico futuro prossimo di Iwai; come Ageha, la protagonista del film, che si trasforma da bruco in farfalla proprio nel ventre molle dello squallido quartiere di "Via dell'Oppio", così questo film "culla" momenti meravigliosi tra prostitute, papponi, assassini e mafiosi; la sequenza del tatuaggio di Ageha ha una regia drammatica e meravigliosa allo stesso tempo, e rappresenta secondo me il momento più alto del film; la Tokyo cosmopolita di Iwai è resa benissimo grazie ai suoi personaggi così diversi nei caratteri, colori e lineamenti che contrastano con la lingua parlata da ciascuno di essi: Fey-Hong (cinese che parla inglese ma non giapponese), David (americano nato e cresciuto in Giappone che parla solamente giapponese) e Aghea (cinese nata in Giappone che non parla cinese ma solo giapponese e inglese): impagabile!!!
Per concludere Swallowtail Butterfly rappresenta la prima grande chiave di svolta per Shunji Iwai che sintetizza tutto il lavoro fatto fin ad allora (ispirandosi anche al suo passato di film-maker di video musicali); ultima raccomandazione: occhio a Ran, il personaggio misterioso col cappellino "GUILT"...un mito


Messaggio modificato da Kiny0 il 13 October 2012 - 12:42 AM









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