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[RECE][SUB] Stray Cat Rock: Delinquent Girl Boss


7 risposte a questa discussione

#1 fabiojappo

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Inviato 26 November 2013 - 12:01 PM

Stray Cat Rock: Delinquent Girl Boss


(Nora-neko rokku: Onna banchô)


Immagine inserita


Anno: 1970

Durata: 75 min.

Regia: Yasuharu Hasebe


Cast:

Akiko Wada (Ako)

Meiko Kaji (Mei)

Koji Wada (Michio)

Bunjaku Han (Yuriko)


Traduzione: Meiko Kaji

Revisione: Elle82




Trama. Nel breve arco di tempo che va dalla sera di sabato alla mattina di lunedì, si svolge l'avventura di due bande femminili motocicliste rivali. La situazione comincia a farsi tesa quando una delle due gang, capeggiata da Mei, decide di scacciare dalla città la rivale, capeggiata da una sua antica amica, che si sta facendo troppo ardita. Precipita ulteriormente quando Michio, fidanzato di Mei, decide - nonostante il parere negativo della ragazza - di unirsi ad una banda yakuza che, come prova per poter entrare a farne parte, gli affida il compito di truccare un incontro di pugilato. I due sono aiutati dalla misteriosa motociclista Ako.

Primo dei cinque episodi della serie Stray Cat Rock, e primo vero successo per Meiko Kaji. Il film fu però concepito come veicolo per la famosa cantante giapponese di origini coreane Akiko Wada.



Commento di Meiko Kaji (Attenzione! Contiene spoiler)

Coraggio, buttiamola lì, nero su bianco.
Con gli anni mi appare sempre più chiaro che la visione dei film, l'ascolto della musica - in definitiva, la ricerca di un certo tipo di emozioni - altro non rappresenti, per me, che il tentativo di ricostruire il corpo energetico perduto. Ho bisogno di film che mi procurino un particolare tipo di emozioni. Non mi importa del loro valore, non so neppure se ne abbiano - e in relazione a cosa, poi? Solo su un aspetto non transigo: la qualità delle emozioni. Non parlo dell'intensità, ma della qualità. Vedere Akiko Wada, che mi è sembrata così primitiva emozionalmente, la sua stessa immagine l'ho trovata ai limiti del primitivo; sarà bella o no, così ai limiti del mascolino? Decido per il sì, mi ha conquistato, quale fascino!



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(Akiko Wada)



Sentire la fisicità che muove i personaggi - sfide al coltello, tra ragazze sbandate, per di più... lì è la chimica che la fa da padrona, la mente non c'entra. Questo è il fattore importante, il cortocircuito mentale provocato dalle immagini sulla mia mente. L'importante è che sia provocato, non cosa lo provoca. A provocarlo, stavolta, è una "visione" giapponese che mescola bande al femminile, moto, risse al coltello, locali in cui si canta non lo so neanch'io che cosa.
C'è Akiko Wada, la famosa cantante, a volte definita l'Aretha Franklin giapponese/coreana. Voce bassa, ai confini del maschile, che canta con tale primitivo vigore e ingenuità - divina ingenuità - la canzone che apre e chiude il racconto, da ricordare una mescolanza di musica western americana incrociata con una spaghetti alla Deguejo, pur non assomigliandole. C'è Akiko Wada, che sovrasta tutte con i suoi 173 cm di altezza, che entra in scena senza passato, vestita da motociclista, svelandoci di essere una donna togliendosi il casco (un gesto che funziona sempre, ricordo la Tippi Hedren di Marnie che si butta indietro i capelli dopo essersi lavati mentre risuona la musica di Bernard Hermann, Marie Windsor che si tira indietro il cappello lasciando ricadere i capelli sull spalle in Inferno di fuoco [Hellfire, 1949], western a sfondo religioso che termina con la parola "amen" al posto di "The End"; anche Elsa Martinelli fa lo stesso gesto in "The Belle Starr Story - Il mio corpo per un poker") e sfidando la banda di cialtroni che le ha urtato la moto all'incrocio semaforico, suscitandone l'ilarità.

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C'è Akiko Wada che esce di scena come Shane, in sella alla sua moto, senza rivelare da dove venga o dove abbia intenzione di andare. In mezzo, c'è lo scontro tra due bande di giovani spostate che si sfidano a colpi di coltello e insulti, all'ombra di una pericolosa banda yakuza.
C'è Meiko Kaji/Mei e la sua gang di piccolette che menano botte da orbi e non si capisce come: frequenti stacchi ci impediscono di vedere cosa accada nei brevi attimi tra la scena precedente e quella successiva.


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Mei si fa largo mentre tre tipacci le ostacolano la strada. Si vede che si getta contro di loro, e all'improvviso è in sella alla moto che la salva e non si capisce come i tre tipacci siano finiti gambe all'aria e cos'abbiano da lamentarsi.


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E' un delirio che mi piace mica poco.
Ora sul palco c'è Akiko Wada che canta. Come ci sarà finita? Non importa, canta, e bene.
Insomma, mi affascina. Non basta?


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E non capisco neppure come mai Mei rovini, o non impedisca ad Ako/Akiko Wada di rovinare l'affare del fidanzato Michio in cerca del suo battesimo da uomo, il quale ha promesso alla pericolosa banda di yakuza cui vuole unirsi, di truccare l'incontro di boxe chiedendo all'amico di sempre di perderlo. E' proprio Ako, alla presenza di Mei che sa cosa rischia il suo uomo, ad incitarlo a vincerlo, e lo vince. Gli yakuza non scherzano, chi lo salva ora il povero Michio?


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A lui pensano le "gatte randage", ma solo per poco. Michio lo ammazzano, e anche Mei ci rimette le penne. Ako l'ho già detto, fa come Shane, è un cavaliere che dal mistero proviene e nel mistero torna in sella alla sua moto. Quanto mito western c'è in queste soluzioni!


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(La resa dei conti: Akiko Wada e Meiko Kaji)



Un filmetto da pochi soldi, a base di luci psichedeliche e corse in moto... un filmetto di genere, alla Lola Colt - Faccia a faccia con El Diablo, dove Lola Falana canta canzoni che non c'entrano niente con la storia raccontata nè col periodo storico in cui si svolge...


Per una strana associazione di idee, mi è tornata in mente quella ragazzina, bruttina, che era sempre gentile con me, alle elementari. Ogni tanto mi regalava qualcosa, per esempio un album delle figurine. Ciò che mi pesa oggi è che non la ringraziai mai come meritava, prendevo la cosa non dico come dovuta, ma per me la verità del gesto si consumava nel gesto stesso di gentilezza. Non mi sfiorò mai l'idea che magari volesse un rapporto più stretto con me. Ha ragione lo psicologo Mauro Scardovelli quando dice che, alla fine della vita, una sola cosa conta davvero: la qualità delle relazioni. E la musica dei grandi maestri è proprio questo. Beethoven, Bach, Mozart, Haydn, forse composero un solo pezzo: la sinfonia della qualità delle relazioni. Al massimo livello umanamente pensabile, oltre l'umano, facendo brillare il divino nell'umano. In certo senso, non badai mai all'aspetto relazionale di una comunicazione - ancora oggi mi riesce quasi impossibile - ero animato dal significato dei gesti di per se stessi, escludendone il significato relazionale. Per me, i due lati coincidevano, e spesso faccio fatica ancora oggi a tenerli divisi. Credo che questo stato di cose possa scalfire l'integrità dello stato del corpo energetico.


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(L'avversaria)

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(Meiko Kaji e le sue ragazze).



Molte volte ho pensato a quella ragazzina, non ne ricordo neppure il nome, solo che era bruttarella. Questo pensiero e simili, appaiono solo quando il mio stato energetico assume certi toni. Altrimenti, è come se non appartenessero alla mia storia personale, stanno sullo sfondo in attesa di farsi sentire. Ma quando penso a quella ragazzina, sento di essere veramente me stesso, anche se il ricordo pesa come una mala azione. Emozioni che distruggono un crampo interiore, ma il bello è che non sento questo crampo interiore, se non nel momento in cui si scioglie. Neanche me ne accorgevo, dimentico di me stesso. L'importante è che il film sia servito allo scopo. Un film deve giungere come un lampo a cielo sereno, aprire il varco che ti collega alla verità di te stesso.

E ora, venirmi a chiedere quale valore possa avere questo film...? Insomma, che me ne frega? E' stato un avvenimento esterno capace di regalarmi qualcosa nel senso della ricostruzione energetica, deve importarmi il resto? Potrei dire oggettivamente "mi è stato d'aiuto soggettivo, ma riconosco che abbia poco valore?" Non è bello ciò che piace, ma neanche ciò che lo è oggettivamente secondo canoni del tutto arbitrari di giudizio estetico. Per me, è bella un'opera che ti riconnette con te stesso, con la tua intima verità, ma la bellezza della quale parlo, l'opera forse non la conosce. Non è esterna a me. "Accade", ecco tutto. E per accadere, non può più esistere il dualismo io - opera.

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Lo stato in cui questo accade, questo è indescrivibile. Posso parlare degli effetti su di me, dell'opera che li causa, e finisce che mi allontano dalla cosa importante; la cosa importante è il suo accadere in un momento in cui diventa impossibile dare giudizi identificando un io ed un agente esterno. Il linguaggio tende invece alla classificazione, è per sua natura separativo. Quando deve spiegare questo accadimento, deve arrendersi alla sua natura dualistica. Allora io non tento di spiegare niente, non è importante spiegare, ma che accada e che questo momento diventi lungo al punto di dimorarvi stabilmente.

Questo momento è accaduto guardando Stray Cat Rock: Delinquent Boss Girl, e non posso non dargli cinque stelle. Facciamo quattro per mettere tutti d'accordo. Tre sarebbe chiedermi mille volte troppo. Nel 1987 cominciai ad annotare su un quadernone tutti i film/telefilm/documentari che vedevo. Da una a quattro stellette, con le vie di mezzo, come il Maltin, quello di cui mi fido maggiormente. Nella legenda avevo scritto:

I giudizi non si riferiscono alla qualità oggettiva dei films, bensì alla qualità delle emozioni che suscitano in me.

Nel caso dovesse capitare in mano a qualcuno...


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Secondo me, Akiko Wada ha cantato delle splendide canzoni, ecco alcune delle mie preferite (naturalmente mi sono comprato il cofanatto di 10 cd coi singoli dall'inizio al 2003, in occasione del trentacinquesimo anniversaio )




Quella che fece scalpore, Doshaburi no Ame no Naka de (どしゃぶりの雨の中で) - In the Pouring Rain








SOTTOTITOLI

(versione 694)




SPECIALE MEIKO KAJI




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Messaggio modificato da fabiojappo il 08 December 2013 - 04:29 PM


#2 fabiojappo

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Inviato 26 November 2013 - 12:29 PM

Meiko Kaji + Akiko Wada: altro da aggiungere ?

Grazie al subber Meiko Kaji per la proposta e a Elle per il contributo con la revisione.

#3 Tyto

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Inviato 27 November 2013 - 10:31 AM

Già solo il titolo e la locandina mi elettrizzano. Grazie mille.
file:///C:/Users/Francesco/Desktop/Francesco/Personale/inkan/Inkan.jpgImmagine inserita

#4 andreapulp

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Inviato 29 November 2013 - 12:46 AM

Grazie mille, attesissimo:)

#5 Hiroshi84

    Ciakkista

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Inviato 04 December 2013 - 11:40 PM

Ho apprezzato e goduto appieno questo bellissimo film e posso sicuramente metterlo ai primi posti nella mia personale top list della cinematografia giapponese degli anni 70!
Il film è dinamico è molto scorrevole,insomma il genere che piace a me
Sarebbe bello se anche i seguiti venissero tradotti,e spero proprio di si,tengo questa speranza!



#6 Meiko Kaji

    PortaCaffé

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Inviato 06 December 2013 - 01:24 AM

Hiroshi84, il 04 December 2013 - 11:40 PM, ha scritto:

Ho apprezzato e goduto appieno questo bellissimo film e posso sicuramente metterlo ai primi posti nella mia personale top list della cinematografia giapponese degli anni 70!
Il film è dinamico è molto scorrevole,insomma il genere che piace a me
Sarebbe bello se anche i seguiti venissero tradotti,e spero proprio di si,tengo questa speranza!


Ho piacere che anche altre persone apprezzino questo "piccolo" film.
Ho appena visto il quarto episodio, Stray Cat Rock: Machine Animal. Che dire? Il secondo ed il terzo mi avevano molto deluso, secondo me hanno perso molto della scorrevolezza e dell'ingenuità che sono un pò la forza del primo episodio.
Questo quarto è nuovamente piuttosto ingenuo ma, mi è parso, senza i pregi del primo, pur non mancando di attrattiva. Francamente in questo periodo non ho tempo di mettermi a tradurli, comunque di solito faccio questa operazione per mostrare dei film ai quali tengo a due miei amici, uno dei quali non legge i sottotitoli in inglese.
Non avendo un filo conduttore che li leghi, possono anche essere visti in ordine sparso (mi manca il quinto che credo di non avere nemmeno, l'edizione uscita in Giappone manca di sottotitoli). Del primo ho il dvd giapponese.
Su Rai Movie hanno dato Stray (Alley) Cat Rock: Sex Hunter, il terzo episodio, se tieni d'occhio il canale magari riesci a vederlo (io non ho potuto neppure registrarlo).
Siccome i film vanno visti più volte per esser ragionevolmente certi del nostro rapporto con loro, non escludo di rivedere il secondo e terzo episodio, ma è molto più facile che magari mi dedichi al quarto in quanto a sottotitolatura.

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"Come puoi vedere, sono una nullità. Nient'altro che una vagabonda senza casa."


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#7 LL ©

    Operatore luci

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Inviato 10 December 2013 - 07:43 PM

incredibile, anni fa ci sarebbero stati una marea di commenti :(
e cmq grazie! amo i pinky violence! figuriamoci quelli con meiko!! :em41:
SOTTOTITOLI TRADOTTI PER ASIAN WORLD
Tomato kecchappu kôtei / Shūji Terayama / 1970

SOTTOTITOLI TRADOTTI PER ALTRO CINEMA
Honor de cavallería / Albert Serra / 2006 ◦ Un chapeau de paille d'Italie / René Clair / 1927 ◦ Thaïs / Anton Giulio Bragaglia / 1916

"Le cinéma est une invention sans avenir" (Louis Lumière)

Decorato al petto di rarissima medaglia di Uomo Tette™ dal Reverendo lordevol in data 08/07/2013

#8 comparsa

    PortaCaffé

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Inviato 05 December 2015 - 12:18 PM

splendida recensione :clap: , lo proverò senz'altro !

Messaggio modificato da comparsa il 05 December 2015 - 12:25 PM






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