Sulla serie regolare mi sento in difficoltà ad esprimermi. Ci sono i soliti momenti zuccherosi e falsi, e le solite spiegazioni in cui ti cadono le braccia e ti chiedi se lo sceneggiatore non potesse spremersi un po' di più per creare una storia un po' più verosimile.
È evidente che Yukawa Kazuhiko è un amante dei personaggi femminili forti, rigidi e asociali (Ogiwara Saki, Mita, la maestra qui...) ma quanto sarebbe stato bello questo dorama se avesse avuto il coraggio di scommettere fino in fondo sull'anima nera di questa strega di insegnante?
Tuttavia, l'ho visto, anzi, divorato, in poco tempo, e mi ha lasciato una bella sensazione addosso. Sarà che adoro le storie di amicizia scolastica, di maturazione, le storie sui bambini, ma questo incessante gioco al rialzo tra la diabolica insegnante e i ragazzetti della classe 6-3 mi ha conquistata (salvo, appunto, le varie cadute di braccia...e vai col prosciutto, come direbbe qualcuno
I bambini sono il punto di forza della storia, ma anche Amami Yuki nei panni dell'insegnante è stata molto brava e convincente. Il personaggio della sensei non lascia indifferenti; peraltro mi ritrovavo a condividere ciò che diceva pur detestandola







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